Prematuri: controlli di salute garantiti fino ai 3 anni. Ma non basta

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 02/01/2020 Aggiornato il 02/01/2020

Secondo gli esperti il monitoraggio dei prematuri deve proseguire fino ai 6 anni. Manca una rete strutturata e sono deboli i legami con i neuropsichiatri infantili

Prematuri: controlli di salute garantiti fino ai 3 anni. Ma non basta

La maggior parte delle terapie intensive neonatali (tin) in Italia segue più di 50 bambini prematuri ad alto grado di complessità all’anno e la maggior parte segue la crescita e i progressi dei neonati pretermine fino ai 2-3 anni di vita, mentre solo il 22% riesce a prolungare i controlli di salute fino all’ingresso del bambino nella scuola primaria. I dati arrivano dalla prima Indagine Nazionale sui servizi di Follow-up del neonato pretermine e/o a rischio  svolta in oltre l’85% dei reparti di terapia intensiva neonatale italiani, realizzata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) in collaborazione con la Società italiana di neonatologia (Sin) e la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia).

Controlli fino ai 6 anni: obiettivo ancora distante

“I neonati prematuri sono a elevato rischio di esiti a distanza neurosensoriali, cognitivi e respiratori e necessitano di un attento monitoraggio dello sviluppo attraverso specifici protocolli di follow-up – commenta Fabio Mosca, presidente Sin -. I risultati che abbiamo ottenuto  ci dicono che purtroppo solo il 22% delle tin attualmente riesce a prolungare i controlli fino all’ingresso del bambino a scuola. È fondamentale, invece, assicurare ai bambini nati prematuri continuità assistenziale e controlli di salute ripetuti nel tempo fino all’età scolare”.

Necessario definire un modello organizzativo

Dall’indagine emerge inoltre che a oggi meno del 10% delle terapie intensive neonatali che operano follow-up complessi è coinvolto in sistemi di rete, e che le modalità di dialogo e scambio di informazioni tra i centri che effettuano servizi di follow-up e le Unità di Neuropsichiatria Infantile non sembrano essere ancora ben codificate in tutto l’ambito nazionale. Manca, insomma, un modello organizzativo strutturato: “I risultati di questa indagine – spiega Maria Luisa Scattoni, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’Iss – ci permetteranno di promuovere azioni di sistema  finalizzate a definire un appropriato modello organizzativo e un protocollo di follow-up condiviso per il monitoraggio del neonato pretermine in tutto il territorio italiano”.

Il ruolo del neuropsichiatra infantile

Tra le principali criticità da superare, emerge la carenza della presenza dei neuropsichiatri infantili all’interno delle équipe multidisciplinari che si occupano dei controlli di salute dei bambini nati prematuri.

 

Lo sapevi che?

In Italia ogni anno nascono 32mila bambini prematuri. Si tratta di piccoli predisposti a una serie di rischi che possono avere conseguenze per tutta la vita.

 

Fonti / Bibliografia

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