Bronchiolite: come proteggere il bebè

Miriam Cesta
A cura di Miriam Cesta
Pubblicato il 05/02/2019 Aggiornato il 05/02/2019

Alcuni semplici accorgimenti possono ridurre il rischio per i più piccoli di contrarre la bronchiolite. Vediamo quali sono

Bronchiolite: come proteggere il bebè

La bronchiolite è una malattia virale che colpisce i bambini sotto i due anni. Principalmente è provocata dal Virus respiratorio sinciziale (Vrs), particolarmente attivo durante il periodo invernale con un picco che può variare tra dicembre e febbraio.

Colpisce i più piccoli

“La bronchiolite – spiega Renato Cutrera, responsabile della Broncopneumologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – è un’infezione delle vie respiratorie che colpisce la maggior parte dei bambini e diventa, quindi, endemica. A tre anni quasi tutti i bambini sono positivi agli anticorpi contro questo virus”.

Mantenere la calma

Quando il bambino ha il respiro molto affannato – uno dei sintomi tipici della bronchiolite che rappresenta la prima causa di ospedalizzazione dei bambini sotto l’anno di vita – i genitori, spaventati, corrono in Pronto soccorso: solo al Bambino Gesù nello scorso dicembre sono stati quasi 300 gli accessi con una diagnosi di bronchiolite. Non sempre, però, spiegano gli esperti, è necessario andare in ospedale: la prima cosa da fare è invece consultare il proprio pediatra, che saprà come procedere.

Come evitare il contagio

Ridurre il rischio di contagio si può. Soprattutto se si hanno bambini molto piccoli, è importante evitare il contatto con adulti o fratellini più grandi  se raffreddati e lavarsi le mani ogni volta che si prende in braccio il bebè. È molto importante, inoltre, evitare accuratamente il fumo in casa perché il fumo passivo è uno dei fattori più importanti di aggravamento della bronchiolite. Nei neonati è consigliabile incentivare il più possibile l’allattamento al seno perché il latte materno contiene fattori protettivi per questa patologia.

Quando serve in ricovero

In caso di comparsa di sintomi da raffreddamento – tosse, difficoltà respiratorie di varia entità – è importante non improvvisare diagnosi o somministrare farmaci, ma rivolgersi al pediatra di famiglia che deciderà le opportune terapie da effettuare. In alcuni casi – bambini molto piccoli o in presenza di particolari condizioni come cardiopatie congenite, sindromi genetiche, prematurità – il pediatra può disporre il ricovero in ospedale perché aumenta il rischio di gravi difficoltà respiratorie.

 

 

Da sapere!

In caso di bronchiolite il bambino va aiutato a liberare le prime vie aeree con dei lavaggi nasali.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Terzo cesareo a due anni dal secondo: quali pericoli?
22/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

In realtà i rischi legati a un terzo cesareo sono più o meno gli stessi dei due cesarei precedenti.   »

Ho un neo che mi fa paura: aiuto!
17/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

A fronte di un neo diverso dagli altri, specialmente se comparso di recente e con tendenza a modificarsi per forma, colore e dimensione è irrinunciabile sottoporsi tempestivamente a un controllo dermatologico.   »

Bimbo di 16 mesi molto vivace: che fare?
16/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' normale che a 16 mesi il bambino voglia misurarsi con le sue nuove capacità psicomotorie: quello che gli si deve impedire è di farsi male, ma in generale è meglio non eccedere con i no.  »

Fai la tua domanda agli specialisti