Rumori bianchi per neonati: quali sono e che utilità hanno

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 30/06/2023 Aggiornato il 05/07/2023

Dal suono del phon a quello dell’acqua che scorre, i rumori bianchi aiutano a calmare e far addormentare i neonati. Vediamo come e quando utilizzarli al meglio

Piccola guida ai rumori bianchi per neonati che aiutano a calmare il bebè e conciliano il sonno. Come riprodurli e usarli bene

I rumori bianchi per neonati sono considerati da molti un alleato imprescindibile per permettere ai neonati di conciliare il sonno, visto che tra le “criticità” più comuni nei primi due anni di vita rientrano certamente quelle legate alla difficoltà dei piccoli di prendere sonno. Tra le cosiddette “colichette”, necessità e richieste assolutamente naturali, l’eventualità che i neonati fatichino ad addormentarsi non è poi così remota, anzi… E i cosiddetti rumori bianchi possono effettivamente dare una mano grazie al loro effetto sui neonati, visto che risultano efficaci in ben otto casi su dieci. Occorre, però, prestare alcune accortezze.

Che cosa sono i rumori bianchi

Come evidenziato da diversi studi sul tema, i rumori bianchi per neonati rappresentano un valido supporto ai genitori durante le prime fasi di vita dei figli. Si tratta di suoni e rumori caratterizzati da una frequenza uniforme e ripetitiva, che permettono quasi di isolare il neonato dal resto del mondo.

Modulati sulla giusta frequenza e al volume corretto, infatti, i rumori bianchi permettono di coprire i suoni di sottofondo che disturbano il neonato e, al contempo, evitano che si crei un silenzio eccessivo, condizione a cui, fin dal grembo materno, il piccolo non considera nella sua “zona di comfort”.

L’effetto quasi ipnotico dei rumori bianchi ricorda, inoltre, al neonato proprio la condizione fetale fatta di suoni, sì, ma anche di uno spettro di rumori costanti. Insomma, i rumori bianchi permettono in un certo senso al piccolo di sentirsi a casa, calmandolo, rilassandolo e, di conseguenza, conciliando il sonno.

Come produrre i rumori bianchi

I neogenitori hanno a disposizione diverse modalità per produrre i rumori bianchi. La scelta può essere dettata dalle necessità di un particolare momento, ma anche dalle preferenze del neonato, che, come dimostrato da diverse evidenze, può trovarsi a suo agio con un suono e meno con un altro.

Il primo modo per produrre rumori bianchi è quello tradizionale e prevede l’impiego di elettrodomestici presenti comunemente in casa, a partire dal phon, ma svolgono bene la loro funzione anche aspirapolveri e stufette scaldabagno portatili. Ovviamente, grazie alla tecnologia, non è necessario accendere questi macchinari, ma è sufficiente una connessione a Internet e uno smartphone per trovare video, applicazioni e file audio con il suono corrispondente.

Medesimo discorso per i rumori bianchi di origine naturale, come la pioggia, un fiume che scorre, il mare, il vento, il canto degli uccellini e lo stesso battito cardiaco. Sul web sono presenti numerosi servizi e video, ma esistono anche piccoli dispositivi portatili appositamente progettati, con possibilità di riprodurre suoni differenti e solitamente dotati di timer per lo spegnimento automatico.

Come e quando usare i rumori bianchi

Utilizzare i rumori bianchi non serve soltanto a far addormentare il neonato, ma permette generalmente di calmarlo in caso dei tipici dolorini delle cosiddette “colichette”, ma anche se dovesse ritrovarsi in un ambiente particolarmente rumoroso o eccessivamente silenzioso. Entrando nel “tecnico”, il volume non deve superare i 50-60 decibel.

Il consiglio, specie quando l’obiettivo è permettere al piccolo di addormentarsi, è quello di non fargli mancare la propria vicinanza. I rumori bianchi da soli, infatti, possono non essere sufficienti e così, una coccola, il contatto pelle a pelle o semplicemente la voce del genitore si rivelano fattori complementari assolutamente consigliati.

Diversi studi e ricerche, infine, hanno evidenziato come i rumori bianchi abbiano un effetto positivo in caso di nascita prematura, regolando il loro ritmo cardiaco e respiratorio, agevolando anche la saturazione dell’ossigeno, con un effetto indicato come “neuroprotettivo”.

Accortezze e controindicazioni dei rumori bianchi

I rumori bianchi per neonati non hanno particolari controindicazioni. Al tempo stesso, però, è fondamentale prestare alcune accortezze. La prima è certamente quella di tenere il dispositivo alla giusta distanza dal piccolo (almeno un metro) e non eccedere con il tempo di esposizione.

In termini di distanza entra in gioco anche un tema di sicurezza: è abbastanza scontato non dover appoggiare il phon o la stufetta nella culla del piccolo, ma ripeterlo non fa mai male. Al tempo stesso, una esposizione prolungata può creare dipendenza o assuefazione, mentre con un volume non impostato correttamente non si possono escludere a priori problemi di udito o influenze sullo stato generale di benessere, con possibilità di compromettere la qualità del sonno.

Meglio, dunque, soprattutto durante le ore notturne, tenere acceso il dispositivo per il solo tempo necessario a far calmare e addormentare il piccolo e, poi, spegnerlo. Al tempo stesso, è fondamentale avere ben presente di non utilizzare i rumori bianchi oltre i due anni di vita, passaggio cruciale nello sviluppo dei bambini dell’abitudine all’ascolto e alla capacità di distinguere i suoni.

 

 

 
 
 

In sintesi

I rumori bianchi aiutano i neonati fino ai due anni a conciliare il sonno e si rivelano un valido alleato dei genitori. Non eccedere con l’esposizione, tenere un volume adeguato e non far mancare la propria presenza è comunque sempre fondamentale.

 

Fonti / Bibliografia

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