Disturbi del neonato – 1° mese

Il rigurgito, l'ittero e la crisi genitale: scopriamo i disturbi più comuni del bebè durante il primo mese di vita

Il rigurgito

Non si tratta di un vero e proprio disturbo, nel senso che è normale che tutti i lattanti rigurgitino: questo significa che, a breve distanza dalla poppata, rimettono improvvisamente, senza alcuno sforzo, una quantità di latte variabile da una minima traccia a un volume più significativo, che spesso arriva a “bagnare” letteralmente la spalla della mamma o del papà che lo tengono in braccio.

Un fenomeno normale

Il rigurgito è un fenomeno normale sia nei bambini allattati al seno sia in quelli alimentati con il latte formulato ed è legato a due possibili meccanismi:

  • da un lato, l’assunzione di latte in eccesso rispetto alla capacità di contenimento dello stomaco (nei primi dieci giorni di vita lo stomaco tende a espandersi gradualmente al punto da veder aumentare la propria capienza di circa 10 cc al giorno);
  • dall’altro lato, l’ingestione di aria che, essendo più leggera del latte, si raccoglie nella parte superiore (detta fondo) dello stomaco e di solito viene eliminata sotto forma di “ruttino” insieme a un po’ di latte. Si spiega in questo modo il tradizionale rito che prevede l’attesa del ruttino a pasto ultimato, prima di rimettere il piccolo a dormire nella culla o nella carrozzina.
L’ittero

Il bambino che alla nascita ha manifestato l’ittero, cioè ha presentato una colorazione giallastra della cute a causa dell’aumento di bilirubina, una sostanza prodotta dal fegato, potrebbe apparire ancora lievemente giallognolo anche nelle settimane successive.

Non è il caso di preoccuparsi

L’ittero neonatale passa da solo. Lo smaltimento della bilirubina, che va a depositarsi nella cute, è abbastanza lento e può richiedere anche quattro-cinque settimane. Può essere molto utile, proprio per favorire lo smaltimento della bilirubina in eccesso, esporre il bambino alla luce del sole, lasciandolo, per esempio, anche solamente dieci-quindici minuti vicino a una finestra ben esposta oppure, se il tempo e la stagione lo consentono, portandolo fuori a passeggio in carrozzina.

La crisi genitale

Con questo termine si indica una serie di eventi fisiologici, cioè naturali, prodotti dalla trasformazione degli ormoni passati dalla mamma al piccolo durante l’ultimo periodo della gravidanza. Si tratta di un fenomeno del tutto normale, che interessa la maggior parte dei neonati di entrambi i sessi e che si risolve entro i primi mesi di vita.

Come mi manifesta

  • Nei maschietti la manifestazione principale della crisi è l’idrocele: si tratta della presenza di liquido all’interno dello scroto (il sacchetto cutaneo che contiene i testicoli). Tale liquido può derivare dalla cavità addominale che è in comunicazione con il sacco scrotale (in questo caso l’idrocele scompare sollevando lo scroto) o essere una raccolta di liquido ben delimitata, che si riassorbe da sé nel giro di pochi mesi. Per avere conferma che si tratti di idrocele e non di un’ernia (che consiste nella fuoriuscita parziale o totale di un organo, come l’intestino, dalla sua sede naturale), è sufficiente avvicinare allo scroto una pila: se il fascio di luce è visibile anche dall’altra parte, si conferma la presenza di idrocele, altrimenti si tratta di un’ernia inguinale.
  • Nelle bambine la crisi, oltre a evidenziarsi come un gonfiore di diverse parti dell’apparato genitale, può dar luogo alla presenza sporadica di perdite lattescenti o di chiazze rosse sul pannolino. Non occorre preoccuparsi, perché il disturbo si risolve entro qualche settimana. Nel frattempo, occorre evitare detergenti aggressivi per la pulizia della bimba e praticare una pulizia delicata tra le grandi e le piccole labbra, dove possono depositarsi cellule desquamate, tracce di secrezioni e residui della crema applicata al cambio del pannolino. È bene contattare il pediatra se si presenta una secrezione giallo-verdastra maleodorante, in quanto probabilmente è il sintomo di un’infezione locale.
  • In entrambi i sessi, la presenza degli ormoni può dare origine a un gonfiore delle ghiandole mammarie, apprezzabile al tatto: nelle bambine, poi, si può rilevare la presenza di una minima quantità di liquido chiaro. È bene astenersi da ogni intervento, tipo la spremitura delle ghiandole che potrebbe favorire un’infezione. Un altro fenomeno che può comparire è l’acne, che può manifestarsi sotto forma di chiazze arrossate o di pustole, sulle guance e nella parte alta del torace.
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