Prima visita dal pediatra: la check-list completa per neo-genitori

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 23/10/2026 Aggiornato il 23/10/2026

È un appuntamento importante da fissare entro il primo mese di vita. Permette allo specialista di rilevare dati sulla salute e sulla crescita e offre ai genitori rassicurazioni e indicazioni pratiche sulla gestione quotidiana del piccolo.

prima visita dal pediatra

La prima visita dal pediatra è un momento fondamentale sia dal punto di vista medico, perché permette di monitorare la salute e la crescita del neonato, sia da quello relazionale ,dal momento che consente di instaurare un rapporto di fiducia tra la famiglia e lo specialista.

Durante questo controllo iniziale, che dovrebbe sempre avvenire entro il primo mese di vita del piccolo, lo specialista raccoglie l’anamnesi della gravidanza e del periodo neonatale, per poi passare all’esame obiettivo del neonato.

Vengono rilevati peso, lunghezza e circonferenza cranica, dati che, inseriti nelle curve dei percentili, consentono di verificare lo sviluppo armonico rispetto alla media. Il pediatra valuta inoltre il tono muscolare, la vivacità e i riflessi primari, utili a confermare il corretto funzionamento del sistema nervoso.

Il pediatra procede poi con l’auscultazione di cuore e polmoni, la palpazione dell’addome e il controllo del moncone ombelicale. Infine, la visita rappresenta un’opportunità preziosa per impostare correttamente l’allattamento e guidare i neogenitori nell’accudimento quotidiano: è importante quindi che sia vissuta come un momento di confronto e di rassicurazione. Per questo è bene che venga organizzata attentamente nei tempi e nei modi, preparando anche le domande da rivolgere al pediatra.

Quando fare la prima visita dal pediatra e come prenotarla

Le visite dal pediatra, in particolare quelle previste nei primi tre anni di vita, sono appuntamenti fondamentali, e quindi da non trascurare mai, perché permettono di esaminare lo stato di salute del piccolo e monitorarne la crescita.

Si parla non a caso di bilanci di salute, indicando i controlli regolari pianificati con il pediatra sulla base di un programma stabilito dalle autorità sanitarie regionali.

Il calendario dei bilanci di salute è uniforme per tutte le regioni italiane e prevede le seguenti visite:

  • primo controllo: 1 mese
  • secondo controllo: 2-3 mesi
  • terzo controllo: 4-6 mesi
  • quarto controllo: 7-9 mesi
  • quinto controllo: 10-12 mesi
  • sesto controllo: 15-18 mesi
  • settimo controllo: 2-3 anni
  • ottavo controllo: 5-6 anni
  • nono controllo: 8-10 anni
  • decimo controllo: 11-13 anni.

La prima visita pediatrica nello specifico è un appuntamento che riveste una particolare importanza non solo dal punto di vista della salute, ma anche emotivo.

Il rientro a casa con il piccolo porta spesso con sè domande e preoccupazioni per i neogenitori, a cui il pediatra può offrire una risposta. È la ragione per cui, anche sulla base delle indicazioni avute in ospedale, si suggerisce di programmare la prima visita pediatrica entro le prime 2 settimane dalla nascita e non oltre il primo mese di vita.

Per poter effettuare la prima visita dal pediatra, il neonato deve essere iscritto al Servizio Sanitario e associato a un pediatra di libera scelta che è obbligatorio fino ai 6 anni.

Il primo passo da fare è quindi scegliere il pediatra di riferimento. La scelta può essere fatta online tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico o i portali regionali, accedendo con SPID, CNS o CIE del genitore: basta entrare nella sezione “scelta e revoca medico/pediatra”, cercare i pediatri disponibili nel proprio ambito territoriale e confermare l’assegnazione.

In alternativa ci si può rivolgere agli sportelli ASL/ASST del proprio distretto sanitario, verificando sempre prima che il professionista scelto abbia ancora posti disponibili. In entrambi i casi, per l’assegnazione del pediatra servono:

  • documento di identità del genitore
  • codice fiscale del bambino
  • certificato o dichiarazione di nascita
  • se previsto dalla ASL, modulo compilato scaricabile sul sito della propria ASL di riferimento.

Una volta scelto il pediatra di riferimento, occorre informarsi direttamente dallo specialista sulle modalità scelte per la prenotazione della visita, che possono variare da professionista a professionista ma che in genere procedono per contatto telefonico in ore prestabilite.

Cosa portare: la lista completa

Al primo appuntamento con il pediatra è importante avere con sé:

  1. libretto pediatrico o documentazione rilasciata in ospedale
  2.  lettera di dimissione dall’ospedale
  3. eventuali esami effettuati nell’immediato post-parto
  4. indicazioni su screening consigliati in ospedale
  5. peso alla nascita e peso alla dimissione
  6.  indicazioni della terapia qualora il neonato stia assumendo farmaci, vitamine o integrazioni consigliate in ospedale.

La borsa del cambio

Anche se gli appuntamenti dal pediatra vengono fissati in modo che non ci siano attese in sala, è bene avere sempre con sé tutto quello che può servire per il cambio del neonato:

  • 3-4 pannolini di ricambio
  • salviettine umidificate per la pulizia
  • telo impermeabile o un paio di traversine monouso da stendere sul fasciatoio
  • un paio di sacchetti igienici dove riporre i pannolini ed eventuali indumenti sporchi.

Per facilitare la visita è bene vestire il neonato in modo che sia facile spogliarlo. In ogni caso, nella borsa del cambio è bene riporre anche un paio di body di ricambio che siano facili da infilare e sfilare ed eventualmente un paio di calzini.

Scopri la lista completa per la borsa del cambio

Cosa succede durante la prima visita: i controlli principali

Il primo incontro con il pediatra è un momento fondamentale sia per il neonato che per i neogenitori. Rappresenta infatti un’opportunità preziosa per fare conoscenza e instaurare un solido legame di fiducia, destinato a consolidarsi negli anni e a guidare il piccolo lungo tutto il suo percorso di crescita.

Durante la visita il pediatra si informa inizialmente sull’andamento della gravidanza e del parto e sulla storia medica della famiglia. Passa poi alla visita vera e propria.

1) Valutazione della crescita: peso, lunghezza e circonferenza cranica

Nel corso della prima visita dal pediatra il piccolo viene sottoposto a un esame generale per verificare lo stato di salute e i primi progressi dello sviluppo motorio. Il pediatra effettua quindi una serie di rilevamenti che riguardano lunghezza, peso e circonferenza cranica.

Lo sviluppo durante il primo mese di vita è particolarmente accelerato: la lunghezza cresce mediamente di circa 5 centimetri e il peso, superata la fase del “calo fisiologico“, ricomincia a salire.

L’aumento settimanale oscilla tra i 150 e i 250 grammi, con differenze legate al singolo neonato: più che la cifra esatta, l’aspetto cruciale è che l’accrescimento mantenga un andamento regolare e costante nel tempo. E’ questo che il pediatra valuta nel corso della prima visita. 

I dati rilevati sono basilari perché permetteranno poi, nel corso dei successivi bilanci di salute, di monitorare con precisione la crescita, facendo riferimento anche a quanto riportato nelle curve di accrescimento.

2) L’esame obiettivo: riflessi neonatali, ascolto del cuoricino, controllo del moncone ombelicale, palpazione dell’addome

Il passaggio successivo della visita prevede l’osservazione diretta del piccolo. Lo stato di salute viene valutato sulla base di quattro passaggi basilari.

Verifica dei riflessi neonatali

Si tratta di risposte motorie innate che permettono di verificare lo sviluppo e il corretto funzionamento del sistema nervoso. I principali riflessi che il pediatra controlla nel corso della visita sono:

  • riflesso di suzione: stimolato a livello delle labbra, il neonato inizia a succhiare
  • riflesso di grasping: il neonato stringe il dito che l’adulto mette nel palmo della sua mano
  • riflesso di Moro: di fronte a un rumore forte e improvviso, il neonato spalanca le braccia.2

Auscultazione cardiaca

Con lo stetoscopio, il pediatra ascolta il battito cardiaco e il flusso di aria nei polmoni. Questo permette di verificare la regolarità del battito cardiaco ed escludere la presenza di soffi cardiaci anomali o rumori respiratori.

Controllo del moncone

Il pediatra osserva che il processo di mummificazione del moncone proceda correttamente. In genere il moncone cade tra i 7 e i 14 giorni dalla nascita: il pediatra controlla quindi la medicazione se ancora non è caduto, verificando che non ci siano arrossamenti, gonfiori o secrezioni che possono essere segno di infezione, mentre nel caso sia già caduto valuta se la cicatrizzazione è avvenuta correttamente.

Palpazione dell’addome

La delicata pressione manuale sulla pancia del neonato permette al pediatra di verificare l’eventuale presenza di rigonfiamenti anomali a carico di organi interni come fegato e milza, di piccole ernie, di segni di tensione addominale dovuta alla presenza di gas.

3) Valutazione dell’ittero e dell’alimentazione (allattamento al seno o formulato)

Nel corso della visita il pediatra controlla il colorito della cute e delle sclere oculari per escludere che siano presenti forme di ittero neonatale che richiedano di essere monitorate in maniera specifica.

Un buon lasso di tempo viene dedicato al tema dell’alimentazione. Il pediatra supporta la neomamma promuovendo l’allattamento al seno a richiesta e offrendo indicazioni pratiche perché possa essere un momento sereno per entrambi.

Qualora venga scelto l’allattamento artificiale, guida nella scelta e nella corretta preparazione del latte formulato. Valuta, inoltre, l’eventuale prescrizione di integrazioni mirate per la crescita come le vitamine D e K e la fluoroprofilassi, valutandone la reale necessità sulla base dell’anamnesi individuale.

