Diarrea nel neonato. Cause e rimedi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 26/01/2015

Si parla di diarrea quando vi è un tale aumento della quantità d’acqua nelle feci, che queste, di conseguenza, diventano molli o addirittura liquide. Come curare il neonato in caso di disturbo

Diarrea nel neonato. Cause e rimedi

La presenza di acqua cambia anche l’aspetto delle feci, che da giallastro-marroncino possono assumere una colorazione verdastra o bruno-verdastra, con odore sgradevole. È possibile anche notare piccole parti di sostanze non digerite o tracce di muco o di sangue. Il muco e il sangue sono il segno che si tratta di una forma di diarrea abbastanza seria, che richiede l’intervento del pediatra. Questa presenza, infatti, è dovuta all’irritazione della mucosa (tessuto di rivestimento interno) che riveste il tratto intestinale. La diarrea può essere acuta o cronica.

Se è acuta

La diarrea acuta è scatenata quasi sempre da un’infezione dovuta a virus, (più di rado batteri o protozoi) che riescono a raggiungere l’intestino del piccolo, provocando una gastroenterite che, tra gli altri sintomi, presenta scariche frequenti e acquose. Inoltre la diarrea acuta si manifesta con dolori addominali, febbre, vomito e malessere generale. Il bimbo non ha appetito ed è più irritabile del solito. Questa forma di diarrea insorge improvvisamente, poche ore dopo che il bambino è venuto in contatto con il germe nocivo.

Da che cosa è provocata

I microrganismi che causano la diarrea acuta sono virus, batteri e, più raramente, protozoi.

Un virus

In questo caso spesso il responsabile è il Rotavirus, cui, stando a recenti stime, vanno attribuite molte forme di diarrea acuta nei bambini al di sotto dei cinque anni. Rispetto ad altri virus enterici (che cioè causano gastroenterite), il Rotavirus provoca un maggior numero di scariche, dolori addominali più intensi e spesso febbre elevata. Sono più a rischio i bambini piccoli, al di sotto dei sei mesi, che possono venire ugualmente colpiti dal disturbo nonostante la protezione offerta dall’allattamento al seno.

Un vaccino contro il Rotavirus

Si tratta di un vaccino orale, che offre una protezione precoce contro la gastroenterite da Rotavirus, che andrebbe somministrato in due dosi tra i due e i quattro mesi di vita possibilmente prima del picco di incidenza di questa infezione, che è tra i 6 e i 24 mesi. La vaccinazione, che si è dimostrata sicura e priva di effetti collaterali, è l’unico metodo efficace per prevenire l’infezione da Rotavirus. Per informazioni sul vaccino è possibile rivolgersi al pediatra di famiglia o alla Asl (Azienda Sanitaria locale) di zona.

Un batterio

Nei Paesi occidentali è relativamente difficile che la diarrea sia dovuta a batteri. Se, però, il bimbo vive in condizioni igieniche disagiate o viene portato in Paesi “a rischio”, come l’Africa del nord o l’Oriente, è possibile che entri in contatto con batteri come la Salmonella o l’Escherichia coli, che in queste zone colonizzano l’acqua e alimenti come il latte fresco, la frutta, la verdura e la carne cruda. Quindi il piccolo può contrarre una forma di diarrea batterica acuta (definita diarrea del viaggiatore) se beve acqua contagiata o mangia un frutto non sbucciato o lavato con acqua infetta. Anche in questo caso la diarrea si manifesta con scariche frequenti, febbre, inappetenza, malessere, spesso presenza di sangue e muco nelle feci. Contro la diarrea di origine batterica è possibile vaccinare il bambino, a partire dai due anni. Il vaccino è in vendita in farmacia dietro prescrizione del pediatra. Si tratta di una soluzione da diluire in acqua, da assumere in due dosi alcuni giorni prima della partenza per i Paesi a rischio.

