Come si fa il massaggio ai neonati?

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 12/12/2022 Aggiornato il 12/12/2022

Il massaggio rilassa e rassicura i neonati, rinforzando il loro legame con mamma e papà. Tanti, dunque, i motivi per farlo… e bene. I migliori consigli per fare il massaggio ai neonati

Il massaggio ai neonati fa bene a mamma e bebè

Il contatto “pelle a pelle”  tra mamma e bambino, sin dalle prime ora di vita, rappresenta un’esperienza fondamentale per favorire il processo di “attaccamento” che costituirà la struttura portante della relazione genitore/figlio. Entro quest’ottica un contributo prezioso può derivare dal massaggio infantile, una pratica presente nella tradizione di numerose culture nel mondo, la cui diffusione in Occidente si deve alla statunitense Vimala McClure che, dopo un periodo di lavoro presso un orfanotrofio in India, rientrata in America nel 1976, decise di studiare e rielaborare il massaggio tradizionale indiano integrandolo con movimenti ripresi dal massaggio svedese e elementi derivati dalla riflessologia plantare e dallo yoga. Da allora la sua versione del massaggio ai neonati viene promossa attraverso associazioni specializzate facenti capo all’International association infant massage  (Iaim), come l’italiana Aimi (Associazione italiana massaggio infantile).

Che cosa vuol dire bonding?

Il massaggio ai neonati rappresenta uno strumento molto efficace per consolidare il cosiddetto “bonding” o legame empatico che, avviato già durante il soggiorno del feto nel pancione attraverso le prime esperienze sensoriali, trova il suo compimento nel “reciproco riconoscimento” che si verifica tra genitori e bambino subito dopo la nascita e va rafforzandosi nel corso di tutto il primo anno di vita.
L’interscambio, la comunicazione, il contatti sensoriali, le vocalizzazioni, i sorrisi, la stimolazione delle reazioni del bebè costituiscono i cosiddetti “elementi del bonding”, cui contribuisce anche il massaggio infantile attraverso:

  •  il tatto: mamma e papà imparano a conoscere il proprio bambino che, a sua volta, viene gradualmente stimolato a scoprire la sua fisicità iniziando a percepire dove hanno inizio e fine le differenti parti del suo corpo; il contatto visivo semplifica la comunicazione tramite continui feedback e aiuta i neogenitori a cogliere e comprendere i cambiamenti dello stato e dell’umore del piccolo;
  • l’olfatto: permette al bebè di percepire la vicinanza del genitore riconoscendone l’odore naturale (per questo motivo, nel massaggio si consiglia l’utilizzo di un olio spremuto a freddo invece che di unguenti profumati);
  • l’udito: è sollecitato dalle parole della mamma o del papà che, in base alla sequenza indicata, devono innanzitutto chiedere ad alta voce al bambino il “permesso” di cominciare il massaggio e che, comunque, sono liberi di parlare o cantare dolcemente durante il massaggio.

 

Il massaggio ai neonati può alleviare le coliche?

Il massaggio infantile stimola la produzione da parte dell’organismo del piccolo di ormoni dall’effetto rilassante quali le endorfine, l’ossitocina e la prolattina e regola i livelli di Acth, l’ormone dello stress: ecco perché una volta praticato, il bambino è più predisposto alla nanna (proprio per questo motivo se ne consiglia l’esecuzione anche prima di dormire). Inoltre, è in grado di favorire il drenaggio linfatico, le funzioni respiratorie, circolatorie e gastrointestinali e dà sollievo al bimbo in caso di stipsi, meteorismo e coliche addominali.

 

Quando e come fare il massaggio ai neonati?

Il massaggio infantile può essere praticato sin dai primi giorni di vita seguendo queste indicazioni:

  • scegliere un ambiente rilassante, con luci soffuse e una temperatura adeguata (in modo che il piccolo, una volta spogliato, non senta freddo);
  •  distendere il bambino in posizione supina (a pancia in su) su una coperta morbida o su un cuscino tipo “nido” (nei negozi specializzati in puericultura), inginocchiarsi davanti a lui in una posizione comoda cercando il contatto visivo con il bambino e mostrandogli le mani strofinate con un po’ di olio spremuto a freddo: è a questo punto che mamma o papà devono “chiedere il permesso” per iniziare il massaggio (“E’ il momento del massaggio, cominciamo? “Hai voglia?”) che non deve essere vissuto come un obbligo bensì accolto dal bebè attraverso reazioni che ne confermino il gradimento. Viceversa, se il piccolo reagisce lamentandosi o irrigidendosi, è bene interromperlo e riproporlo in un’occasione più propizia.

In genere si inizia dai piedini e dalle gambine per poi passare al pancino (questa parte del massaggio è utile anche per prevenire o ridurre le coliche o il meteorismo), al torace, alle braccia e alle mani, al viso e, infine, alla schiena.

 

 

In sintesi

Dove si impara a fare il massaggio ai neonati?

I corsi di massaggio infantile praticato dall’Aimi sono tenuti presso strutture pubbliche e private (come asili nido e consultori) dagli insegnanti dell’associazione. Di solito vengono condotti in piccoli gruppi formati da 6-7 coppie di neogenitori con i loro bambini e prevedono una media di 5 incontri di un’ora e mezza durante i quali, oltre a imparare la sequenza e la tecnica attraverso cui eseguire il massaggio, si affrontano e approfondiscono gli altri aspetti connessi alla pratica: riflessioni sulla relazione madre-padre-figlio, comunicazione non verbale, variazioni delle sequenze che compongono il massaggio in base alle diverse età, trattamento di disturbi caratteristici dell’infanzia quali stipsi, meteorismo, coliche addominali e pianto e condizioni specifiche come il massaggio del bambino ospedalizzato, disabile e in adozione.

 

Fonti / Bibliografia

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