Corso di musica per bambini: si inizia già da neonati!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/09/2013 Aggiornato il 18/12/2025

Secondo la Music Learning Theory, già a pochi mesi di vita è possibile fare un corso di musica per bambini. Con risultati strabilianti!

Corso di musica per bambini: si inizia già da neonati!

Non è mai troppo presto per iniziare un corso di musica per bambini. Anzi, prima lo si fa, meglio è. A dirlo, oltre vari studi scientifici, c’è anche l’Aigam, l’Associazione italiana gordon per l’apprendimento musicale, che propone Musicainfasce, corsi di musica per bambini da… 0 mesi. Già si sa che studiare musica ha molti vantaggi, come favorire lo sviluppo del cervello, ma non tutti sanno che si può incominciare già quando il bimbo gattona. O anche prima. Aigam organizza in tutta Italia corsi di musica per bambini molti piccoli, secondo la teoria d Edwin Gordon, professore americano fondatore della Music Learning Theory, per il quale i primi tre anni di vita del bambino sono i più importanti per lo sviluppo della sua attitudine musicale e costituiscono una finestra di apprendimento irripetibile per l’acquisizione del linguaggio musicale. Federica Braga, insegnante associata Aigam e responsabile dei corsi a Milano, ci spiega come funzionano questi corsi.

Perché iniziare così presto?

Tutti gli esseri umani nascono con un’attitudine musicale e quindi con un potenziale di apprendimento e di comprensione di questo linguaggio così particolare che è la musica. L’attitudine musicale è un parametro misurabile i cui valori non sono mai tanto elevati quanto al momento della nascita. Se il bambino successivamente non viene inserito in un ambiente idoneo, non può che decrescere.

Ma i bimbi piccoli capiscono la musica?

Certo: “capiscono” la musica esattamente come “capiscono” la loro lingua materna. Non ne hanno ancora assimilato la sintassi, il che avverrà intorno ai 5-6 anni, ma se sottoposti a un lungo periodo di ascolto, assorbiranno stimoli che saranno poi in grado di riprodurre.

E possono apprendere?

Come ripete sempre Andrea Apostoli, presidente Aigam, si considera ovvio che un bambino impari a comunicare nella sua lingua madre durante i primi anni di vita, e che ci si rivolga, parlando, a bimbi di pochi mesi senza che questi possano comprendere il significato di ciò che viene detto loro e men che meno rispondere a parole. Perché allora meravigliarsi di fronte all’idea di lasciar assorbire al bambino da subito un linguaggio musicale che tanta parte ha nella vita di ciascuno di noi a prescindere dal fatto che si sia musicisti o semplici ascoltatori? Il bambino dovrebbe essere esposto alla musica tanto presto quanto viene esposto alla lingua.

Che cosa succede durante una lezione di Musicainfasce?

Piccoli gruppi di bambini e mamme (o un qualunque adulto di riferimento) si ritrovano in un ambiente accogliente, seduti per terra, in silenzio. Dopo i saluti, naturalmente in musica, l’educatore propone brevi canzoni melodiche o ritmiche. Si tratta di musica pura, senza parole, complessa, per stimolare l’attività neuronale, varia, perché i bambini apprendono per discriminazione (se il mondo fosse tutto giallo, come potremmo sapere che cosa sono il rosso o il verde?) e ripetuta, per facilitare la conoscenza. I bambini sono lasciati liberi di muoversi, cantare o giocare. Ma riescono naturalmente a rispettare il silenzio.

Il silenzio per bambini così piccoli?

I bambini sanno tenere lunghi silenzi e ascoltare nel senso più profondo del termine fin da piccolissimi. Sembra incredibile ma è così. 

 
 
 

In breve

I CORSI IN ITALIA

Tutti i corsi Musicainfasce sono aperti ai bambini da 0 a 3 anni. Per sapere a chi rivolgersi si può consultare il sito: www.aigam.org. 

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti