Il bebè piange sempre? Colpa della mamma ansiosa

Patrizia Masini Pubblicato il Aggiornato il 28/11/2018

Se il bebè piange sempre, forse è colpa dell’ansia della mamma, che a volte compare già in gravidanza

L’eccessiva ansia della mamma può ostacolare lo sviluppo armonico del bebè e indurlo a frequenti crisi di pianto. A sostenerlo sono ricercatori dell’università di Dresden (Germania), che hanno seguito 300 mamme durante la gravidanza e dopo il parto per capire il legame tra il pianto prolungato e ripetuto del bebè e i comportamenti materni.  Gli scienziati hanno concluso che se la neomamma soffre di disturbi d’ansia già in gravidanza, il piccolo è più incline a crisi di pianto della durata di 2-3 ore al giorni.

L’ansia è contagiosa

I risultati mettono in evidenza una realtà già nota agli addetti ai lavori, ma finora mai dimostrata scientificamente: se il bebè piange sempre forse è colpa dell’ansia della mamma, che provoca nel piccolo irritabilità e difficoltà a consolarsi. Per gli esperti, la spiegazione è semplice: un attaccamento sicuro e un atteggiamento equilibrato e non ansiogeno della madre rendono il piccolo più forte e sicuro di sé e gli trasmettono la resilienza, cioè la capacità di far fronte ai problemi e alle difficoltà della vita in modo positivo. Se invece il bebè piange sempre forse è colpa dell’ansia della mamma.

Frequente in gravidanza e dopo il parto

I disturbi d’ansia e depressivi colpiscono complessivamente il 16% di donne nel periodo della maternità (dal 10-16% al 14-23% in gravidanza e dal 10-15% al 20-40% nel post-partum). Il 13% di donne sperimenta già un disturbo dell’umore durante le prime settimane dopo il parto, il 14 % nei primi tre mesi e il 20% nel primo anno.

Conseguenze prima e dopo il parto

L’ansia in gravidanza è associata a conseguenze negative sullo sviluppo fetale e alla possibilità di manifestare una depressione post-partum. La maggiore difficoltà a individuare i disturbi d’ansia durante i 9 mesi è dovuta alla sovrapposizione di sintomi fisici e psichici propri dell’esperienza della gravidanza in sé, con manifestazioni di un disturbo d’ansia specifico (di panico, ossessivo compulsivo, post-traumatico). Tra quelli più comuni: ipermesi, vomito e nausea, malessere generale, affaticamento, disturbi del sonno e dell’alimentazione, gambe senza riposo o pesanti.

Importanti le cure

Le cure vanno dalla sola psicoterapia per i casi più lievi, accompagnata da sostegno emotivo e tecniche di rilassamento, all’aggiunta dei farmaci per le situazioni più serie (ansiolitici, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici). 

 
 
 

In breve

ANSIA IN AUMENTO NEI NOVE MESI

Oggi la mancanza di una rete familiare di sostegno, la necessità di rientrare subito al lavoro dopo il parto e lo stile di vita stressante cui si è sottoposti aumentano il rischio di soffrire di disturbi d’ansia, già durante la gravidanza.

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