Genitori e bebè: in sintonia se gli sguardi si incrociano

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 17/01/2018 Aggiornato il 31/07/2018

Il cervello dei piccoli si sincronizza con quello dei genitori quando questi li guardano negli occhi: un meccanismo che stimola la comunicazione tra genitori e bebè

Genitori e bebè: in sintonia se gli sguardi si incrociano

Cullare, tenere in braccio. Ma anche cantare una ninna nanna, far ascoltare la propria voce,  leggere una storia: sono molte le attività che i genitori possono svolgere per il benessere dei loro bambini, sin da neonati. Ora una nuova ricerca condotta da una studiosa della University of Cambridge (Gran Bretagna) e pubblicata sulla rivista scientifica Pnas ne aggiunge una, facile da effettuare ma dai risultati sorprendenti: guardare negli occhi il proprio bimbo. Secondo Victoria Leong, autrice dello studio, questa semplice azione farebbe scattare la sintonia tra genitori e bebè.

Cervelli sincronizzati

Secondo l’autrice dello studio i risultati ottenuti suggeriscono che “segnali sociali come lo sguardo potrebbero portare i cervelli in uno stato di allineamento mutuale”. Questo significa, in parole semplici, che lo sguardo dei genitori che incontra quello del bambino “crea una rete in grado di facilitare il trasferimento di informazioni durante i primissimi tentativi di apprendimento e comunicazione del neonato”.

A me gli occhi

Per giungere a questo risultato la ricercatrice inglese ha eseguito diversi esperimenti su un gruppo di 17 bimbi di circa 8 mesi e altrettanti adulti di riferimento per vedere come l’interazione all’interno di ogni singola coppia adulto/bimbo si traducesse a livello di attività cerebrale. Uno degli esperimenti prevedeva che l’adulto cantasse una canzoncina al piccolo in due modalità: guardandolo dritto negli occhi o, al contrario, evitando di incrociare il suo sguardo.

Successo comunicativo

Dai test è emerso che quando l’adulto guardava il bambino durante l’esecuzione della canzoncina l’attività del cervello del bimbo si allineava con quella dell’adulto, creando uno stato di connessione neurale che secondo l’autrice dello studio potrebbe facilitare il successo comunicativo tra genitori e bebè. Al contrario, quando l’adulto evitava lo sguardo del bambino, non si evinceva alcuna sincronia tra le due attività cerebrali registrate.

I vocalizzi del bebè

Non solo: dagli elettroencefalogrammi utilizzati durante i test per misurare l’attività del cervello di genitori e bebè è anche emerso che quando il piccolo rispondeva al canto dell’adulto con dei vocalizzi la sincronia delle attività cerebrali risultava ulteriormente aumentata.   

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Per favorire un sano sviluppo del cervello nel bambino è importante anche l’esercizio fisico. Secondo uno studio dell’Università di Auckland (Nuova Zelanda) pubblicato sulla rivista scientifica Life, il movimento attiva positivamente le capacità cognitive dei bambini.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti