Il bebè ha un gonfiore all’inguine: che cosa sarà?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/10/2014 Aggiornato il 22/10/2014

Nella maggior parte dei casi, il gonfiore all’inguine è il sintomo di un’ernia. Ecco di che cosa si tratta

Il bebè ha un gonfiore all’inguine: che cosa sarà?

Tutti i neogenitori sono dotati di una soglia di attenzione molto alta. Difficile che un segno anomalo, anche piccolo, sfugga al loro vigile sguardo. Quando durante le coccole, il bagnetto, il cambio del pannolino notano un gonfiore all’inguine si allarmano subito. In effetti, si può trattare di un’ernia, un disturbo che non va sottovalutato.

Non dipende da un disturbo acquisito

L’ernia inguinale del bebè non è un disturbo acquisito in seguito a sforzi particolari o ad altre attività quotidiane del bambino, ma rappresenta una condizione esistente già alla nascita. Durante la vita intrauterina, infatti, i bambini presentano una particolare struttura, denominata dotto peritoneo vaginale. Si tratta dell’estroflessione del peritoneo, la membrana che ricopre l’interno della cavità addominale. Nel maschio ha il compito di accompagnare il testicolo nella sua discesa dall’addome verso lo scroto (quella specie di “sacchettino” che contiene i testicoli), mentre nella femmina accompagna il legamento rotondo dell’utero verso le grandi labbra.

Un problema strutturale

In genere, il dotto peritoneo vaginale scompare entro i primi mesi di vita, senza bisogno di alcuna cura o manovra. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi ciò non succede e il bimbo può sviluppare un’ernia inguinale. Infatti, il contenuto della cavità addominale (gli organi in essa contenuti) può fuoriuscire attraverso l’imbocco del dotto stesso e “sistemarsi” al suo interno che, come un “sacco”, lo contiene al di fuori della sua cavità naturale.

Come si presenta

L’ernia può diventare evidente poche ore dopo la nascita come in qualsiasi altro momento della vita, ma in ogni caso si manifesta come un gonfiore all’inguine, che può estendersi all’emiscroto corrispondente (borsa scrotale dello stesso lato). In certe condizioni, per esempio quando il lattante si rilassa con il biberon o, quando il bambino più grande è in posizione sdraiata, l’ernia può rientrare (gli organi erniati ritornano nella loro posizione originale). Ciò, però, non equivale alla guarigione, poiché il “sacco” persiste.

Serve l’intervento

Se i genitori notano un gonfiore all’inguine devono rivolgersi immediatamente al pediatra. Solitamente basta la visita per accertare la presenza del problema. In genere, si opta quasi sempre per un intervento chirurgico (da realizzare entro poco tempo). Si tratta di una soluzione risolutiva attraverso cui il chirurgo sospinge gli eventuali organi erniati nell’addome e isola, lega e seziona alla base peritoneale il dotto.

 

In breve

ATTENZIONE AI RIGONFIAMENTI DURI

Se il gonfiore all’inguine è poco elastico e duro è meglio andare subito al pronto soccorso: questo segnale potrebbe essere indice del fatto che l’ernia si è strozzata e va operata subito. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti