Diarrea nel neonato: cause, rimedi e quando preoccuparsi

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 03/07/2024 Aggiornato il 03/07/2024

Si parla di diarrea quando vi è un tale aumento della quantità d’acqua nelle feci, che queste, di conseguenza, diventano molli o addirittura liquide. Come curare il neonato in caso di disturbo.

Diarrea nel neonato: cause, rimedi e quando preoccuparsi

La diarrea nel neonato in forma acuta provoca un aumento del numero delle scariche e una modificazione della loro consistenza. Causata da virus, batteri e parassiti regredisce in genere in pochi giorni. Occorre comunque prestare attenzione che il piccolo non si disidrati: il parere del pediatra resta basilare.

Nel neonato la diarrea si manifesta principalmente con una modificazione nella consistenza delle feci e con scariche frequenti. E’ dovuta solitamente a virus, batteri o parassiti. La forma acuta, che non dura in genere più di sette giorni, tende a rientrare spontaneamente. I pediatri della SIP, la Società italiana di pediatria, sottolineano che è bene rivolgersi al medico se il neonato ha meno di due mesi, se è presente vomito persistente, apatia, irritabilità e convulsioni che potrebbero essere segnali di disidratazione. L’allattamento al seno può essere continuato mentre per piccoli già svezzati non servono le diete in bianco ma pasti piccoli e frequenti. E’ disponibile anche un vaccino che protegge dal Rotavirus, l’agente infettivo responsabile della maggior parte delle diarree nei neonati e nei bambini piccoli.

Come riconoscere la diarrea in un neonato 

I pediatri della SIP, Società italiana di pediatria, specificano che si può parlare di diarrea nel momento in cui si nota una riduzione della consistenza delle feci che può essere più o meno accompagnata da un aumentato numero di evacuazioni, in genere più di tre nelle 24 ore. Nel primo mese di vita, comunque, è la modificazione della consistenza delle feci l’indicatore più significativo della diarrea rispetto al numero di scariche. La diarrea può essere accompagnata o meno da vomito e da febbre, da dolori addominali e da uno stato di malessere generale. Si definisce acuta quando dura meno di sette giorni; diventa protratta quando persiste fino a 14 giorni mentre si parla di diarrea cronica sopra i 14 giorni. Nella diarrea possono essere presenti anche muco e tracce di sangue: in quest’ultimo caso è sempre opportuno un consulto tempestivo con il pediatra.

I sintomi

La diarrea acuta nel neonato è scatenata quasi sempre da un’infezione dovuta ad agenti esterni che riescono a raggiungere l’intestino provocando una gastroenterite. La diarrea è il primo segnale della gastroenterite che si manifesta anche con altri sintomi, più o meno intensi e persistenti, ovvero:

  • nausea
  • dolore addominale crampiforme
  • vomito
  • astenia
  • meteorismo intestinale
  • dolori diffusi
  • febbre.

I pediatri della SIP segnalano che la complicanza più pericolosa in età pediatrica è la disidratazione. In caso di vomito e diarrea abbondanti, infatti, il bambino perde una gran quantità di acqua e sali minerali. 

I principali segnali della disidratazione sono:

  • perdita maggiore del 5% del peso corporeo rispetto all’ultimo peso conosciuto
  • occhi alonati con scarsa lacrimazione
  • fontanella anteriore depressa
  • mucose asciutte
  • aumento della frequenza cardiaca e respiratoria
  • irrequietezza e irritabilità
  • stato soporoso

E’ importante tenere presente che la disidratazione soprattutto nei bambini di età inferiore all’anno di vita può instaurarsi abbastanza velocemente, anche in poche ore: rivolgersi tempestivamente al pediatra in presenza di sintomi che la denuncino è basilare.

Le cause principali

Sono molti gli organismi o le sostanze che possono causare la gastroenterite nei neonati.

  • Virus come il Rotavirus, il Norovirus e l’Adenovirus. Nei lattanti e nei bambini più piccoli, sotto i cinque anni, il maggior responsabile della diarrea è in genere il Rotavirus. Tende a colpire anche i neonati sotto i sei mesi nonostante la protezione dell’allattamento al seno e provoca un’infezione che si manifesta con numero di scariche in genere piuttosto elevato, dolori addominali intensi e spesso febbre. Proprio per questo esiste un vaccino che offre una protezione contro la gastroenterite da Rotavirus.
  • Batteri come la Salmonella, la Shigella, il Campylobacter. In questi casi le feci possono presentare tracce di sangue e la diarrea può essere associata a vomito, malessere e febbre alta. Nel caso della Shigella possono presentarsi anche convulsioni. Il consulto con il pediatra è sempre opportuno in presenza di questi sintomi. 
  • Parassiti come l’Entamoeba histolytica, il Cryptosporidium e la Giardia lamblia. Nei primi due casi si tratta di protozoi che possono infettare il bambino tramite ingestione di cibo o di acqua contaminata da feci come quella delle piscine, dei parchi acquatici, delle vasche idromassaggio. Nel caso dei lattanti, quindi, occorre prestare massima attenzione, soprattutto quando si viaggia in paesi dove le condizioni igieniche non sono ottimali o comunque in zone tropicali, a usare solo acqua minerale e a sterilizzare tettarelle e biberon. La Giardia Lamblia invece è un parassita intestinale che vive nella terra anche alle nostre latitudini, dove deposita le uova. I bambini possono entrare in contatto con questo parassita giocando in terreni infetti e portandosi alla bocca le mani sporche.

