Pianto del bebè: per capirlo servono istinto ed esperienza

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 27/11/2020 Aggiornato il 27/11/2020

All’inizio sembra sempre uguale, ma con il tempo i genitori iniziano a decifrare il significato del pianto del bebè. Questione di istinto ed esperienza

Pianto del bebè: per capirlo servono istinto ed esperienza

I primi giorni con il neonato sono sempre emozionanti, ma difficili. All’inizio, il pianto del bebè sembra sempre uguale e mamma e papà non sanno esattamente a cosa attribuirlo. Ma più passa il tempo e più comprendono i motivi che stanno dietro a ogni sfumatura. Si tratterebbe di una questione di istinto e sopravvivenza, ma anche di esperienza. La conferma arriva da uno studio condotto sui topi da un gruppo di ricercatori statunitensi, della Nyu Grossman School of Medicine, pubblicato su Nature.

Uno studio su topi femmine

Gli studiosi hanno condotto una ricerca in laboratorio  su un gruppo di topi femmine che avevano appena avuto dei cuccioli. Hanno prima osservato il loro comportamento e poi condotto una serie di esami. Lo scopo era capire come le neomamme reagissero al pianto dei topolini e quali parti del loro cervello si attivassero in risposta ai vari tipi di pianto.

Il pianto dei cuccioli attiva le mamme

Analizzando i dati raccolti, gli esperti hanno visto innanzitutto che le femmine di topo, anche se erano al primo parto e dunque alla prima esperienza “come mamme”, non appena udivano il pianto dei cuccioli si affettavo istintivamente ad avvicinarsi e soccorrerli. In secondo luogo, hanno scoperto che quando le mamme topo sentivano dei lamenti, nel loro cervello si attivavano alcune cellule nervose della corteccia uditiva, la parte del cervello che elabora il suono.

L’esperienza aiuta

Gli scienziati hanno notato infine che i topi più esperti, ossia che avevano cuccioli un po’ più grandi o che avevano già avuto cuccioli prima, tendevano a riconoscere di più le varie tipologie di pianto e a distinguere quelle che richiedevano subito attenzione rispetto ai topi meno esperti, che avevano poca esperienza di assistenza. Quest’ultimo gruppo, infatti, si attivava prontamente solo in risposta a una gamma ristretta di pianti. Tuttavia, era comunque in grado di prendersi cura dei piccoli grazie alla convivenza con gli animali più avvezzi all’accudimento.

Gli autori dello studio hanno concluso che nell’interpretazione del pianto di un cucciolo entrano in gioco tre fattori chiave: istinto, sopravvivenza ed esperienza. “I nostri risultati mostrano che mentre alcune abilità genitoriali sono innate, c’è una significativa curva di apprendimento. Per i topi madre, e forse anche per gli esseri umani, l’esperienza guadagnata con fatica è importante” hanno spiegato.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Quando il bambino è piccolo, il pianto è lo strumento principale di comunicazione dei propri bisogni. Ecco perché è importante che mamma e papà non lo ignorino, ma imparino a capirne il significato.

 

Fonti / Bibliografia

  • Innate and plastic mechanisms for maternal behaviour in auditory cortex | NatureInfant cries evoke powerful responses in parents1–4. Whether parental animals are intrinsically sensitive to neonatal vocalizations, or instead learn about vocal cues for parenting responses is unclear. In mice, pup-naive virgin females do not recognize the meaning of pup distress calls, but retrieve isolated pups to the nest after having been co-housed with a mother and litter5–9. Distress calls are variable, and require co-caring virgin mice to generalize across calls for reliable retrieval10,11. Here we show that the onset of maternal behaviour in mice results from interactions between intrinsic mechanisms and experience-dependent plasticity in the auditory cortex. In maternal females, calls with inter-syllable intervals (ISIs) from 75 to 375 milliseconds elicited pup retrieval, and cortical responses were generalized across these ISIs. By contrast, naive virgins were neuronally and behaviourally sensitized to the most common (‘prototypical’) ISIs. I...
  • Experience & Instinct: Both Count When Recognizing Infant Cries in Mice | NYU Langone NewsNYU Langone study finds a combination of learned skills and ingrained instincts helps babysitter mice to care for infants. Learn more.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Citomegalovirus e paura del contagio

26/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se, durante la gravidanza, si teme che il proprio partner sia stato contagiato dal citomegalovirus, che si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali, può essere opportuno verificarlo attraverso un dosaggio degli anticorpi specifici.   »

Regressione nel linguaggio in un bimbo di 18 mesi: c’è da preoccuparsi?

24/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il dubbio che il bambino sia interessato da un disturbo del neurosviluppo è opportuno richiedere il parere di uno specialista.   »

Streptococco: può dare febbre nonostante l’antibiotico?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.   »

Vitamina D: una sua carenza può influenzare la fertilità?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) sia sulla fertilità maschile e femminile.   »

Quale latte a 13 mesi se si smette di allattare al seno?

10/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Dopo l'anno di vita si può tranquillamente offrire il latte vaccino, meglio in tazza per evitare che il bambino ne assuma troppo.   »

Mutazione MTHFR: bisogna assumere eparina e cardioaspirina quando inizia una gravidanza?

04/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

La mutazione MTHFR non influisce in modo negativo sulla gravidanza e non richiede cure particolari a salvaguardia della gestazione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti