Stress: colpisce anche i neonati

Patrizia Masini Pubblicato il Aggiornato il 26/11/2018

Chi pensa che lo stress sia un problema solo degli adulti si sbaglia. Il disturbo, infatti, può colpire anche i neonati, fin dai primissimi mesi di vita

A guardarli, i neonati sembrano immuni allo stress. Invece un recente studio rivela che anche a soli quattro mesi ne risentono. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani e americani, rispettivamente dell’Irccs Medea-La nostra famiglia e dell’Harvard Medical School di Boston, e pubblicata sulla rivista Plos One.

Tensioni fin da piccoli

Può sembrare strano, eppure anche i neonati di poche settimane sono esposti a diverse fonti di stress. Qualche esempio? L’allontanamento della mamma, in primis. Ma non solo. Anche attendere che gli adulti soddisfino i loro bisogni, come il mangiare e il cambio del pannolino, può generare tensioni. 

Mamma e bimbo a quattro mesi

Lo studio ha coinvolto una serie di coppie madre-bambino. Alcune sono state sottoposte a due sessioni di “Face-to-Face Still-Face”: la prima quando il piccolo aveva quattro mesi e dopo 15 giorni. Alcune coppie, invece, hanno e partecipato a un’unica sessione, quando il bimbo aveva quattro mesi e 15 giorni.

In condizione di stress

Face-to-Face Still-Face è una particolare procedura che espone il bimbo piccolo a una certa dose di stress. In pratica, mamma e bebè sono impegnati in un’interazione viso a viso, durante la quale la donna deve sospendere momentaneamente la comunicazione, guardando il figlio senza parlargli o toccarlo e mantenendo un’espressione neutra. Da diversi studi passati è emerso che questa tecnica produce effetti negativi nei neonati. Infatti, riduce il coinvolgimento sociale positivo aumentando, di contro, quello negativo, che si manifesta con agitazione, richiesta di essere preso in braccio, pianto. Inoltre, incrementa i comportamenti auto-regolatori, come la comparsa della suzione non-nutritiva. Non solo. L’interruzione della comunicazione con la mamma si associa anche ad alcuni segni fisiologici di stress, come l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrene che controlla i livelli di cortisolo, l’ormone che regola la risposta dell’organismo allo stress.

Rimane il ricordo

Dall’analisi dei risultati è emerso che effettivamente il Face-to-Face Still-Face ha un impatto sui bebè. I bimbi esposti per due volte allo stress sociale, dopo la seconda sessione, pur non avendo comportamenti differenti, mostravano variazioni ormonali. Infatti, in alcuni di loro la concentrazione di cortisolo era dimezzata, in altri raddoppiata. Questo significa che per una piccola quota di bambini la seconda esposizione è stata meno stressante, mentre per un altro sottogruppo aveva causato un grande disagio. Le variazioni di cortisolo registrate in entrambi i casi, comunque, hanno dimostrato che i bambini si ricordavano della prima esperienza. “Questi risultati confermano che già a quattro mesi i bambini hanno memoria di un evento stressante anche a distanza di due settimane e che questo ricordo si manifesta sul piano fisiologico invece che comportamentale” hanno spiegato gli esperti. 

 
 
 

In breve

L’IMPORTANZA DELLE CURE MATERNE

Altri studi hanno dimostrato che il rapporto fra mamma e bambino ha un impatto anche sullo “stress futuro”. Infatti, sembra che i neonati che da piccoli hanno ricevuto cure e attenzioni materne da grandi siano meno soggetti a eventi stressanti. 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Fontanella quasi chiusa a sei mesi: è un brutto segno?

La (quasi) chiusura della fontanella a sei mesi di età non è un segno allarmante, se lo sviluppo neurologico è normale e la crescita della circonferenza cranica regolare.   »

Tampone vaginale positivo allo streptococco al termine della gravidanza

Può accadere che in prossimità del parto il tampone vaginale rilevi la presenza dell'infezione. In questo caso, all'inizio del travaglio viene praticata la profilassi antibitica per evitare che il bambino venga contagiato al momento della nascita.   »

Influenza in gravidanza: è pericolosa?

Ci possono essere dei rischi, se l'influenza viene contratta nelle prime settimane di gravidanza, a causa della febbre. Nel secondo e nel terzo trimestre è improbabile che il bambino corra particolari pericoli. In generale, è sempre opportuno che una donna in attesa effettui la vaccinazione antiinfluenzale....  »

Fai la tua domanda agli specialisti