Sids: le regole che salvano la vita

Patrizia Masini
A cura di Patrizia Masini
Pubblicato il 04/12/2018 Aggiornato il 05/12/2018

Nei Paesi industrializzati la Sids è una delle principali cause di mortalità infantile nel primo anno di vita, con un’incidenza che oscilla tra lo 0,5 e l’1 per mille. Ecco 5 regole per limitare fortemente i rischi

Sids: le regole che salvano la vita

La Sids è la principale causa di mortalità infantile nel primo anno di vita. Tra le misure di prevenzione, vi è quella di evitare di far dormire il piccolo a pancia in giù o disteso su un fianco (come erroneamente si consigliava fino a qualche anno fa).  Il 90 per cento dei bambini che muore per Sids non ha ancora compiuto i 6 mesi di vita e il picco massimo di incidenza si registra tra i 2 e i 4 mesi di vita. Il 60 per cento sono maschietti.

La ricerca delle cause

Oggi la ricerca medica sulla Sids si sta orientando verso lo studio di particolari strutture del sistema nervoso che controllano il sonno e il respiro, la cui anomalia, anche di origine genetica, sarebbe alla base della predisposizione alla comparsa di questa sindrome. I bambini più a rischio sono quelli con crisi di apnee (mancanza di respiro) ripetute o che hanno avuto parenti vittime di Sids.

La prevenzione è fondamentale

Recenti studi epidemiologici hanno portato all’identificazione di facili norme comportamentali grazie alle quali il rischio di Sids può essere sensibilmente ridotto. Negli Usa, prima degli anni ‘90, i decessi per Sids erano pari a circa 1,3-1,5 ogni mille nati vivi, mentre attualmente è di circa 0,5 ogni mille nati vivi.  Questo drastico calo si è verificato proprio grazie alle campagne di riduzione del rischio, continuamente aggiornate e verificate. Da ultimo si è aggiunto, infatti, anche il consiglio all’uso del succhietto prima di mettere a nanna il piccolo, perché si è visto che aiuta a diminuire il rischio. Ecco nel dettaglio tutte le raccomandazioni anti-Sids.

1 Far dormire il bambino sulla schiena

Nei primi mesi di vita la posizione più idonea per la nanna è quella a pancia in su. Contrariamente a quello che si riteneva negli anni ‘80, infatti, la posizione prona (a pancia in giù) o sul fianco sono un importante fattore di rischio per la Sids in quanto favoriscono l’apnea e devono pertanto essere evitate. Sarebbe meglio poi che il piccolo dormisse su un materasso rigido, traspirante e senza cuscino tradizionale. Si raccomanda poi l’uso di coprimaterasso e lenzuola di cotone traspirante, mentre sono sconsigliate lenzuola in tessuti e materiali plastificati che impediscono una corretta aerazione e generano calore.

2 Tenerlo al fresco

Bisogna evitare di coprire troppo il neonato o di avvolgerlo stretto nelle coperte quando dorme. Il clima ideale della cameretta è di 18-20 gradi. Il neonato va poi tenuto lontano da fonti di calore e in caso di febbre può aver bisogno di essere coperto meno, mai di più, in quanto i bambini, tanto più se non stanno bene, non devono sentire caldo. L’eccessivo calore costituisce, infatti, un fattore di rischio molto rilevante per la Sids. Per controllare la temperatura corporea del piccolo, basta semplicemente toccargli con una mano il collo: se è tiepido, significa che è vestito o coperto a sufficienza. Se, invece, è umido non va bene in quanto il sudore causa spossatezza, soprattutto ai neonati.

3 Non esporlo al fumo

Il fumo fa male al neonato, sia durante l’attesa sia nei primi anni di vita. Fumare o subire il fumo passivo nei nove mesi causa danni alla salute e allo sviluppo del bambino: i neonati che durante la gravidanza sono stati esposti alla nicotina sono spesso immaturi e con un peso inferiore alla nascita. Le tossine presenti nel fumo del tabacco, assorbite volontariamente o meno dalla madre, passano direttamente al feto tramite i vasi del cordone ombelicale e la placenta. La nicotina provoca inoltre una diminuzione dell’irrorazione sanguigna dell’utero e della placenta e quindi un minor apporto di sostanze vitali al nascituro. Naturalmente anche da neonati il fumo fa male, in quanto la combustione della nicotina libera sostanze che passano nell’apparato respiratorio e nel sangue, favorendo l’alterazione dello sviluppo neurovegetativo. Non stupisce quindi che i bambini che vivono in famiglie con fumatori siano molto più esposti al rischio di Sids rispetto ai figli di non fumatori.

4 Non farlo dormire nel lettone

È bene non far dormire il piccolo in mezzo ai genitori: il rischio di sviluppare eccessivo calore, dato dalla vicinanza dei corpi durante la notte, è maggiore. Qualora uno dei genitori abbia fatto uso di alcolici o nicotina la condivisione del letto è un ulteriore fattore di rischio. Vi è infine anche il concreto pericolo di “soffocare” involontariamente il neonato nel sonno.

5 Dargli il succhietto per la nanna

Recenti ricerche hanno dimostrato come il rischio si riduca in maniera significativa quando si offre il succhietto al bimbo prima di addormentarsi. L’importante è che il bebè lo abbia in bocca quando si addormenta, poi anche se lo perde non importa, non occorre che i genitori si sveglino a controllare.
Il succhietto è un arma in più contro la Sids ma deve essere usato in modo corretto. Innanzitutto va dato al neonato solo dopo il primo mese, cioè quando l’allattamento al seno è già ben avviato per evitare ogni forma di interferenza. Infatti, pur non essendoci significative correlazioni tra tipo di nutrizione e Sids, il latte materno è comunque il nutrimento ideale per il bebè fino ai sei mesi di vita. In ogni caso, il rischio Sids è più elevato proprio tra i 2 e i 4 mesi.

Da sapere!

La Sids può colpire maschietti e femminucce, tra il primo e il dodicesimo mese di vita, di giorno o di notte (comunque durante il sonno), il più delle volte senza che vi siano segni premonitori.

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