Morte in culla: attenzione ai fattori di rischio

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 02/09/2020 Aggiornato il 02/09/2020

Posizione a pancia sotto durante il sonno, esposizione al fumo, infezioni respiratorie: sono alcuni dei fattori che aumentano il rischio di morte in culla o Sids

Morte in culla: attenzione ai fattori di rischio

Quella dei neogenitori è una vita piena di gioia e felicità, ma anche di ansie e preoccupazioni. Fra le paure più grandi di chi ha un bambino piccolo c’è anche quella della sindrome della morte in culla o Sids. In effetti, si tratta di un evento tragico che ancora oggi non ha spiegazioni. Fortunatamente esistono alcuni comportamenti protettivi che diminuiscono i rischi. Ecco quali.

È un evento tragico

La sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids), può colpire i bambini di età compresa fra il mese e l’anno. Non si tratta di una malattia precisa: si parla di Sids in assenza di tutte le altre cause note di decesso del neonato, come malformazioni ed eventi dolosi. Ancora oggi, non si sa che possa determinare questo tragico evento. Si sa però che esistono tutta una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere sulla probabilità che la Sids si verifichi e che per questo andrebbero evitati.

Attenzione a come dorme il bambino

Quali sono i fattori di rischio per la sindrome della morte in culla? Innanzitutto, il far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia. Come ricordato sul sito dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, anche quella su un fianco è una posizione più pericolosa rispetto a quella a pancia in su (supina). Per ridurre il rischio di morte in culla occorre fare attenzione anche al letto: per il bebè, meglio evitare cuscini e piumini soffici e avvolgenti e, in generale, l’eccesso di coperte e vestiti.

Gli altri fattori da evitare

Come riportato anche sul sito dell’epidemiologia per la sanità pubblica curato dall’Istituto superiore di sanità, gli altri fattori di rischio per la sindrome della morte in culla sono:

  • esposizione del feto e del neonato al fumo. Secondo gli studi, l’esposizione al fumo nel corso della gravidanza triplica il rischio di Sids e quella al fumo passivo nei primi mesi di vita lo raddoppia;
  • presenza di infezioni respiratorie (infatti, la Sids è più comune nei mesi invernali);
  • giovanissima età della madre;
  • assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale;
  • nascita prematura o basso peso alla nascita.
     
 
 

DA SAPERE

ATTENZIONE ALLA TEMPERATURA

Per ridurre il rischio di sindrome della morte in culla è importante anche controllare la temperatura della camera del bebè: meglio che non sia troppo alta.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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