Denti da latte: possono predire la salute futura?

Analizzando la composizione biochimica dei denti da latte si potrebbero ottenere informazioni importanti sulla salute futura del bambino. Ecco quali

Spesso non viene data loro l’importanza che meritano e, invece, i denti da latte non vanno sottovalutati. Proprio da loro, infatti, dipende la salute dei denti definitivi. Ma non solo. Sembra che anche la salute generale del bambino a lungo termine, addirittura in età adulta, sia in qualche modo legata ai denti destinati a cadere. Lo suggerisce uno studio condotto da un team di esperti britannici, delle università di Bradford e di Durham, pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology.

Non vanno trascurati

I denti da latte iniziano a spuntare intorno ai sei mesi e continuano a farlo fino ai due anni circa. Tuttavia, non bisogna preoccuparsi se il bambino non rispetta questi tempi: ogni piccolo, infatti, ha i suoi ritmi, per cui può iniziare e terminare la dentizione anche in anticipo oppure in ritardo di qualche settimana. In ogni caso, i denti da latte sono decidui, cioè sono destinati a cadere per essere sostituiti dopo i 6 dai denti permanenti. Non importa se cadono presto: i denti da latte vanno curati, poiché la salute dei denti definitivi dipende anche da essi. Senza contare poi che, se il bambino si abitua fin da piccolo a prendersi cura dell’igiene orale, sarà più protetto dal rischio di carie e tartaro negli anni a venire.

Un legame tra denti, dieta e salute

Secondo la nuova ricerca, dalla composizione biochimica dei denti da latte dipenderebbe addirittura la salute generale dell’organismo del bambino e anche della mamma. Gli autori sono giunti a questa conclusione dopo aver condotto alcune analisi sui denti di bambini e adulti dell’età vittoriana e dell’epoca preistorica. Dalle loro indagini è emerso che, in relazione ai livelli di isotopi di carbonio e azoto nelle ossa e nei denti, si può calcolare il rischio di malattie future. Queste sostanze sono influenzate dalla dieta: infatti, la loro quantità è maggiore nelle persone che seguono un’alimentazione ricca di proteine e sono state allattate al seno, e minori nei vegetariani.

In arrivo un test sui denti?

Ora gli studiosi cercheranno di capire se i livelli di isotopi di carbonio e azoto nelle ossa e nei denti possono aiutare a fare previsioni sulla salute futura anche dei bambini di oggi, nati fra il 2007 e il 2010. Se le ricerche daranno esito positivo, si potrebbe arrivare a mettere a punto un test in grado di valutare il rischio di malattie, come diabete e problemi cardiaci, fin dall’infanzia.

 

 

 
 
 

In breve

MAGGIORE ATTENZIONE IN GRAVIDANZA

Se la donna, durante la gravidanza, segue una dieta troppo povera, i livelli di isotopi di carbonio e azoto nelle ossa e nei denti da latte del bambino potrebbero aumentare, esponendolo a un rischio maggiore di sviluppare malattie da adulto. Per questo è importante che la futura mamma segua un’alimentazione corretta.

 

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