Disturbi del neonato – 8° mese

Ecco i disturbi più comuni che possono interessare il bambino durante l'ottavo mese di vita. Frenulo linguale corto, cerume, fimosi: sintomi, cause e cosa fare in caso di manifestazione

Il frenulo corto

Il frenulo linguale è quel sottile legamento situato nella superficie inferiore della lingua, che lega saldamente al “pavimento” della bocca, impedendone l’eventuale caduta verso la gola durante il sonno. Un frenulo linguale troppo corto impedisce alla lingua i normali movimenti (in particolare di protrusione) e si ripercuote sull’emissione dei suoni. Spetta al pediatra una valutazione accurata, che tenga conto del fatto che molti casi non sono di entità tale di meritare attenzione.

Che cosa fare

La soluzione del problema è chirurgica: si pratica una piccola incisione che taglia il frenulo. Si può effettuare già dall’ottavo mese, ma è più frequente dopo l’anno.

Il tappo di cerume

Alcuni bambini sono “produttori” di notevoli quantità di cerume. Senza l’otoscopio (lo strumento utilizzato per esaminare il timpano, la membrana tesa che delimita verso l’esterno l’orecchio separandolo dal condotto uditivo esterno) è difficile sapere se si è formato un deposito (il cosiddetto “tappo”), ma di solito in occasione della visita il pediatra non esita a informare la mamma di tale riscontro. Anche i genitori possono sospettare di un tappo di cerume se, per esempio, il bambino dà l’impressione di non percepire bene la voce e i suoni, soprattutto se di debole intensità, oppure, come si osserva nelle epoche successive, se tende a esprimersi con toni di voce particolarmente elevati.

Che cosa fare

Per favorire l’espulsione del tappo, si può ricorrere, su consiglio del pediatra, a particolari prodotti in grado 
di sciogliere il cerume. Per prevenire la formazione del tappo, è sufficiente una detersione settimanale del condotto uditivo, eventualmente con l’ausilio di appositi flaconcini spray a base di soluzione fisiologica (acqua e sale) o acqua di mare.

Il testicolo ritenuto

Nel maschietto, durante i primi mesi di vita, i testicoli scendono spontaneamente nello scroto (la sottile sacca cutanea che di norma contiene i testicoli). In alcuni casi, però, può capitare che i testicoli non discendano nello scroto, ma uno o tutti e due restino nel canale inguinale o nell’addome: lo scroto appare così vuoto. La mancata discesa (detta criptorchidismo) si risolve, in genere, spontaneamente, nel primo anno di vita. Se però, dopo i due anni, la discesa dei testicoli nello scroto non avviene naturalmente, bisogna ricorrere a un piccolo intervento chirurgico (senza il quale si rischia la sterilità). Un altro disturbo che può interessare i testicoli è l’eccessiva mobilità (testicolo mobile o “ad ascensore”), destinato nella maggior parte dei casi a risolversi spontaneamente.

Che cosa fare

Prima di ricorrere all’intervento chirurgico (orchidopessi), ormai praticato in day hospital, è possibile verso il secondo anno una cura farmacologica con uno spray a base di un ormone (la gonadotropina corionica umana), privo di effetti indesiderati ed efficace nel favorire la discesa del testicolo. L’indice di successo di questa cura varia tra il 40 e il 60 per cento.

Fimosi

Si parla di fimosi quando vi è un’aderenza tra il glande (la parte terminale del pene) e il prepuzio (il sottile rivestimento di cute che ricopre il glande), che risulta pertanto “incollato” e non riesce a scorrere. La maggior parte dei neonati ha una fimosi fisiologica (cioè naturale) che, secondo alcuni studi, costituirebbe un meccanismo di protezione nei confronti dell’ammoniaca contenuta nelle urine. Nella maggior parte dei casi tale aderenza si risolve gradualmente dopo il secondo-terzo anno di vita, permettendo la scopertura completa del glande. Solo in rari casi si rende necessario, in genere dopo il sesto anno di vita, l’intervento chirurgico.

Che cosa fare

Evitare manovre brusche, come cercare di scoprire manualmente il pisellino: oltre a provocare dolore, può dar luogo a sanguinamento ed essere addirittura controproducente. Osservare una buona igiene locale praticando semplicemente una leggera trazione sul prepuzio in modo da detergere la porzione di glande sottostante che si riesce a raggiungere. Non preoccuparsi per l’eventuale formazione di piccoli depositi biancastri, visibili in trasparenza sotto il prepuzio e apprezzabili al tatto come granelli: si tratta di cellule che si sono sfaldate e di prodotti delle ghiandole presenti nel glande che, non potendo essere eliminati all’esterno, si stratificano formando masserelle che favoriscono lo scollamento naturale del prepuzio.

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