Sorriso dei neonati: è davvero involontario?

Silvia Finazzi Pubblicato il Aggiornato il 04/08/2018

Coccolare, tenere in braccio, cullare i neonati non significa viziarli, ma farli stare bene. E loro risponderanno con un sorriso…

Ogni volta che il bambino accenna un sorriso e si distende in un’espressione beata, la mamma va in brodo di giuggiole. E inizia a chiedersi se quello del suo piccolo sia un gesto involontario o una reazione ben precisa alle coccole, al contatto, alle carezze. La verità sta nel mezzo: il sorriso dei neonati è quasi sempre istintivo, ma ha comunque un legame con quello che succede intorno. Certi atteggiamenti e certi comportamenti, dunque, possono favorirlo.

Fin dalla gravidanza

I bambini iniziano a sorridere prestissimo, addirittura ancor prima di nascere. Infatti, le ecografie mostrano i loro visi felici quando sono ancora nel pancione. Secondo gli studi più recenti, nel corso della gravidanza e in particolar modo durante le ultime settimane prima del parto, i piccoli iniziano ad assumere una mimica facciale molto intensa, quasi si stessero allenando a quella che useranno una volta nati: comincino a corrugare la fronte, fanno delle smorfie, piangono, sorridono. Gli esperti credono che questo sia un modo per manifestare lo stato di benessere che vivono dentro l’utero: infatti, se la mamma è rilassata e si sta godendo la gravidanza, i bambini sono più sereni e sorridono di più. Al contrario, se la donna è stressata e tesa e sta affrontando la gestazione con ansia e/o stanchezza, anche il bimbo è più agitato, si muove molto e assume una mimica contraria a quella del sorriso, ma simile a quella che caratterizza il pianto: tutta colpa del cortisolo, l’ormone dello stress, che aumenta se la mamma non è tranquilla.

Tanti sorrisi

E dopo la nascita cosa succede? Qualsiasi neogenitore più confermarlo: i neonati sorridono molto spesso. In realtà il sorriso dei neonati è una reazione involontaria, ma non casuale. Infatti, anche in questo caso il sorriso dei neonati esprime una sensazione di benessere. Ecco perché sorridono di più i piccoli che possono stare a stretto contatto con la mamma, che sono coccolati e accuditi con amore, che stanno spesso in braccio. Ed ecco perché gli esperti raccomandano ai genitori di fare il possibile per aumentare il cosiddetto “bonding”, ossia l’intenso legame con il piccolo. In che modo? Tenendolo a lungo pelle a pelle, guardandolo intensamente negli occhi, cullandolo, tenendolo in braccio, sorridendo a propria volta. Infatti, i neonati tendono a imitare i comportamenti di mamma e papà.

 

 
 
 

Da sapere!

Il sorriso come manifestazione di divertimento e come stimolo di risposta arriva in genere fra uno e tre mesi di vita.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Fontanella quasi chiusa a sei mesi: è un brutto segno?

La (quasi) chiusura della fontanella a sei mesi di età non è un segno allarmante, se lo sviluppo neurologico è normale e la crescita della circonferenza cranica regolare.   »

Tampone vaginale positivo allo streptococco al termine della gravidanza

Può accadere che in prossimità del parto il tampone vaginale rilevi la presenza dell'infezione. In questo caso, all'inizio del travaglio viene praticata la profilassi antibitica per evitare che il bambino venga contagiato al momento della nascita.   »

Influenza in gravidanza: è pericolosa?

Ci possono essere dei rischi, se l'influenza viene contratta nelle prime settimane di gravidanza, a causa della febbre. Nel secondo e nel terzo trimestre è improbabile che il bambino corra particolari pericoli. In generale, è sempre opportuno che una donna in attesa effettui la vaccinazione antiinfluenzale....  »

Fai la tua domanda agli specialisti