Un protozoo

Anche in protozoi (organismi unicellulari) possono causare diarrea, anche se molto di rado. I protozoi che possono infettare il bambino sono l’ameba e la giardia lamblia. L’ameba vive alle latitudini tropicali e, come i batteri, si trova nell’acqua e nei cibi crudi. Le manifestazioni sono molto simili a quelle della diarrea di origine batterica. La giardia lamblia è un parassita intestinale che vive nella terra anche alle nostre latitudini, dove deposita le uova. I bambini possono, quindi, entrare in contatto con questo parassita giocando in terreni infetti e portandosi alla bocca le mani sporche. L’infestazione da protozoi è prevenibile solo seguendo scrupolosamente norme igieniche adeguate, quando ci si trova in Paesi a rischio, come utilizzare solo acqua minerale in bottiglia, sterilizzare tettarelle e biberon, anche se il bambino ha più di 8 mesi e a casa si è già sospesa questa procedura.

Le cure

La diarrea spesso si risolve da sola nel giro di un giorno o due. Nel frattempo, è importante fare bere il più possibile il bambino, per evitare che le scariche liquide provochino disidratazione (specie se associate a episodi di vomito). Se si tratta di un neonato, va attaccato più spesso al seno, se già svezzato, invece, gli si possono offrire biberon di acqua, tisane, succhi di frutta e apposite soluzione elettrolitiche (in vendita in farmacia dietro prescrizione medica) in modo da reintegrare i liquidi e i sali minerali persi. Va seguita un’alimentazione leggera, a base di alimenti leggermente astringenti come riso, patate, carote bollite, mele crude e banane. Se la diarrea non si risolve in due-tre giorni, va contattato il pediatra per individuarne le cause all’origine, attraverso un esame delle feci, e predisporre interventi più mirati.

Può avere anche queste cause

Un’intolleranza al lattosio

Un’altra causa diffusa di diarrea acuta nei bambini è l’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte. Si manifesta con scariche liquide, dolori addominali, irritabilità e vomito. Questo disturbo può colpire anche i neonati nutriti con latte formulato, che viene preparato con latte vaccino (cioè di mucca). In questo caso, il pediatra prescriverà una formula di latte speciale o il latte di soia.

Un nuovo alimento

Questa eventualità può presentarsi nel corso dello svezzamento, man mano che nella dieta del bambino si introducono alimenti nuovi. Per questo è buona norma intervallare di uno-due giorni l’introduzione di ogni nuovo alimento, in modo da individuare subito quello responsabile di un’intolleranza ed eliminarlo dalla dieta del piccolo, salvo poi riproporglielo più avanti, quando il suo apparato digerente sarà in grado di digerirlo.

Una congestione

Un’episodica forma di diarrea può essere dovuta anche all’ingestione di un cibo o di una bevanda fredda o a un colpo di freddo subito dallo stomaco durante la digestione. In questo caso la diarrea si limita a una sola scarica, magari accompagnata da vomito e malessere generale. Una dieta leggera, con pochi grassi, per due-tre giorni è in genere sufficiente a risolvere il problema.

Se è cronica

In questo caso le scariche sono meno eclatanti rispetto a quelle della diarrea acuta. Ma, sebbene non esponga agli stessi rischi di disidratazione, la diarrea cronica non va trascurata perché può provocare nel bimbo anemia e disturbi nutrizionali. Con il passare dei mesi, infatti, il bambino diventa pallido con l’addome gonfio e la sua crescita risulta rallentata. Episodi di diarrea lieve ma ricorrente vanno, quindi, sempre segnalati al pediatra che prescriverà gli esami specifici per individuare il problema alla base: un’allergia oppure la celiachia, una malattia provocata dall’intolleranza al glutine (proteina presente in molti cereali) che può provocare seri danni all’intestino.

Attenzione al peso

Quando il bambino ha la diarrea, occorre controllare gli eventuali segnali della disidratazione. Se, infatti, il bimbo perde una notevole percentuale di acqua, può andare incontro a disturbi seri, come calo di pressione, insufficienza renale fino a uno stato di shock.

Ecco i segnali da osservare e da indicare subito al pediatra:

  • perdita di peso superiore al 5 per cento rispetto a prima;
  • pannolino asciutto per molte ore;
  • viso pallido e scavato;
  • sonnolenza e svogliatezza;
  • rifiuto di bere.

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