Allergie farmaci: i pediatri Siaip lanciano l’allarme per i bambini

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/04/2013 Aggiornato il 03/04/2013

Le allergie ai farmaci sono diffuse anche tra i bambini, soprattutto in seguito all'assunzione di antibiotici e farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) 

Allergie farmaci: i pediatri Siaip lanciano l’allarme per i bambini

Si seguono le indicazioni del pediatra e si dà al bimbo una medicina per curare, per esempio, un’otite o una bronchite, poi l’effetto va oltre provocando conseguenze spiacevoli. Succede in presenza di allergie ai farmaci. A lanciare l’allarme su questo fenomeno non ancora ben conosciuto è Roberto Bernardini, presidente della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, Siaip, e direttore della Uoc Pediatria dell’ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze). Se nel bimbo compaiono disturbi come prurito, asma, eritemi o, nel lungo periodo, anche anemia, dopo aver preso un farmaco, potrebbe essere la conseguenza di un’allergia ai farmaci.

Antibiotici primi responsabili

Le allergie ai farmaci possono essere determinate sia dai principi attivi del farmaco sia dagli altri elementi che accompagnano il medicinale, come allergeni alimentari (lisozima, proteine del latte) e additivi (sodio benzoato, eritrosina). “Certo è” spiega Bernardini “che gli antibiotici appaiono sicuramente i farmaci maggiormente responsabili di reazioni da ipersensibilità e tra questi i beta-lattamici (in particolare le penicilline, seguite dalle cefalosporine) seguiti poi dai farmaci anti infiammatori non steroidei (Fans).

È vera allergia?

Se compaiono delle reazioni ai medicinali non sempre si tratta di allergia perché, come spiega Bernardini, “l’80-85% delle reazioni avverse è legato a situazioni per lo più prevedibili, come quelle dovute a sovradosaggio e a effetti collaterali dei farmaci stessi”. Come riconoscerle allora? “La diagnosi” continua il presidente di Siaip “si avvale schematicamente di anamnesi, esame obiettivo, accertamenti da eseguire in fase acuta (in presenza dei sintomi) e accertamenti da eseguire in fase di remissione (quando il bambino non ha più sintomi)”. È importante quindi fare indagini specifiche per “scoprire subito un’eventuale allergia ai farmaci ma evitare anche di etichettare come allergico a un medicinale un bambino che in realtà non lo è, privandolo così di prodotti che potrebbero in futuro essergli utili”.

In breve

AVVERTI SUBITO IL PEDIATRA SE COMPAIONO DISTURBI

Quando si dà un medicinale al bambino, occorre tenere sotto osservazione il piccolo e verificare che non si presentino altri sintomi, come macchie sulla pelle, asma, prurito o malesseri vari. In caso di dubbio, va avvisato subito il pediatra per verificare che non sia allergico al farmaco.

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