Registrazione all’anagrafe del neonato: la procedura in base alle Regioni

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 20/05/2026 Aggiornato il 20/05/2026

La denuncia di nascita all’ufficio anagrafe va fatta in ospedale oppure in Comune, anche se il piccolo è venuto al mondo in uno Stato estero. Le procedure sono simili nelle varie Regioni.

Registrazione all’anagrafe del neonato: la procedura in base alle Regioni

La registrazione all’anagrafe è una procedura obbligatoria che si compie dopo la nascita del bambino. Ha l’obiettivo di rendere il neonato un soggetto giuridico, che gode quindi di tutti i diritti e i doveri civili e politici e che è responsabile davanti alla legge.

Si può effettuare sia in ospedale sia presso gli uffici anagrafe del comune in cui è venuto al mondo il bambino, entro tempi stabiliti per legge. Tutti i nuovi nati hanno il diritto di registrazione nascita, sia all’interno di un nucleo famigliare tradizionale, sia al di fuori di unioni o famiglie, con un solo genitore oppure dopo la rinuncia da parte della madre.

Procedura

La registrazione all’anagrafe del neonato dopo la nascita è obbligatoria e chi non ottempera è punito con un’ammenda pecuniaria.

La registrazione deve essere fatta:

  • entro 3 giorni dopo la nascita del bambino, presso la struttura in cui è avvenuto il parto
  • entro 10 giorni, se la registrazione nascita avviene presso l’Ufficio di Stato civile del proprio Comune di residenza.

È necessario presentare la dichiarazione di avvenuta nascita rilasciata da:

  • ginecologo
  • ostetrica oppure dall’ospedale
  • documenti di identità di entrambi i genitori (se sono entrambi presenti).

Nel caso i genitori del bambino siano sposati, per la registrazione all’anagrafe è sufficiente che si presenti solo uno dei genitori.

L’attribuzione del codice fiscale del neonato e della tessera sanitaria avviene automaticamente, nel momento in cui si effettua la registrazione all’anagrafe e i due documenti vengono recapitati nel luogo di residenza del piccolo.

Secondo le leggi vigenti nel nostro Paese, il neonato assume il doppio cognome (prima quello di un genitore e poi l’altro o viceversa) oppure solo il cognome di uno dei due dopo che è stato concordato.

La scelta del nome è libera, anche se oggi la legge vieta di:

  • attribuire più di tre nomi al bambino
  • dare lo stesso nome di un famigliare ancora in vita
  • assegnare nomi ridicoli, sigle o cognomi al posto del nome.

Ancora in dubbio sulla scelta del nome? Guarda qui i più belli

1) Registrazione anagrafe in ospedale

Secondo la legge (Dpr. 396/2000), gli ospedali italiani dotati di un Punto Nascita ossia di un reparto di maternità sono tenuti ad avere uno sportello anagrafe interno (chiamato Sportello Nascite o Ufficio di Stato civile) che è gestito dalla direzione sanitaria oppure in collaborazione con il Comune. In questa struttura è presente un incaricato che raccoglie la denuncia di nascita entro 3 giorni dal parto. Questa possibilità è in alternativa alla registrazione presso l’anagrafe del Comune entro dieci giorni.

Le cliniche private che non sono convenzionate con con il Servizio Sanitario Nazionale o che non dispongono di un centro nascite autorizzato alle funzioni di Stato Civile, potrebbero non avere al proprio interno lo Sportello Nascite per effettuare la registrazione. In questo caso, la denuncia va fatta obbligatoriamente al Comune entro i dieci giorni. Per questo è sempre bene informarsi prima presso la struttura in cui si partorisce.

