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È molto comune che durante lo sviluppo i piccoli presentino quella che viene comunemente definita regressione del sonno, una fase dove si “rompe” l’equilibrio del sonno ormai raggiunto per tornare a un riposo agitato con risvegli frequenti nel cuore della notte, pisolini saltati, difficoltà nell’addormentamento.
Succede in genere nei momenti in cui i piccoli acquisiscono nuove competenze: la regressione dell’ottavo mese nei bambini, in particolare, è legata a un’attività del tutto nuova, scoperta proprio attorno a quel periodo, cioè la possibilità di gattonare e di cominciare ad esplorare il mondo. E’ naturale che di fronte a cambiamenti repentini nella routine del sonno, per altro apparentemente senza cause, i genitori si preoccupino.
In realtà la regressione dell’ottavo mese nei bambini, così come le altre che avvengono agli scatti di crescita, sono fenomeni del tutto fisiologici che non devono più di tanto allarmare: importante per gli adulti è prendere coscienza del fatto che si tratta di fasi temporanee che rientrano spontaneamente in tempi che variano da bambino a bambino. Qualche piccola strategia può essere comunque d’aiuto perché sia il piccolo che la famiglia possano affrontare la regressione dell’ottavo mese nel modo più sereno possibile.
Di cosa si tratta e quanto dura
Per i neonati, e anche per i genitori, trovare una buona routine del sonno rappresenta un traguardo molto importante, raggiunto spesso con tempi lunghi e con non poca fatica da parte di entrambi. Ma proprio quando sembra che dormire serenamente sia ormai dato per scontato, ecco che l’equilibrio si “rompe”: succede spesso attorno all’ottavo mese e proprio per questo il fenomeno viene definito “regressione dell’ottavo mese”.
Un passo indietro, in sostanza, che comporta il ritorno a difficoltà nel riposo, sia notturno che diurno, che sembravano definitivamente superate. Attenzione in ogni caso che è possibile parlare di regressione dell’ottavo mese nei bambini solo quando i disturbi del sonno si presentano per un periodo prolungato di tempo, non sporadicamente magari per un giorno o due.
I genitori spesso vivono il momento con ansia: occorre comunque tenere presente che si tratta di una condizione fisiologica, non legata quindi a problematiche di salute. E come tale la regressione dell’ottavo mese nei bambini tende a rientrare spontaneamente.
Non è possibile ovviamente stabilire quanto possa durare, sempre partendo dal presupposto che ogni bambino è diverso dell’altro. In ogni caso la fase è temporanea: in genere dura non più di qualche settimana con variazioni che dipendono da fattori diversi, che vanno dal temperamento del bambino alle condizioni ambientali che possono essere più o meno favorevoli al riposo.
È naturale infatti che, se la regressione dell’ottavo mese coincide, ad esempio, con un periodo molto caldo, il sommarsi di queste diverse situazioni possa allungare il periodo in cui il piccolo dorme in modo agitato. Si tratta quindi di un passaggio temporaneo legato alla crescita: qualora però le difficoltà nel sonno persistano per più di un mese è sempre opportuno confrontarsi con il pediatra così da escludere che ci siano situazioni patologiche che possano determinarle.
Le cause principali
Ogni bambino è diverso e per questo non è detto che presenti necessariamente delle regressioni del sonno. Quando questo succede, però, nella maggior parte dei casi l’abbandono dei ritmi di sonno ormai raggiunti e il ritorno a condizioni precedenti avvengono in genere in momenti particolari: quarto, ottavo, undicesimo e diciottesimo mese, che coincidono con fasi della crescita durante le quali sviluppano nuove abilità sia a livello fisico che mentale.
