Neonati e antibiotici, attenzione all’uso improprio

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 21/01/2025 Aggiornato il 23/01/2025

Quando è realmente necessario somministrare questi medicinali ai bambini? Sono benefici se servono realmente ma possono avere effetti collaterali sull'intestino e su tutto l'organismo.

neonati e antibiotici

Si tratta di un tema abbastanza controverso, che richiede attenzione. Gli antibiotici infatti sono farmaci importanti, che hanno permesso nei decenni passati di debellare malattie importanti e spesso mortali. L’uso eccessivo però può portare a conseguenze anche serie, come l’antibiotico-resistenza, condizione in cui questi farmaci iniziano a essere meno efficaci.

Inoltre, nei neonati gli antibiotici possono impoverire il microbioma dell’intestino, con effetti sulle difese naturali dell’organismo. Insieme con la professoressa Susanna Esposito pediatra, infettivologa e ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, cerchiamo di capire di più su quale sia il rapporto corretto tra neonati e antibiotici.

Quando dare gli antibiotici ai neonati?

È sempre il pediatra che deve stabilire quando un lattante, ossia un bambino di età inferiore ai 12 mesi, deve assumere un antibiotico. Vediamo tre situazioni classiche in cui i genitori possono chiedersi se somministrare o no l’antibiotico.

1) In caso di infezione virale

Se il bambino ha il raffreddore o l’influenza, l’antibiotico non va somministrato perché è del tutto inutile. Infatti raffreddore, influenza ma anche altre infezioni che circolano nei mesi invernali sono legati a virus, quindi gli antibiotici, che sono attivi contro i batteri, sono totalmente inefficaci.

Spesso queste infezioni guariscono spontaneamente. Nel caso sopravvenga la febbre o compaiano sintomi come inappetenza, sonnolenza, irritabilità, è il pediatra che può stabilire se la malattia virale si è complicata in infezione batterica, come otite o polmonite.

Lo specialista può accertare questo sospetto attraverso una visita accurata del bambino e può eventualmente richiedere l’esecuzione di esami microbiologici. Nei casi più seri si richiede l’antibiogramma, con il quale si può stabilire l’antibiotico più adatto al batterio responsabile dell’infezione.

2) Se compare otite media

Se un bambino ha l’otite media, diagnosticata dal pediatra, non è detto che debba necessariamente assumere l’antibiotico. Dipende dall’età, perché l’antibiotico viene solitamente prescritto nei neonati al di sotto dei sei mesi, per evitare che l’infezione si complichi in otite interna.

“Nei primi mesi di vita, infatti, le difese dell’organismo sono ancora in via di formazione e i piccolissimi spesso non hanno la capacità di guarire senza trattamento antimicrobico” spiega la professoressa Esposito. “In caso di otite media, spesso l’antibiotico viene suggerito anche tra i 6 e i 24 mesi”. Nei bambini dai due anni in poi, il pediatra spesso suggerisce di attendere 48-72 ore perché l’infezione nei casi non complicati si risolve spontaneamente. Questo succede se si riesce ad effettuare una pulizia nasale accurata per rimuovere il muco. Se però il bambino presenta sintomi come febbre al di sopra dei 39 gradi, malessere, dolore intenso all’orecchio con fuoriuscita di pus, è opportuno che assuma antibiotici indipendentemente dall’età.

3) Quando c’è mal di gola

Nel caso il bambino piccolo abbia mal di gola, è importante prima escludere un’infezione batterica. Il mal di gola infatti spesso ha origine virale. Il pediatra visita il bambino ed esamina la gola. “Se sospetta la presenza di una infezione da Streptococco b-emolitico di gruppo A, esegue il test rapido su tampone faringeo. Se il tampone è positivo si assume l’antibiotico, mentre se è negativo si attende che l’infezione si risolva spontaneamente” aggiunge la specialista.

Effetti negativi degli antibiotici ai bambini

È importante quindi somministrare ai lattanti gli antibiotici sono quando è strettamente necessario. Questi medicinali sono attivi contro i batteri, quelli nocivi ma anche quelli “buoni” che popolano l’organismo. I microbi di questo tipo costituiscono il microbioma, un universo di microrganismi amici che contribuiscono alla crescita sana dell’organismo e allo sviluppo delle difese naturali. Inoltre ci possono essere effetti immediati, dovuti a ipersensibilità al farmaco, come:

  • mal di pancia
  • vomito
  • diarrea
  • eruzioni cutanee
  • nervosismo

In questi casi è necessario contattare immediatamente il pediatra.

Le conseguenze dell’assunzione nei neonati

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, in seguito a un’indagine condotta su 12.422 bambini nati presso il Turku University Hospital in Finlandia, tra il 2008 e il 2010, ha mostrato modifiche nel microbioma intestinale dei piccolissimi che assumevano antibiotici nelle prime settimane di vita. I maschi che avevano assunto antibiotici avevano un’altezza inferiore ai coetanei tra i 2 e i 6 anni, mentre questo non è stato osservato nelle femmine. Sia i maschi sia le femmine presentavano invece un aumento di massa grassa. I risultati devono ancora essere confermati da ulteriori studi, ma suggeriscono precauzioni nell’assunzione di antibiotici non necessari.

Se il bambino non vuole assumere l’antibiotico

Una volta che il pediatra ha stabilito che una cura antibiotica è necessaria per un lattante, può insorgere il problema dell’assunzione. Spesso, infatti, i genitori devono somministrare farmaci ai bambini e i piccolissimi non vogliono assumere il farmaco che si prende per bocca.

Se il bambino ha l’età per capire, i genitori devono ricorrere a strategie efficaci per convincerlo. No a minacce e rimproveri: è meglio spiegare ai bambino che quel farmaco lo aiuterà a stare bene, a far sparire il dolore all’orecchio o alla gola, così potrà tornare presto a uscire e a giocare con gli amici. Si può associare all’assunzione un momento di coccole o si può provare a giocare che il suo pupazzo preferito prenda la medicina.

Se, invece, il bambino è troppo piccolo, si può provare a refrigerare il prodotto, in modo che risulti più gradevole. L’utilizzo della siringa predosata al posto del cucchiaino è sempre suggerita non solo perché si rispetta la quantità giusta, ma anche perché il prodotto raggiunge prima la gola e viene deglutito più facilmente. Il piccolo infatti ne avverte meno la consistenza.

L’antibiotico non deve essere mescolato ad altri cibi e soprattutto ad altri eventuali medicinali. Se il bambino lo vomita entro mezz’ora dall’assunzione, si deve ripetete la somministrazione.

Photo by PublicDomainPictures for pixabay

 
 
 

In breve

Gli antibiotici ai neonati vanno dati se necessario prima dei sei mesi di vita in caso di accertata infezione batterica. Al di sotto dei due anni si può attendere per vedere se il disturbo migliora spontaneamente. Il pediatra deve sempre escludere che si tratti di una malattia virale.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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