2) Registrazione anagrafe nelle varie Regioni

Il regolamento che stabilisce le modalità e i tempi per registrare all’anagrafe il neonato è uguale in tutta Italia, anche se possono esserci differenti modalità di accesso agli uffici per la registrazione nascita. Una volta lasciato il punto nascita, il neonato si stabilisce presso il domicilio della madre oppure presso la residenza scelta dalla coppia. Ecco, Regione per Regione, un elenco dei principali ospedali e punti nascita in cui è attivo lo Sportello Nascite interno:

Piemonte

Lombardia

Veneto

Liguria

Emilia-Romagna

Toscana

Friuli

Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale

Lazio

Marche

Umbria

Campania

Puglia

Calabria

Sicilia

Sardegna

3) Registrazione online

Effettuare la registrazione all’anagrafe del neonato completamente online in Italia, da casa, non è ancora possibile. Questa procedura richiede infatti per legge la presenza fisica di almeno uno dei genitori.

In alcuni casi è però possibile effettuare l’invio dei documenti necessari (documento di identità dei genitori e dichiarazione dell’avvenuta nascita) via email oppure con la Pec, fissando anche l’appuntamento per evitare di fare la coda e anche per velocizzare il tempo allo sportello con l’operatore.

Una volta effettuata la registrazione, come spiegato alcuni documenti (tessera sanitaria e codice fiscale) vengono recapitati presso il domicilio del neonato.

Altri, per esempio il certificato di Stato di famiglia del bambino, si possono scaricare dal portale istituzionale ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) collegandosi con Spid oppure con la carta di identità elettronica.

Registrazione neonato con genitori non sposati

La registrazione nascita del bambino nato da due genitori non sposati avviene in modo quasi identico a quando il bebè nasce in una famiglia di genitori sposati.

Entro 3 giorni dalla nascita ci si reca presso l’ufficio preposto della struttura ospedaliera, entro 10 giorni agli uffici anagrafe del Comune di residenza, con la dichiarazione di avvenuta nascita rilasciata dal medico o dall’ostetrica.

Se i genitori del bambino non sono sposati (in modo civile o religioso) è necessario che si presentino entrambi al momento della registrazione, con documenti di identità in corso di validità, per effettuare la registrazione del bambino.

In questo caso, si attribuisce il cognome del genitore che ha effettuato il riconoscimento per primo. Se il riconoscimento è contemporaneo, il neonato assume il cognome del padre. Nel caso sia effettuata la registrazione alla nascita di un bambino che figura figlio di un solo genitore, il piccolo assumere il cognome di quest’ultimo. Il bambino ha gli stessi diritti di un neonato figlio di genitori coniugati.

Registrazione neonato nato all’estero

I figli di cittadini italiani, ma nati all’estero, sono cittadini italiani, quindi la loro nascita va trascritta in Italia. Questo compito spetta ai genitori e non avviene in automatico. Esistono due procedure a seconda che i genitori del bambino risiedano in Italia oppure all’estero:

  1. Se i genitori risiedono all’estero, la domanda va presentata all’Ufficio Consolare o Ambasciata italiana dello Stato esterno in cui è avvenuta la nascita. Questi invieranno poi i documenti al Comune italiano di riferimento.
  2. Se invece i genitori risiedono in Italia, possono presentare direttamente la richiesta di registrazione dell’atto di nascita del figlio all’Ufficio Stato Civile del proprio Comune di residenza.

I documenti che i genitori devono procurarsi sono:

  1. L’atto di nascita originale che viene rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile del Paese in cui è nato il bambino
  2. L’apostille o legalizzazione, che è necessaria per rendere valido per lo Stato italiano il documento di nascita se il Paese in cui è nato il piccolo aderisce alla Convenzione dell’Aja. Se non aderisce, alla legalizzazione dell’atto di nascita provvede l’Ambasciata italiana presente in loco
  3. La traduzione integrale in lingua italiana dell’atto, conforme all’originale dall’Ambasciata o Consolato oppure eseguita da un traduttore giurato
  4. I documenti di identità dei genitori e il modulo di richiesta di trascrizione compilato in ogni sua parte e firmato.

Presso il punto nascita in cui viene al mondo il neonato, i genitori possono avere ogni tipo di informazione sulla procedura da seguire e su dove rivolgersi.

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In breve

Il neonato va registrato all’anagrafe in ospedale entro tre giorni oppure negli Uffici del Comune entro dieci, di persona o anche prenotando online. E’ obbligatorio chiedere la registrazione in Italia se il bimbo è nato all’estero.

 

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