Nati prematuri: cosa c’è da sapere?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 16/01/2023 Aggiornato il 16/01/2023

Circa la metà dei bimbi estremamente prematuri è a rischio di disturbi del neurosviluppo. Ecco peché è importante eseguire controlli fino ai 6 anni di vita

I neonati prenaturi hanno bisogno di cure speciali per lungo tempo

Ogni anno in Italia nascono prematuri, ovvero prima della 37a settimana di gestazione, 30mila bambini, pari al 7% di tutte le nascite. In tutto il mondo sono 15 milioni all’anno, vale a dire più di un neonato su 10. A rendere noti i dati sulla prematurità è la Sinpia, la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che spiega che l’incidenza delle nascite prima del termine è in aumento in quasi tutte le nazioni ed è quindi sempre più importante sapere come trattare al meglio i piccoli che nascono in anticipo, fornendo loro le cure mediche più aggiornate.

Prematuri: quante sottocategorie esistono?

Un neonato prematuro è un feto partorito prima di 37 settimane di gestazione. A seconda di quando è nato, il prematuro possiede organi immaturi che potrebbero non essere pronti per funzionare fuori dall’utero: la maggior parte delle complicanze dei prematuri è causata infatti da organi e sistemi di organi sottosviluppati, che risultano tanto più immaturi quanto più grave è il grado di prematurità. Si parla di diversi “livelli” di prematurità  in base all’età gestazionale al momento della nascita:

 

  •  si parla di neonati “estremamente prematuri” quando la nascita avviene prima della 28a settimana di gestazione;
  • si parla di neonati “molto prematuri” quando la nascita avviene tra le 28 e le 32 settimane;
  • si parla di neonati “moderatamente prematuri” quando la nascita avviene tra la 32a e la 34a settimana;
  • si parla di neonati “pretermine tardivi” quando la nascita avviene tra la 34a e prima del compimento della 37a settimana.

 

A livello globale la stragrande maggioranza dei nati pretermine nasce tra le 34 e 36 settimane di gestazione e 1 prematuro su 10 nasce a età gestazionali inferiori alle 32 settimane di gestazione. 

Nati pretermine: sono a rischio di problemi del neurosviluppo?

Tra i bimbi estremamente prematuri è stato stimato che circa 1 su 2 è a rischio di sviluppare un disturbo del neurosviluppo, ovvero di avere problematiche cognitive come disturbi dell’apprendimento, deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, iperattività e problematiche emotive. Le difficoltà che possono insorgere non si limitano ai primi anni di vita del bambino, ma possono evidenziarsi anche successivamente, ad esempio in età scolare, soprattutto nei nati estremamente pretermine, ed è fondamentale per poterle trattare al meglio individuarle precocemente: ecco perché, spiegano gli esperti della Sin, la Società italiana di neonatologia, è molto importante che le cure e il sostegno alla famiglia del neonato pretermine non terminino al momento della dimissione dall’ospedale ma continuino nel tempo, almeno fino ai 6 anni di vita.

E proprio questo è, in sintesi, il messaggio contenuto nel nuovo manuale scientifico e operativo sull’assistenza dei bambini nati prima della 32a settimana di gravidanza, “Il Follow-Up del neonato pretermine. I primi sei anni di vita”, frutto del lavoro di una task force dedicata composta non solo dai rappresentanti dei diversi Gruppi di studio della Sin coinvolti nel follow-up del neonato a rischio, ma anche da professionisti della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e dell’Istituto Superiore di Sanità, con il coinvolgimento di diversi esperti e la partecipazione dell’Associazione dei Genitori Vivere Onlus.

 

Nati prematuri: perché è importante il neuropsichiatra infantile?

 

Per far sì che i controlli periodici siano davvero efficaci, spiegano gli esperti di Sin e Sinpia, è fondamentale che arrivino almeno fino ai 6 anni e che oltre alle figure mediche che guardano allo stato di salute dal punto di vista “classico” (considerando l’aspetto nutrizionale, respiratorio, ecc) si riservi un posto importante ai neuropsichiatri infantili: sono infatti questi specialisti che, seguendo lo sviluppo dei bambini nati pretermine nei servizi di follow-up neonatale in collaborazione con i neonatologi e i pediatri garantiscono l’individuazione di eventuali segni precoci di sviluppo atipico, e “hanno poi un ruolo essenziale nel fornire ai genitori indicazioni sulla gestione del bambino nato pretermine, sulle strategie per la promozione del suo sviluppo neuropsichico e per la riduzione dello stress conseguente alla nascita pretermine e per l’attivazione e il coordinamento degli interventi abilitativi precoci nelle situazioni a rischio o in cui sia già presente un disturbo del neurosviluppo”, conclude Antonella Costantino, past president Sinpia.

 

 
 
 

In sintesi

Quali sono le cause della prematurità?

Le cause della prematurità sono molteplici e in diversi casi non si riesce a individuarne una scatenante. Esistono condizioni pre-esistenti la gravidanza o legate ad essa che possono favorire una nascita pretermine, ad esempio: 

  • infezioni locali dell’apparato riproduttivo del tratto genitale-urinario; 
  • malattie della placenta; 
  • malformazioni o distensione uterina importante (come accade nelle gravidanze multiple).
     

In alcuni casi può essere necessario che una donna debba partorire prima della fine della gestazione affinché venga preservata la sua salute o la salute del nascituro: è il caso della nascita pretermine di cui fanno parte la gravidanza gemellare e plurigemellare.

Esistono poi cause collegate a condizioni esterne disagevoli che possono portare a un anticipo della nascita del bambino, quali: 

  • sovraccarico di lavoro; 
  • mancanza di protezione della maternità soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza; 
  • situazioni di stress materno.

Fonti / Bibliografia

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