Meconio: cos’è e quanto dura

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 15/04/2025 Aggiornato il 15/04/2025

Prodotto da residui del metabolismo fetale, è inodore e ha una consistenza vischiosa. Ne parliamo con la pediatra Elena Maggiora della Società Italiana di Neonatologia.

Meconio: cos’è e quanto dura

Il meconio del neonato indica il primo materiale fecale che il bebè produce dopo la nascita. È un insieme di sostanze di scarto prodotte dall’organismo del feto durante le ultime fasi di vita intrauterina. Ha una consistenza particolare e un colore differente rispetto alle feci normali. La valutazione dell’aspetto del meconio del neonato e del momento dell’emissione è importante per comprendere lo stato di salute generale del bambino. 

Di cosa si tratta

Il meconio del neonato sono una sorta di feci, in realtà, un po’ diverse rispetto a quelle che l’organismo inizia a produrre più avanti. Il meconio è un insieme di sostanze già presenti nell’intestino del piccolo già durante la vita intrauterina, di colore bruno verdastro, prive di odore, con una consistenza vischiosa. Queste sostanze sono:

  • muco, che causa la consistenza vischiosa
  • bile, sostanza che conferisce la colorazione verdastra
  • cellule provenienti dal rivestimento intestinale del feto
  • liquido amniotico, che il feto ingerisce e quindi è presente nell’intestino
  • lanugo e vernice caseosa, che ricoprono il corpo del feto per difenderlo dal contatto con il liquido amniotico
  • acqua, anch’essa prodotta dal metabolismo dell’organismo fetale.

Il meconio non ha cattivo odore perché non sono presenti i prodotti della fermentazione che si trovano invece nelle feci del bambino già dopo pochi giorni di vita, quando il piccolo inizia ad alimentarsi con latte materno o di formula.

Quanto dura

Il meconio compare in modo transitorio nei primi giorni di vita del piccolo. La prima emissione avviene generalmente nelle prime 12-24 ore dal parto e, in questa fase, le feci hanno il tipico aspetto verdastro e vischioso. Circa tre-quattro giorni dopo la nascita, il meconio solitamente è stato espulso del tutto e iniziano a formarsi le feci vere e proprie.

Nei primi giorni dopo il parto, poiché il bimbo inizia a nutrirsi al biberon oppure al seno, il meconio continua ad avere l’aspetto tipico di feci neonatali, ma può presentare tracce alimentari, come grumi bianchi.

Circa una settimana dopo la nascita, iniziano a formarsi le feci vere e proprie, derivanti dal metabolismo del latte. Possono essere più morbide, giallastre e con un odore acuto se il piccolo è allattato al seno.

Se, invece, il neonato assume latte di formula, le sue feci sono più scure e compatte. In ogni caso, il meconio dovrebbe essere stato espulso completamente dal bambino entro la prima settimana di vita. Se i genitori si accorgono che il piccolo ne produce ancora, dovrebbero parlarne con il pediatra.

Il parere della pediatra Elena Maggiora della Sin

“La prima emissione di meconio rappresenta un passaggio fondamentale per valutare la funzionalità intestinale del neonato già prima della nascita e nelle primissime ore di vita. Il suo aspetto, la tempistica e le modalità di espulsione forniscono indicazioni preziose sul benessere del bambino e possono, in alcuni casi, suggerire la presenza di condizioni patologiche che meritano attenzione clinica”, chiarisce la dottoressa Elena Maggiora, Gruppo di Studio di Nutrizione e Gastroenterologia Neonatale della Società Italiana di Neonatologia – Sin, Neonatologia U, Ospedale Sant’Anna, Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, Università di Torino. “È importante che genitori e operatori sanitari riconoscano i segnali di allarme, come un ritardo nell’emissione dopo la nascita. Prima ancora del parto, poi, l’emissione anticipata, con la presenza di meconio nel liquido amniotico, richiede un intervento tempestivo e appropriato”. Ecco che cosa può succedere.

Se l’emissione di meconio è anticipata

A volte, il feto emette il meconio prima di venire al mondo, quindi quando si trova ancora immerso nel liquido amniotico. Questo può succedere per problemi di salute della mamma, per esempio se soffre di ipertensione o di diabete, se fuma, oppure se ci sono in corso infezioni che hanno raggiunto l’utero. La diffusione del meconio prima che il bambino nasca provoca una condizione detta di liquido amniotico tinto: quando il neonato vede la luce, la sua pelle presenta una colorazione scura.

Questa condizione non è seria in sé, ma può causare problemi al neonato se il bambino inala il meconio. In questo caso si verifica la sindrome da aspirazione del meconio, che compare quando il neonato compie i primi atti respiratori e inala il liquido amniotico tinto. Il meconio si deposita nei polmoni e può causare disturbi respiratori e cerebrali. Per evitare che questo accada, è essenziale che il personale medico intervenga tempestivamente dopo la nascita per gestire la situazione con opportuni trattamenti.

Se il bambino emette meconio durante il parto

Il meconio del neonato può essere espulso anche durante il parto e, in questo caso, può indicare una condizione di sofferenza fetale, per esempio se il bambino fatica a nascere perché la madre, spossata, non ha più forze sufficienti per assecondare le contrazioni con le spinte. Il bambino è allora sottoposto a una forma di stress che favorisce l’emissione del meconio. I rischi in questo caso sono legati all’inalazione del liquido amniotico tinto. Ma, anche se questo non si verifica, è bene comunque accertarsi che lo stato di sofferenza fetale non abbia conseguenze sul benessere del bambino.

Se l’espulsione non avviene

A volte, quando il bambino non riesce ad espellere il meconio entro le 48 ore dopo il parto, occorrono accertamenti per essere sicuri che non si tratti del cosiddetto “ileo da meconio”. Questa è una condizione piuttosto rara ma seria, che in alcuni casi è causata da prematurità, ma può essere il primo sintomo di fibrosi cistica, una malattia genetica importante. L’ileo da meconio si verifica quando questa sostanza è particolarmente collosa e, di conseguenza, l’organismo non riesce a espellerla.

Compaiono altri sintomi che accompagnano l’ileo da meconio, per esempio addome gonfio e vomito biliare. Se il personale medico, in base ai sintomi, sospetta il problema, si procede ad altri accertamenti come la radiografia dell’addome e il clisma opaco per la radiografia del colon e del retto. La situazione va gestita in modo appropriato, anche chirurgicamente, ed è necessario escludere che il bambino abbia un problema di fibrosi cistica.

Spesso è il personale della nursery a gestire l’emissione del meconio. Oggi, con la pratica del rooming-in e la dimissione precoce, è importante che anche i genitori conoscano questa manifestazione del tutto naturale. Può infatti verificarsi in loro presenza ed è importante che qualsiasi anomalia, come la mancanza di emissione o il colore particolare, sia segnalata al pediatra.

Photo by Cheryl Holt for pixabay

 
 
 

In breve

Il meconio del neonato, che costituisce le sue prime feci, è prodotto 12-24 ore dopo la nascita. Di aspetto vischioso e di colore verdastro, è formato dall’insieme del materiale presente nell’intestino del piccolo.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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