L’incremento delle coperture vaccinali, sottolineano gli esperti della Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale), si è verificato per le vaccinazioni storicamente obbligatorie (anti-difterite, tetano, polio ed epatite B) e in misura ancora più rilevante per il vaccino contro il morbillo e ha riguardato sia i nuovi nati sia i minori nati negli anni precedenti, a dimostrazione della efficacia del nuovo meccanismo nel recuperare i non vaccinati, e indurre le famiglie a superare le proprie perplessità, quasi sempre scientificamente infondate.
Non aspettare le epidemie
Visti i risultati ottenuti in un tempo così breve è lecito domandarsi, proseguono i pediatri, quali siano le motivazioni dell’opposizione al completamento del periodo di verifica previsto da questa legge, la cui legittimità è stata riconosciuta dalla Corte costituzionale con la sentenza n° 5 del 18 gennaio 2018. La copertura vaccinale è strumento di prevenzione e richiede di essere messa in opera indipendentemente da una crisi epidemica in atto, sottolineano gli specialisti. Rientra nella discrezionalità del governo e del Parlamento intervenire prima che si verifichino scenari di allarme e decidere, a fronte di una prolungata situazione di insoddisfacente copertura vaccinale, di non attendere oltre nel fronteggiarla con misure straordinarie.
Sì all’anagrafe vaccinale
La Sipps plaude a iniziative che consentano di ottenere, per esempio, un’Anagrafe vaccinale nazionale attiva su tutto il territorio, che permetta di verificare le zone e i gruppi a bassa copertura vaccinale, su cui far convergere l’attenzione delle istituzioni locali, dei pediatri e dei medici di famiglia, per favorire un rapido innalzamento delle coperture vaccinali.
Da sapere!
Secondo la Sipps, l’epidemia di morbillo che imperversa da due anni non sembra ancora debellata: dal 1 gennaio 2017 al 30 giugno 2018 sono stati segnalati in Italia 7.437 casi, 8 decessi (4 adulti e 4 bambini) non vaccinati.
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