Come curare i bambini prematuri? Ecco cosa dicono i neonatologi

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 04/08/2022 Aggiornato il 04/08/2022

Per curare i neonati prematuri occorrono indicazioni condivise, ospedali ad hoc e terapie intensive funzionanti. Lo sostiene la task force della Società Italiana di Neonatologia. Ecco le loro indicazioni

cure per i prematuri

I bambini che nascono prima del termine, i piccoli prematuri, hanno bisogno di cure particolari non solo per la sopravvivenza, ma per una buona qualità della vita. Per questa ragione, la Società italiana di neonatologia ha lanciato una task force di esperti con indicazioni per curare i bambini prematuri, applicando standard assistenziali europei.

Come si assistono oggi i bambini prematuri?

Gli Standard Assistenziali Europei per la Salute del Neonato sono un insieme di indicazioni su quali siano le migliori modalità assistenziali per curare un bambino prematuro e per essere vicino alla sua famiglia, valutate alla luce delle più avanzate evidenze scientifiche. Le indicazioni si occupano in modo globale della salute dei neonati prematuri. L’obiettivo è trattare gli eventuali disturbi di salute che si presentano nel bimbo, ma anche mettere in atto una rete di sostegno che garantisca sicurezza e serenità al piccolo e ai genitori. Il progetto degli Standard è stato messo a punto da European Foundation for the Care of Newborn Infants, basandosi sulla cooperazione tra famiglie e professionisti di tutta Europa, non solo pediatri ma anche neonatologi, infermieri, fisioterapisti, psicologi. Le indicazioni, per l’Italia, sono state accolte e tradotte grazie alla Sin e a Vivere Onlus, coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia.

Che cosa fa la task force per i bambini prematuri?

La Task Force per i prematuri ha l’obiettivo di rendere professionisti e famiglie consapevoli dell’esistenza di questo potente strumento culturale e organizzativo, che costituisce un aiuto importante per curare un bambino prematuro all’interno della sua realtà quotidiana. Nella Task Force sono presenti professionisti specializzati in diverse discipline, oltre che i rappresentati delle associazioni dei genitori. Sono già stati avviati progetti di collaborazione in Europa con i rappresentanti di Germania e Portogallo.

Quali progetti futuri ci sono per i bambini prematuri?

Tra gli obiettivi prioritari della Task Force c’è quello di individuare criteri per definire un ‘Preemie Friendly Hospital’. Si tratta di un ospedale amico del neonato prematuro e della sua famiglia, che pratichi la “zero separation”, ossia il continuo contatto tra neonati e genitori. Inoltre, si intende rendere disponibili 24 ore al giorno le Terapie Intensive Neonatali. Inoltre l’ospedale  adatto per curare un bambino prematuro dispone delle più avanzate evidenze scientifiche, attua una partnership con i genitori nelle cure, promuove il contatto pelle a pelle e l’allattamento materno, la multidisciplinarietà nell’approccio al neonato. Il tutto in un ambiente in grado di ridurre al minimo lo stress per neonati e famiglie. Gli esperti della task force inoltre intendono promuovere la conoscenza degli Standard a livello di tutti i professionisti che si occupano di neonati.

 

 

 
 
 

In sintesi

Uno stile di vita sano per la gestante ha ripercussioni positive anche sul nascituro. Nutrirsi bene, fare un po’ di movimento mantenere il peso forma previene malattie come il diabete gravidico. Sottoporsi ai controlli mensili dal ginecologo aiuta a individuare disturbi che possono favorire una nascita prima del tempo.

Quando un neonato prematuro può essere al sicuro?

I bambini venuti al mondo dalla 32a settimana di gestazione hanno il 95 % di possibilità di sopravvivenza. Se nascono prima, le chance diminuiscono. Anche per questa ragione è importante disporre di ospedali specializzati per i prematuri, come quelli progettati dalla task force.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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