Testicoli ritenuti o retrattili nel bambino: cosa fare

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi, con la consulenza di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 10/02/2026 Aggiornato il 10/02/2026

La soluzione più adeguata, che può andare dal semplice monitoraggio all’intervento chirurgico, riduce il rischio di problemi futuri, infertilità in primis.

bambino con testicolo retratto

Durante i primissimi controlli pediatrici può capitare che il medico segnali ai genitori un dettaglio che non sempre è facilmente riconoscibile da occhi inesperti: uno o entrambi i testicoli non sono correttamente posizionati nello scroto (la piccola “sacca” localizzata sotto l’inguine). 

In termini medici, si parla di testicoli ritenuti o retrattili. Non bisogna allarmarsi: si tratta di condizioni abbastanza frequenti nei neonati, specialmente in quelli prematuri. In alcuni casi si risolvono spontaneamente con la crescita, in altri invece necessitano di un intervento chirurgico, comunque sicuro, ben collaudato e soprattutto essenziale per evitare complicanze future.

“La diagnosi precoce, attraverso i controlli pediatrici e la successiva visita urologica pediatrica, quando necessaria, è fondamentale per distinguere le due situazioni e scegliere il percorso più adatto, garantendo così una corretta crescita e tutela della salute del bambino” conferma il dottor Leo Venturelli, pediatra, responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale).

Cos’è il criptorchidismo

I testicoli sono le ghiandole sessuali maschili, due organi a forma ovoidale, di consistenza duro-elastica, localizzati alla base del pene. I testicoli si formano già durante la vita fetale, ma non si sviluppano direttamente all’interno dello scroto, bensì nell’addome, vicino ai reni.

Solo negli ultimi mesi di gravidanza, e in alcuni casi nelle prime settimane di vita, scendono verso il basso. In alcuni neonati, però, ciò non avviene. “L’assenza di uno o entrambi i testicoli all’interno dello scroto è definita criptorchidismo”, spiega l’esperto. Se il testicolo si ferma lungo il canale inguinale o ancora più in alto, è detto ritenuto.

Il testicolo retrattile, invece, è presente e durante la visita clinica può essere ricondotto nello scroto, dove però non si ferma perché tende a risalire temporaneamente. In genere, con la crescita, tende a stabilizzarsi nello scroto senza bisogno di interventi.

Cause

Le cause del criptorchidismo non sono del tutto conosciute. Alla base potrebbero esserci alterazioni genetiche, esposizione a interferenti endocrini, squilibri ormonali. Fra i fattori di rischio noti ci sono la prematurità e il basso peso alla nascita, la famigliarità, il diabete in gravidanza e il fumo.

Sintomi

Distinguere fra testicoli ritenuti o retrattili non è facile per un genitore ed è per questo che il parere dello specialista è fondamentale.

Nella maggior parte dei casi non ci sono sintomi evidenti. Il bambino non avverte dolore e non mostra fastidi particolari.

“Il segnale principale è semplicemente l’assenza del testicolo nello scroto o uno scroto che appare vuoto o asimmetrico”, dice il pediatra. Il testicolo retrattile è un testicolo normale, che può salire e scendere a causa di un riflesso muscolare molto attivo nei bambini piccoli.

Il testicolo ritenuto, invece, non scende spontaneamente e rimane fuori dallo scroto, in genere in cavità addominale.

Visita urologica pediatrica

Proprio perché non dà disturbi, il criptorchidismo viene spesso individuato durante le visite di controllo dal pediatra, che svolge un ruolo chiave nella diagnosi precoce.

“Di fronte a un’anomala posizione dei testicoli che non si risolve nei primi mesi di vita, in genere, consiglia una visita urologica pediatrica, importante per fare chiarezza”, interviene Venturelli. Lo specialista urologo valuta l’apparato genitale con una visita accurata e indolore e stabilisce se si tratta di un testicolo ritenuto o retrattile.

In alcuni casi può essere richiesta un’ecografia, ma spesso l’esame clinico è sufficiente. Da questa valutazione dipende la decisione se effettuare un semplice monitoraggio o un trattamento.

Terapia testicolo ritenuto

Nella maggior parte dei casi, i testicoli ritrattili non necessitano di un intervento chirurgico. Infatti, con la crescita del bambino, tendono a stabilizzarsi da soli e a rimanere nello scroto. Per questo, in genere, si tiene monitorata la situazione con visite cliniche programmate.

Solo nel caso in cui il problema non si risolvesse nel tempo, si potrebbe optare per un intervento chirurgico di fissazione dei testicoli.

“Nel caso di testicoli ritenuti, invece, serve maggiore cautela perché i testicoli hanno bisogno di una temperatura più bassa rispetto a quella dell’addome per svilupparsi correttamente”, avverte l’esperto.

Operazione sì o no?

Se non scendono spontaneamente entro i tre-sei mesi del bambino, si sceglie quasi sempre l’operazione chirurgica, detta orchipessi o orchidopessi testicolare. Si tratta di una procedura ben collaudata e sicura, che consente di posizionare il testicolo nello scroto in modo definitivo. Rispetto al passato, oggi si preferisce anticipare i tempi per proteggere il più possibile la funzionalità del testicolo: idealmente, l’intervento viene effettuato fra i 6 e i 12 mesi di vita.

Le terapie ormonali, utilizzate in passato, sono oggi molto meno frequenti perché meno efficaci.

Le conseguenze se non si procede chirurgicamente

È normale che i genitori si chiedano se l’operazione sia davvero necessaria. Nel caso del testicolo ritenuto, la risposta è quasi sempre sì. Le conseguenze del testicolo non operato possono manifestarsi anche a distanza di anni e includono:

  • una riduzione della fertilità futura
  • un maggior rischio di torsione testicolare
  • un aumento del rischio di tumore del testicolo in età adulta
  • uno sviluppo incompleto o l’atrofia del testicolo.

Affrontare l’intervento nei tempi consigliati permette di prevenire queste complicanze e di tutelare la salute del bambino nel lungo periodo.

 

Immagine di copertina di cabujak via Pixabay

 

 
 
 

In breve

I testicoli ritenuti o retrattili rappresentano una condizione comune nell’infanzia e, nella maggior parte dei casi, facilmente gestibile. Il testicolo retrattile tende a spostarsi dallo scroto risalendo verso l’alto, ma spesso si stabilizza spontaneamente con la crescita. Il testicolo ritenuto, invece, non scende nello scroto. I controlli pediatrici e la visita urologica permettono di individuare la soluzione più adeguata, che può andare dal semplice monitoraggio all’intervento chirurgico.

 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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