Marsupioterapia: un valido aiuto per i bambini prematuri o sottopeso

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/03/2013 Aggiornato il 12/03/2013

La marsupioterapia è una tecnica che prevede il contatto “pelle a pelle” tra la neomamma e il suo bambino. Comporta molti benefici a livello sia fisico sia psicologico

Marsupioterapia: un valido aiuto per i bambini prematuri o sottopeso

La tecnica della marsupioterapia consiste nel creare un contatto pelle a pelle tra la mamma e il neonato che, per questo, viene fatto adagiare, con indosso solo il pannolino, sulla pancia e sul seno materno. Le ore previste di marsupioterapia vanno concordate con lo specialista anche se, in genere, coincidono con il momento della poppata. La neomamma deve indossare una camicia o un indumento che può essere sbottonato sul davanti, così da poter sistemare facilmente il piccolo sul suo grembo.
Gli ospedali che prevedono la marsupioterapia mettono a disposizione della mamma alcune comode poltroncine o sedie a dondolo: una volta seduta, la donna mette il neonato sul proprio petto, coperto e sostenuto da un telo ripiegato in forma triangolare, annodato dietro le sue spalle. Questo telo ha la duplice funzione di evitare la dispersione di calore e di sorreggere il bambino, in modo da permettere al genitore di rilassarsi completamente. In questo modo il bebè può attaccarsi liberamente al seno della mamma, percepire il suo odore e beneficiare del contatto che si viene a instaurare, mentre la mamma ha la possibilità di parlare al bimbo, accarezzarlo e trasmettergli calore e affetto. Il reciproco legame viene così rinsaldato e intensificato giorno dopo giorno.

È indicata per i bambini prematuri

La marsupioterapia è particolarmente indicata per i prematuri, cioè i bambini nati prima della 37a settimana di gravidanza, e per quelli nati molto sottopeso, cioè che pesano meno di un chilo e 500 grammi, a condizione che non vi siano seri problemi di respirazione, abbassamento di pressione o di saturazione (un problema di ossigenazione). A volte, però, anche il fatto che il bebè sia “intubato” (cioè collegato a un respiratore) non impedisce il ricorso alla marsupioterapia. Le particolari attenzioni del metodo marsupio, studiate appositamente per il neonato, lo aiutano a superare al meglio le difficoltà legate all’ingresso nella vita extrauterina. In pratica, si cercano di allontanare le situazioni di stress che potrebbero, con il tempo, influire sullo sviluppo psicomotorio del bambino che, di conseguenza, potrebbe risultare più rallentato.

Ha tanti vantaggi

Il contatto pelle a pelle permette di ricreare l’ambiente prenatale che ha caratterizzato la vita fetale. La voce, i movimenti e l’odore della mamma ricordano al bimbo situazioni note, in grado di infondergli serenità. I piccoli che beneficiano di questo contatto acquisiscono più rapidamente le capacità che ancora mancano al neonato prematuro e cioè: regolare la temperatura corporea, respirare correttamente, equilibrare la pressione del sangue e il battito cardiaco. Alcuni studi hanno, inoltre, evidenziato un aumento di peso dei bimbi prematuri sottoposti a questa tecnica, riducendo così anche i tempi di degenza in incubatrice fino a due settimane. Nel corso delle sedute, infine, i bebè si mostrano più attivi, cominciano a esplorare con la bocca e le manine il corpo della mamma e, già dopo qualche seduta, si notano i primi miglioramenti.

In breve

Il contatto “pelle a pelle” è indicato per i bebè prematuri

La marsupioterapia è un metodo assistenziale di norma usato con i bimbi di peso molto basso che si trovano ancora in incubatrice. In pratica si mette il bimbo nudo sul seno materno a diretto contatto con la pelle della mamma per un tempo prestabilito e sotto controllo. È un metodo che favorisce lo sviluppo neurologico del bambino, la regolarità della temperatura corporea, del battito cardiaco, della pressione e del respiro.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gravidanza e vaccino contro difterite-tetano-pertosse: il richiamo va fatto ogni volta?

06/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il richiamo del vaccino trivalente DTP è raccomandato a ogni nuova gravidanza per garantire al nascituro un "bagaglio immunitario" in grado di proteggerlo da difterite, tetano, pertosse fino a quando non verrà sottoposto lui stesso alla vaccinazione.  »

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti