Sorriso dei neonati: è davvero involontario?

Silvia Finazzi
A cura di Silvia Finazzi
Pubblicato il 26/04/2018 Aggiornato il 04/08/2018

Coccolare, tenere in braccio, cullare i neonati non significa viziarli, ma farli stare bene. E loro risponderanno con un sorriso…

Sorriso dei neonati: è davvero involontario?

Ogni volta che il bambino accenna un sorriso e si distende in un’espressione beata, la mamma va in brodo di giuggiole. E inizia a chiedersi se quello del suo piccolo sia un gesto involontario o una reazione ben precisa alle coccole, al contatto, alle carezze. La verità sta nel mezzo: il sorriso dei neonati è quasi sempre istintivo, ma ha comunque un legame con quello che succede intorno. Certi atteggiamenti e certi comportamenti, dunque, possono favorirlo.

Fin dalla gravidanza

I bambini iniziano a sorridere prestissimo, addirittura ancor prima di nascere. Infatti, le ecografie mostrano i loro visi felici quando sono ancora nel pancione. Secondo gli studi più recenti, nel corso della gravidanza e in particolar modo durante le ultime settimane prima del parto, i piccoli iniziano ad assumere una mimica facciale molto intensa, quasi si stessero allenando a quella che useranno una volta nati: comincino a corrugare la fronte, fanno delle smorfie, piangono, sorridono. Gli esperti credono che questo sia un modo per manifestare lo stato di benessere che vivono dentro l’utero: infatti, se la mamma è rilassata e si sta godendo la gravidanza, i bambini sono più sereni e sorridono di più. Al contrario, se la donna è stressata e tesa e sta affrontando la gestazione con ansia e/o stanchezza, anche il bimbo è più agitato, si muove molto e assume una mimica contraria a quella del sorriso, ma simile a quella che caratterizza il pianto: tutta colpa del cortisolo, l’ormone dello stress, che aumenta se la mamma non è tranquilla.

Tanti sorrisi

E dopo la nascita cosa succede? Qualsiasi neogenitore più confermarlo: i neonati sorridono molto spesso. In realtà il sorriso dei neonati è una reazione involontaria, ma non casuale. Infatti, anche in questo caso il sorriso dei neonati esprime una sensazione di benessere. Ecco perché sorridono di più i piccoli che possono stare a stretto contatto con la mamma, che sono coccolati e accuditi con amore, che stanno spesso in braccio. Ed ecco perché gli esperti raccomandano ai genitori di fare il possibile per aumentare il cosiddetto “bonding”, ossia l’intenso legame con il piccolo. In che modo? Tenendolo a lungo pelle a pelle, guardandolo intensamente negli occhi, cullandolo, tenendolo in braccio, sorridendo a propria volta. Infatti, i neonati tendono a imitare i comportamenti di mamma e papà.

 

Da sapere!

Il sorriso come manifestazione di divertimento e come stimolo di risposta arriva in genere fra uno e tre mesi di vita.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Prevenire tosse e raffreddore si può?
21/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

Nei primi anni di vita le infezioni respiratorie, come tosse e raffreddore, sono lo scotto da pagare alla socializzazione.   »

Vaccino antivaricella: va fatto agli altri bimbi se c’è in casa un piccolissimo
14/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

I bambini che frequentano l'asilo dovrebbero essere vaccinati (anche) contro la varicella, per scongiurare il rischio di ammalarsi e contagiare un fratellino nato da poco.   »

Fattore Rh negativo: l’immunoprofilassi anti-D va fatta in gravidanza?
11/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' più che opportuno che le donne con fattore Rh negativo che aspettano un bambino eseguano l'immunoprofilassi specifica già durante la gravidanza. L'iniezione (intramuscolare) dovrebbe essere effettuata da personale sanitario.  »

Fai la tua domanda agli specialisti