La mamma canguro salva i bebè prematuri

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/02/2014 Aggiornato il 19/02/2014

Il tocco della mamma è la miglior cura per i prematuri. Lo sostiene uno studio a favore del metodo della mamma canguro

La mamma canguro salva i bebè prematuri

I bambini prematuri continuano ad aumentare di numero. Lo ha segnalato recentemente la Sin (Società italiana di neonatologia). Diverse le cause: gli stili di vita delle mamme, le patologie connesse alla gravidanza (ipertensione, disturbi alimentari, infezioni), l’aumento dell’età media delle gestanti e la crescita delle gravidanze medicalmente assistite. La buona notizia è che migliora anche la loro sopravvivenza.

Il 7% dei neonati

In Italia, su 534.186 bambini nati nel 2012, il 7% sono prematuri, l’1% ha un peso inferiore a 1.500 grammi e il 6% tra 1.500 e 2.500 grammi. Il 98% dei prematuri non ha problemi né complicazioni e viene dimesso in buona salute. Questo grazie ai progressi tecnologici (ventilazione meccanica, monitoraggi, nutrizione parenterale), ma anche all’incentivazione dell’allattamento materno e a un’adeguata terapia del dolore.

Fondamentale la mamma

Accanto all’assistenza e alle cure specifiche, però, è fondamentale la vicinanza fisica della mamma. Secondo uno studio condotto in Israele, la cosiddetta “Kangaroo Care”, o mamma canguro, offrirebbe non solo benefici immediati al neonato prematuro, ma anche vantaggi a lungo termine.

Come i canguri

I ricercatori hanno confrontato 73 mamme che hanno seguito la tecnica Kangaroo Care per un’ora al giorno, per due settimane, con altrettante donne che hanno sottoposto i loro bebè alle cure di un’incubatrice. Nel primo semestre di vita, le mamme canguro sono riuscite a ottenere un comportamento più materno nei confronti dei figli. Questi hanno dimostrato una migliore capacità cognitiva e abilità e, intorno ai 10 anni, una migliore risposta neuroendocrina allo stress, un migliore funzionamento del sistema nervoso autonomo e un maggiore controllo cognitivo.

Il caldo abbraccio della marsupioterapia

Ideato nel 1978 in Colombia, per ovviare all’assenza di incubatrici, oggi il metodo della mamma canguro, o marsupioterapia, si è diffuso in tutti i Paesi ed è raccomandato dall’American academy of pediatrics. L’affettuoso abbraccio dell’adulto ricrea l’ambiente caldo e rassicurante del ventre materno, predispone un addormentamento dolce e una nanna senza interruzioni. Migliora lo sviluppo neuromuscolare, riduce lo stress e stimola la capacità di autoregolare la temperatura corporea.

In breve

COSÌ SI FA LA MAMMA MARSUPIO

È difficile fare la marsupioterapia? No, lo possono fare tutte le mamme. Si tiene il bambino sul petto, in posizione fetale, meglio se con solo il pannolino addosso, per almeno un’ora al giorno, allattandolo a richiesta.

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