Attorno all’ottavo mese, ad esempio, avviene un passaggio importante della crescita: il bimbo comincia a gattonare, prova ad alzarsi, a poco a poco conquista la posizione eretta. Entrano in gioco una serie di connessioni cerebrali che gli permetteranno nel giro di poco tempo di camminare. Nello stesso momento si presentano altre tappe fondamentali dello sviluppo come la dentizione e la progressiva acquisizione di una competenza fondamentale come quella del linguaggio. Occorre tenere conto del fatto che tutto questo rappresenta per il bambino un passaggio complesso che può incidere negativamente sui ritmi del sonno:
- i profondi cambiamenti che il bambino sta vivendo possono determinare una condizione di irritabilità che disturba il riposo
- le possibilità fisiche e mentali che il bambino sperimenta in questa fase stimolano la sua curiosità e la voglia di conquista e rendono così più difficile abbandonarsi al sonno: è come se il piccolo volesse prolungare anche durante la notte quella eccitante fase di scoperta che vive durante il giorno
- al tempo stesso questi progressi possono generare nel piccolo un forte timore del distacco dai genitori spingendolo a chiedere la rassicurazione della loro presenza e della loro attenzione anche durante la notte.
I segnali della regressione del sonno
La regressione dell’ottavo mese nei bambini si presenta spesso in modo repentino e questo può provocare una certa apprensione nei genitori. In realtà ci sono alcune manifestazioni che possono segnalare con chiarezza il fatto che il piccolo sta entrando in una fase di regressione del sonno:
- l’addormentamento risulta faticoso, soprattutto la sera ma anche dopo i risvegli notturni
- il riposo è agitato con risvegli frequenti durante i quali mostra irritabilità e richiede attenzione
- le ore di sonno si riducono di notte e anche di giorno
- il piccolo rifiuta il sonnellino del pomeriggio oppure, dormendo poco di notte, prolunga le ore del riposo durante il giorno
- il bimbo è irritabile al risveglio e anche durante il giorno con frequenti crisi di pianto, capricci e altre manifestazioni di disagio e stanchezza.
Come gestirla: consigli pratici
Può non essere facile per i genitori, che arrivano comunque da un periodo impegnativo, accettare il fatto che improvvisamente si rompa l’equilibrio del sonno del bambino raggiunto a volte con grande difficoltà. Questo può generare ansia ma anche stanchezza e nervosismo che, in un circolo vizioso, rischiano di disturbare ancora di più il riposo del piccolo.
La pazienza è invece cruciale in questa come in altre situazioni difficili che si possono presentare durante la crescita. Alcuni piccoli accorgimenti poi possono essere d’aiuto nel gestire la regressione dell’ottavo mese nei bambini nel modo più sereno possibile:
- cercare innanzitutto di supportarsi a vicenda in modo che non sia uno solo dei genitori a dover affrontare la regressione dell’ottavo mese. Utile anche chiedere aiuto a familiari, amici o persone esterne in modo da potersi adeguatamente riposare e dedicarsi alle proprie attività
- durante il giorno cercare di impegnare il piccolo in attività di gioco, sperimentazione e scoperta, appena possibile all’aperto in modo che il piccolo possa mettere in atto le nuove competenze che ha acquisito traendone sicurezza e tranquillità. I momenti di gioco insieme possono per altro rappresentare un modo per gli adulti di allentare lo stress dovuto alle difficoltà di sonno del piccolo.
- creare le migliori condizioni per il riposo notturno. Si può iniziare con un bagnetto rilassante e proseguire con la lettura di una storia. Importante è evitare stimoli eccessivi sia visivi che sonori
- prima della nanna, controllare che l’ambiente abbia la giusta temperatura, che le luci siano soffuse, che non ci siano rumori. Può essere utile anche offrire al piccolo un oggetto, un peluche o un giocattolo, che lo aiuti a tranquillizzarsi
- se il piccolo si sveglia di notte è importante rispondere alle sue richieste di contatto con calma cercando di consolarlo e rassicurarlo. Tenendo sempre conto per altro che le interazioni più intense tra gli adulti e i piccoli durante la fase di regressione rafforzano il legame affettivo
- da ultimo può essere utile cercare di vedere il lato positivo della questione: la regressione dell’ottavo mese nei bambini è sicuramente una fase difficile, ma coincide anche con momenti di crescita e di scoperta che possono rappresentare elementi di forte gratificazione per i genitori.
In breve
La regressione dell’ottavo mese è una fase fisiologica e temporanea legata a importanti tappe dello sviluppo, come il gattonare, la dentizione e il linguaggio. Il bimbo fatica ad addormentarsi e ha risvegli frequenti. I genitori dovrebbero gestirla con pazienza, supportandosi a vicenda e creando un ambiente tranquillo che favorisca il riposo.
