Ospedali italiani a corto di pediatri: cure dei bambini a rischio

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 09/12/2019 Aggiornato il 09/12/2019

Nei prossimi cinque anni ci saranno 2mila pediatri ospedalieri in meno, con pesanti ripercussioni sulle cure dei bambini

Ospedali italiani a corto di pediatri: cure dei bambini a rischio

L’Italia rischia una vera e propria “emergenza pediatri”. Fino a oggi abbiamo sempre potuto contare su un’ottima rete di assistenza ospedaliera per le cure dei bambini. Ma in futuro le cose potrebbero cambiare. Infatti, se non verranno prese le misure opportune, nei prossimi cinque anni, negli ospedali italiani, mancheranno 2mila pediatri. A lanciare l’allarme è Flavio Civitelli, coordinatore della Commissione nazionale pediatria dell’Anaao Assomed (sindacato medico italiano).

Preoccupano gli ultimi dati

Secondo i dati Eurostat 2016, in Italia ci sono 28,34 pediatri ogni 100mila abitanti. Un dato in linea con la media europea. C’è, però, una sostanziale differenza con il resto d’Europa: solo nel nostro Paese, infatti, sono previsti i pediatri di libera scelta. Questo significa che gli specialisti disponibili per il lavoro in ospedale sono limitati. Ecco perché, da noi il numero di pediatri ospedalieri è inferiore a quello degli altri Paesi europei. Il risultato è che la pediatria ospedaliera è una delle specialità più colpite dalle carenze di medici specialisti. E in futuro le cose rischiano di peggiorare ulteriormente.

A rischio il turn over

I pediatri che andranno in pensione rischiano di non essere rimpiazzati. Secondo le previsioni, entro il 2023, potremo avere 2mila pediatri ospedalieri in meno, con conseguenze disastrose sulle cure dei bambini. “Potrebbero chiudere 200 punti nascita, quasi 10 per regione. O, peggio, queste strutture potrebbero essere costrette a lavorare con minori garanzie di sicurezza. E si rischia, in generale, una riduzione dei reparti pediatrici” prosegue Flavio Civitelli. Per legge, infatti, un punto nascita deve avere la presenza di un pediatra 24 ore su 24: un requisito che rischia di non essere più soddisfatto.

Corsie vuote

Questo scenario è dovuto al fatto che una quota elevata di specialisti andrà in pensione e non potrà essere completamente rimpiazzata da nuove figure (che saranno in numero inferiore e non avranno ancora completato il percorso di formazione). Fra l’altro, ai pediatri che raggiungeranno l’età pensionabile si aggiungeranno anche quelli che potranno usufruire fino alla fine del 2021 della cosiddetta Quota 100 per anticipare l’uscita dal mondo del lavoro: secondo i calcoli non saranno molti, ma comunque avranno un peso in una situazione già precaria.. 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Secondo gli esperti, per affrontare il problema della carenza di pediatri ospedalieri c’è un’unica strada percorribile: attuare un’adeguata programmazione e i necessari correttivi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti