Parto prematuro: le prime cure per il neonato

Elisa Carcano A cura di Elisa Carcano Pubblicato il 25/02/2019 Aggiornato il 27/02/2019

Quando il bimbo nasce in anticipo, ha bisogno di attenzioni e cure particolari per riuscire a crescere in modo ottimale

Parto prematuro: le prime cure per il neonato

È quasi sempre un evento improvviso che coglie di sorpresa i genitori e, naturalmente, anche il bambino. Nel giro di pochissimo tempo il bebè si ritrova fuori dal suo ambiente protetto e sicuro e deve abituarsi alla vita fuori dal pancione. I medici definiscono parto prematuro (o pretermine) la nascita che avviene prima della 37a settimana di gravidanza. Le cause all’origine di un parto prematuro sono diverse: tra le più frequenti vi sono l’età della donna (meno di 17 anni o più di 40), malattie come il diabete, l’ipertensione arteriosa (pressione alta) e l’obesità, la presenza di malformazioni fetali, problemi alla placenta, una gravidanza gemellare.

Quando nasce troppo presto

Uscendo precocemente dal grembo materno, il bambino pretermine non è ancora pronto ad affrontare la vita nel mondo esterno, così diverso dall’ambiente protetto in cui si trovava; per esempio, non è in grado di regolare la sua temperatura corporea, spesso non sa respirare da solo e ha bisogno di aiuto per alimentarsi. A seconda della settimana di gestazione in cui ha avuto luogo il parto prematuro, oltre all’eventuale comparsa di complicanze o problemi particolari, il piccolo resterà più o meno a lungo in ospedale.

Prima di tutto in incubatrice

Il periodo di ricovero in terapia intensiva neonatale è un momento particolare sia per il piccolo, che deve crescere e superare tanti ostacoli, sia per la famiglia. L’incubatrice ricrea l’ambiente ideale per un bambino nato prematuramente e, se occorre, può anche alimentarlo. Inoltre, le incubatrici hanno monitor che controllano il respiro, l’attività cardiaca e l’ossigenazione del piccolo. È importante rispettare le norme igieniche, lavarsi le mani prima di toccare il bimbo e, se necessario, indossare camice e mascherina. Amici e parenti, invece, possono vedere il bambino attraverso il vetro, negli orari stabiliti.

È importante il contatto con la mamma

Molti studi lo dimostrano: il contatto con la mamma consente ai bambini prematuri di recuperare meglio e più rapidamente. E infatti oggi sono sempre di più gli esperti che consigliano la marsupioterapia. La vicinanza corporea della figura materna fa sentire il bimbo protetto, rassicurato, come quando era nel pancione.Tenere in braccio il bambino spesso (ancora meglio è appoggiare il bambino sul petto, in modo che possa ascoltare il battito del cuore, riconoscere l’odore della mamma e sentirne il calore), abbracciarlo delicatamente e accarezzarlo, è importante per conoscersi e recuperare quell’intesa naturale bruscamente interrotta dopo il parto prematuro. Le coccole fanno bene al bimbo, perché regolarizzano il battito cardiaco e lo rilassano, con benefici sulla respirazione e l’alimentazione.

Dopo le dimissioni visite ravvicinate

Una volta raggiunto il peso giusto e regolarizzate le principali funzioni dell’organismo, il ricovero in ospedale si conclude e  il bambino può tornare a casa. Al momento delle dimissioni è importante che ci sia un contatto tra i medici della struttura ospedaliera e il pediatra di base, con cui deve instaurarsi una collaborazione. Questa organizzazione si chiama follow-up e prevede l’intervento e la collaborazione di tutte le figure professionali che hanno in cura il neonato, dal pediatra al neonatologo, dal neuropsichiatra infantile all’oculista, dall’audiologo all’ecografista.

 
 
 

DA SAPERE

CONTROLLI ANCHE NEL TEMPO

Quando il parto è prematuro il neonato necessita di assistenza e cure speciali che vanno dal ricorso all’incubatrice alla marsupioterapia. Una volta raggiunto il peso giusto e regolarizzate le principali funzioni vitali, il piccolo dovrà essere sottoposto a tutta una serie di visite specialistiche ravvicinate.  

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti