Dermatite atopica: come si cura e i sintomi nei neonati e nei bambini

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 18/11/2025 Aggiornato il 18/11/2025

Presente soprattutto nei bambini, è una forma infiammatoria che provoca rossore e prurito. Occorre molta delicatezza nel trattare la pelle che ne soffre, in inverno in modo particolare. I consigli della dottoressa Laura Mazzotta.

La dermatite atopica compare in genere nel primo anno di vita del bambin

Malattia infiammatoria cronica della pelle, la dermatite atopica interessa circa il 10-20% dei bambini, sin dal primo mese di vita. Si manifesta con secchezza eccessiva, chiazze arrossate e, nelle situazioni più compromesse, vescicole e ispessimenti su viso, collo, torace, mani, piedi, polsi, caviglie e pieghe di gomiti e ginocchia, localizzazioni che tendono comunque ad essere diverse in base all’età.

Il prurito a volte può essere così intenso da provocare nervosismo e disturbi del sonno. Alla base ci sono predisposizione genetica, debolezza della barriera cutanea e alterazione del microbiota cutaneo (l’insieme dei microrganismi che vivono normalmente sulla pelle).

Alcuni fattori esterni possono comunque accentuare il problema ed è la ragione per cui in inverno con il freddo occorrono particolari precauzioni. Gestire la dermatite atopica nei bambini richiede infatti attenzione costante: con le giuste cure comunque, è possibile ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita dei piccoli.

Sintomi e come si manifesta

La dermatite atopica fa in genere il suo esordio in età pediatrica, entro il primo anno di vita, per poi diventare a poco a poco meno frequente. Si calcola infatti che ne soffra circa il 20% dei bambini e solo il 3% degli adulti.

«La dermatite atopica si manifesta a tutte le età con pelle secca, arrossamenti e vesciche nelle forme più acute, segni visibili accompagnati da un prurito che può essere anche molto intenso e fastidioso al punto da compromettere il sonno e la qualità della vita dei piccoli che ne soffrono» spiega la dottoressa Laura Mazzotta, specialista in Igiene e medicina Preventiva, Nutrizione clinica e Medicina estetica a Ferrara. «Nei neonati gli arrossamenti e le desquamazioni tendono a localizzarsi su guance, fronte, cuoio capelluto e nelle pieghe di gomiti, ginocchia, polsi e collo. Sono proprio queste ultime le zone maggiormente interessate dal problema, insieme alle mani e alle palpebre, nei bambini più grandi e negli adulti».

Le zone più colpite 

La dermatite atopica tende a localizzarsi in punti precisi che possono essere differenti in base all’età.

  • Nei neonati le chiazze arrossate si situano per lo più a livello del viso, in particolare sulle guance, dietro e sotto le orecchie. Possono essere interessati anche il collo, il dorso e la schiena ad eccezione in genere della zona dei glutei. 
  • Nei bambini attorno ai 2-3 anni la localizzazione delle zone irritate tende a cambiare: la dermatite atopica interessa per lo più le pieghe della pelle a livello del collo, dei gomiti, delle ginocchia e le estremità del corpo, le mani, i polsi e le caviglie. 
  • Con la crescita le manifestazioni della dermatite vanno ad interessare le pieghe di flessione, i polsi, le caviglie, il retro delle ginocchia, le palpebre, ma anche il cuoio capelluto, il collo, la parte superiore del tronco e le spalle. 

Non solo cambiano le zone interessate, ma con il progredire dell’età anche le manifestazioni della dermatite atopica si modificano. Da piccole, rosse, pruriginose nei neonati diventano a poco a poco vere e proprie lesioni trasudanti che si tramutano in croste, mentre inizia il cosiddetto processo di lichenificazione, cioè un ispessimento della pelle con chiazze che dal rosa passano ad essere marroni, diventano irregolari e attraversate da solchi profondi.

Nei bambini più grandi, così come negli adulti, le macchie tendono a diventare sempre più scure e spesse, leggermente striate: il prurito si fa più intenso così come la secchezza della pelle. 

Rimedi e cure nei neonati e nei bambini: i consigli della dottoressa Mazzotta

La dermatite atopica è una malattia cronica che alterna periodi in cui le manifestazioni sono più importanti ad altri dove tendono a regredire.

Più che curarla perché scompaia del tutto, si tratta quindi di adottare una serie di accorgimenti e di supporti che permettano di tenere sotto controllo le manifestazioni, rendendole il meno possibile invasive e fastidiose. 

  1. Seguire una buona igiene quotidiana: è essenziale per l’equilibrio e il benessere della pelle, ma attenzione a usare solo detergenti delicati, specifici per cuti sensibili o atopiche, evitando prodotti con profumi o sostanze irritanti
  2. Fare bagni brevi: meglio evitare lunghe immersioni in vasca e mantenere una temperatura dell’acqua non troppo alta. Sono indicati oli da bagno emollienti e detergenti senza sapone
  3. Mantenere un ambiente fresco e umidificato: è consigliabile evitare che le stanze siano troppo fredde in estate e troppo calde in inverno; attenzione anche agli sbalzi di temperatura e agli ambienti troppo secchi
  4. Tagliare le unghie: il prurito spesso spinge i neonati e i bambini a grattarsi. Le unghie corte evitano graffi che possono aggravare il disturbo favorendo la proliferazione di germi che causano infezioni cutanee
  5. Idratare la pelle con costanza: applicare regolarmente emollienti e creme idratanti, a base di urea e glicerina, specialmente dopo il bagno, è il modo migliore per mantenere la pelle morbida e idratata. Questo aiuta a rafforzare la barriera cutanea e a prevenirne la secchezza
  6. Usare formulazioni lenitive e calmanti: ideali per i bambini sono le emulsioni e i preparati in crema a base di estratti di origine vegetale come Cardiospermum halicacabum, Calendula, Arnica e Aloe. Per i neonati si possono usare emulsioni formulate con gli stessi estratti vegetali, ma a dosaggi omeopatici
  7. Ricorrere al cortisone solo su indicazione del medico: è sempre da bandire il fai da te soprattutto con prodotti a base di corticosteroidi a bassa potenza, che sono comunque utili in caso di infiammazioni acute. Attenzione all’esposizione al sole, che è tassativamente vietata durante tutto il corso del trattamento
  8. Evitare il più possibile i fattori irritanti: anche in inverno meglio vestire i bambini con abiti di cotone morbido a contatto con la pelle piuttosto che con tessuti sintetici o ruvidi. Importante anche lavare i vestiti con detersivi ipoallergenici e senza profumi

Cause della dermatite atopica

«Dermatite è un termine generico che definisce qualsiasi malattia cutanea che comporti un’infiammazione, dalla psoriasi all’eczema, da quella seborroica a quella atopica» spiega il dottor Marco Pignatti, dermatologo, esperto di dermobiotica e consulente  scientifico di Schwabe Pharma Italia, nonché autore di diversi libri tra cui “I nostri piccoli amici”, che spiega il microbiota ai bambini. «Pur essendo diverse tra loro, tutte le dermatiti partono da elementi comuni che sono la predisposizione genetica e un difetto della barriera cutanea che non svolge a dovere la sua funzione di proteggere la pelle dalle aggressioni esterne».

In presenza di una barriera alterata, la cute, una volta a contatto con sostanze estranee, scatena una reazione abnorme del sistema immunitario attivando una produzione eccessiva di anticorpi e rendendo più facile la comparsa di infezioni cutanee.

Oltre a queste cause di fondo, ci sono comunque una serie di fattori che possono aggravare le manifestazioni della dermatite atopica. È il caso dell’esposizione all’inquinamento, che compromette ulteriormente una barriera cutanea già fragile, e del contatto con agenti aggressivi come la salsedine o sostanze potenzialmente irritanti contenute in prodotti per la detergenza o per la cura della pelle non idonei.

La dermatite atopica in inverno 

La dermatite atopica tende ad avere un peggioramento durante la stagione invernale. Questo perché si tratta di un problema che nasce da un’interazione tra fattori genetici e immunitari, ma che può essere scatenata e aggravata da cause di tipo ambientale.

  • Non è ancora ben chiaro quali possano essere i fattori ambientali maggiormente incriminati, ma non ci sono dubbi che gli sbalzi di temperatura, non solo quelli tipici dei cambi di stagione ma anche quelli dovuti al passaggio tra l’esterno e i locali riscaldati, possano acuire i sintomi della dermatite atopica
  • Non va dimenticato poi il fatto che la pelle del viso e delle mani esposte al freddo e al vento tende a disidratarsi e questo non fa altro che compromettere ulteriormente un equilibrio già fragile come quello di una pelle atopica
  • Negli ambienti chiusi poi il clima secco creato dal riscaldamento complica il quadro. Meglio quindi non alzare eccessivamente il riscaldamento e non coprire troppo i bambini nei luoghi dove non è possibile regolare la temperatura dal momento che giocando e muovendosi rischiano di sudare: il pH acido della sudorazione rende più intenso il prurito
  • Serve attenzione in inverno anche all’abbigliamento: lana e tessuti sintetici a contatto con la pelle irritano e favoriscono la sudorazione. E’ consigliabile quindi che i bambini indossino capi in cotone vicino alla pelle; in ogni caso meglio sempre evitare che siano eccessivamente coperti soprattutto quando si muovono, in particolare quando fanno sport all’aperto
  • Attenzione infine alle immersioni in mare o in piscina: prima dell’entrata in acqua è bene applicare una crema barriera per proteggere la pelle dalla salsedine e dal cloro della piscina. Dopo l’immersione occorre sciacquare subito la pelle del bambino con acqua dolce per rimuovere i residui di sale o cloro e applicare una crema idratante per ristabilire l’idratazione cutanea.

Il video del pediatra Leo Venturelli sulla dermatite atopica

Dermatite atopica nei bambini: cos’è? Come bisogna agire? Il dottor Leo Venturelli, pediatra, ci consiglia cosa è meglio fare quando i nostri figli cominciano a manifestare i sintomi di questa malattia infiammatoria.

 
 
 

In breve

La dermatite atopica si manifesta con arrossamenti, secchezza, prurito nei bambini fin da neonati, per poi ridursi negli adulti. Richiede una cura attenta e costante per rendere meno fastidiosi e frequenti i sintomi mettendo in atto una serie di precauzioni che evitino un peggioramento del problema.

 

Fonti / Bibliografia

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