La kangaroo mother care è una pratica importante per i prematuri

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 02/07/2021 Aggiornato il 02/07/2021

La presenza e il contatto con i genitori attivati attraverso la kangaroo mother carte nei reparti di terapia intensiva neonatale è vitale per i neonati prematuri

La kangaroo mother care è una pratica importante per i prematuri

La separazione precoce dal genitore rappresenta uno stress per il bambino. La kangaroo mother care, ossia il contatto pelle a pelle tra mamma o papà e neonato, è una pratica in grado di migliorare gli esiti e ridurre la durata del ricovero dei piccoli prematuri.

Tanti benefici per il neonato

La Società italiana di neonatologia (Sin) e Vivere Onlus Coordinamento delle Associazioni dei Genitori, hanno sottolineato l’importanza del contatto pelle-a-pelle per promuovere un sano sviluppo del neonato. Per questo motivo, seppur con le dovute precauzioni, hanno fatto in modo che fosse garantita comunque la partecipazione dei genitori alla cura dei loro piccoli ricoverati in terapia intensiva e in particolare non si interrompesse la kangaroo mother care anche nel periodo della pandemia. Questa pratica, infatti, già dalle prime ore di vita, contribuisce all’adattamento del neonato alla vita extrauterina e apporta numerosi benefici, in particolare ai neonati prematuri.

Un intervento terapeutico

Consigliato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, numerosi studi hanno dimostrato che il contatto pelle a pelle può ridurre la mortalità e i danni cerebrali, migliorare in modo significativo gli esiti a lungo termine dei neonati con peso alla nascita molto basso e promuovere il legame di attaccamento tra genitore e bambino. Viene quindi considerato un vero e proprio intervento terapeutico sia per il neonato sia per i genitori.

Anche durante la pandemia

La Società italiana di neonatologia ha promosso un’indagine effettuata a febbraio-marzo 2021 alla quale hanno risposto 90 centri di terapia intensiva e subintensiva neonatale: anche durante la pandemia da Covid-19 , nel 67.8% dei centri è stata praticata o incoraggiata la KMC, ridotta di durata o frequenza nel 31% dei centri, sospesa solo nell’1.1% dei centri. Nonostante le evidenti difficoltà, allattamento al seno, contatto pelle a pelle in sala parto e Kangaroo Mother Care in terapia intensiva sono stati mantenuti e supportati in un’alta percentuale di casi. Ciò grazie anche alle raccomandazioni della Sin, diventate standard di riferimento a livello nazionale e internazionale.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

La connessione fisica ed emozionale che si attua attraverso gli sguardi, i sorrisi, la voce, il contatto fisico svolge una funzione di modulazione dello stress, di protezione neurobiologica e di promozione delle competenze di regolazione del bambino.

 

Fonti / Bibliografia

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