Consigli generali

Terminata la visita vera e propria sul piccolo, il pediatra si rivolge direttamente ai genitori per offrire loro una serie di importanti consigli che riguardano:

  • il sonno e le misure per ridurre il rischio di SIDS
  • gli accorgimenti per evitare incidenti domestici come cadute, annegamenti nella vasca e così via
  • da ultimo, dopo essere stato informato sullo stile di vita della famiglia, avverte qualora ce ne fosse bisogno sui pericoli del fumo passivo.

Le domande da fare al pediatra: come preparare la tua lista

La prima visita dal pediatra rappresenta un momento che può suscitare nei neogenitori forti emozioni. Può succedere quindi di dimenticare tutto quello che si voleva chiedere e per questa ragione è utile annotare su un libretto da portare con sé tutti i dubbi che si hanno e le domande che si desidera fare, senza timore che possano sembrare banali.

È importante, inoltre, che i genitori non vivano la visita come un esame a cui vengono sottoposti, ma come un prezioso momento di rassicurazione e di sostegno, basilare per una crescita sana e serena del loro piccolo.

Dubbi su sonno, pianto e coliche

Una delle sfide più difficili da affrontare per i neogenitori è gestire ritmi e bisogni del neonato. Il sonno è sicuramente una delle dimensioni più delicate: per questo è importante chiedere al pediatra chiarimenti sulle fisiologiche fasi del sonno e sulle possibili strategie di addormentamento sicuro, in modo da poter affrontare le notti con la maggiore serenità possibile.

È altrettanto fondamentale chiedere al pediatra delucidazioni sul pianto per riuscire, per quanto possibile, a capire che cosa il neonato voglia esprimere utilizzando questo suo primo canale comunicativo. Lo specialista è il punto di riferimento anche per quanto riguarda i consigli per prevenire e intervenire sulle coliche gassose.

Come riconoscere i segnali che richiedono un consulto medico

I primi mesi di vita del neonato generano spesso apprensione nei neogenitori di fronte a qualsiasi cambiamento fisico o comportamentale.

Durante il colloquio finale con il pediatra è fondamentale quindi chiedere quali sintomi debbano essere considerati campanelli d’allarme reali, come una febbre superiore ai 38 gradi, uno stato di letargia insolito, difficoltà respiratorie evidenti oppure una diarrea che non cessa.

Il pediatra indicherà quali situazioni richiedono un contatto telefonico tempestivo o una visita d’urgenza al pronto soccorso e quali, al contrario, rientrano nella norma. Per i genitori, godere di un consistente bagaglio di competenze rappresenta il modo migliore per essere sereni.

Come gestire la visita senza stress per il neonato (e per i genitori)

È naturale che affrontare la prima visita dal pediatra possa suscitare un po’ di apprensione, ma con pochi accorgimenti pratici il controllo può essere un momento sereno per tutta la famiglia.

Scegliere l’orario giusto e organizzare la poppata prima del controllo

Pianificare la visita nei momenti in cui il piccolo è più tranquillo è la chiave per prevenire nervosismo e crisi di pianto inconsolabile.

L’ideale sarebbe prenotare l’appuntamento tenendo presenti le routine di sonno e nutrimento del piccolo, evitando se possibile le ore tardo-pomeridiane. Organizzare la poppata una mezz’ora prima del controllo è utile per evitare da un lato che il piccolo pianga per la fame e dall’altro che ci sia il rischio che rigurgiti durante le manovre del pediatra.

Non si può comunque escludere che il pediatra possa avere disponibilità in orari diversi da quelli che i genitori avevano individuato come migliori o che ci siano attese impreviste in sala d’aspetto. Per questo è sempre bene portare con sé:

  • per l’allattamento al seno: una fascia o una copertina per l’allattamento ed eventualmente un piccolo cuscino perché la mamma sia più comoda
  • per l’allattamento artificiale: un biberon già dosato, il dosatore con la polvere e un thermos con acqua calda alla giusta temperatura
  • un paio di bavaglini.   

Il ruolo del partner: l’importanza di andare in due quando possibile

Affrontare il primo controllo insieme permette di dividere le mansioni pratiche ed emotive, trasformando l’appuntamento in un’esperienza di condivisione familiare. Mentre uno dei due genitori si dedica a svestire o rassicurare il piccolo sul lettino, l’altro può interfacciarsi con il pediatra, prendere appunti e porre le domande annotate in precedenza.

Questa presenza congiunta offre un supporto morale reciproco e consente a entrambi i partner di partecipare attivamente al percorso di crescita del bambino, acquisendo insieme la medesima sicurezza e consapevolezza fin dai primi giorni.

 
 
 

In breve

La prima visita dal pediatra, da concordare con il professionista entro il primo mese di vita, è un momento basilare per verificare lo sviluppo del neonato, supportare i neogenitori nella gestione quotidiana dal piccolo e costruire un legame di fiducia duraturo con il medico. Con una buona organizzazione logistica e la lista delle domande pronte, il controllo diventa un’esperienza serena e rassicurante.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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