Altre possibili cause

La diarrea può anche essere l’esordio di altre problematiche come le intolleranze, in particolare nel caso dei neonati quelle al lattosio, e le allergie. Particolare attenzione va prestata alla diarrea cronica che, pur presentandosi con una sintomatologia meno invasiva e pesante della diarrea acuta e quindi con un minor rischio di disidratazione, non va mai trascurata perché può provocare anemia e disturbi nutrizionali; con il passare dei mesi, infatti, il bambino diventa pallido, con l’addome gonfio e la sua crescita risulta rallentata. Episodi di diarrea lieve ma ricorrente vanno, quindi, sempre segnalati al pediatra che prescriverà gli esami specifici per individuare il problema di base che può essere una forma allergica come la celiachia. La diarrea dovuta a intolleranze o allergie in genere cessa con il digiuno a differenza di quella virale che invece non regredisce cambiando l’alimentazione o sospendendola.

E’ sempre il pediatra, infine, che può valutare con una visita attenta se la diarrea possa essere il sintomo di un’infezione in altri punti del corpo: in questo caso può accompagnarsi a dolore all’orecchio oppure a disturbi legati alla minzione.

Rimedi

La gastroenterite acuta ha in genere un decorso che si chiude entro 10-12 giorni: il vomito dura 1-3 giorni, la diarrea 5-7. La terapia principale consiste nel mantenere una corretta idratazione per compensare la perdita di liquidi. Proprio per questo se si tratta di un neonato, è importante attaccarlo più spesso al seno. I pediatri della SIP ricordano infatti che in caso di gastroenterite non è necessario evitare l’allattamento pensando che il latte possa peggiorare il quadro. E’ anche inutile diluire le formule e, di solito, non sono necessari latti privi di lattosio. A un bimbo già svezzato, invece, si possono offrire biberon di acqua, tisane e apposite soluzione elettrolitiche (in vendita in farmacia dietro prescrizione medica) in modo da reintegrare i liquidi e i sali minerali persi.

La normale alimentazione in ogni caso non va interrotta; comunque non deve essere forzata e può riprendere non appena l’appetito del piccolo migliora. Il digiuno, le diete restrittive o “in bianco” si sono dimostrate inutili in caso di diarrea. Meglio offrire al bambino pasti piccoli e frequenti, aumentando progressivamente l’apporto di cibo man mano che l’alvo si normalizza. E’ preferibile comunque evitare cibi ad alto contenuto di zuccheri semplici (dolci, bevande gassate, succhi di frutta) perché la carica osmotica può peggiorare la diarrea. I probiotici possono essere d’aiuto nella reidratazione in caso di gastroenteriti virali, ma solo per quei ceppi di cui è stata provata l’efficacia come il Lactobacillus GG e il Saccharomyces boulardi.  Non esiste quindi una terapia vera e propria della diarrea se non la somministrazione di soluzioni reidratanti orali, prescritte dal pediatra, per compensare la perdita di liquidi. Attenzione però che le forme più gravi di diarrea, soprattutto se accompagnate da vomito persistente, possono richiedere una reidratazione in ambito ospedaliero mediante flebo. Come regola generale, la somministrazione di antibiotici non è necessaria se non in casi specifici. Il suo uso deve essere deciso sulla base della valutazione del pediatra che deve tener conto dell’agente responsabile della diarrea, della gravità della sintomatologia, delle condizioni generali di salute del piccolo. 

Quando preoccuparsi

Una prima consultazione telefonica con il pediatra è sufficiente per valutare se sia opportuno o meno visitare il bambino o rivolgersi direttamente al Pronto Soccorso. In ogni caso una visita del pediatra è sempre utile nel caso di neonati sotto i due mesi, in presenza di un numero elevato di evacuazioni giornaliere (oltre le otto), se il vomito è persistente e qualora il genitore noti segnali che possano indicare uno stato di disidratazione. Nel lattante o nel bambino molto piccolo la presenza contemporanea di vomito incoercibile e di diarrea può portare infatti ad una rapida perdita di liquidi: soprattutto se il bambino appare “abbattuto” deve essere portato in ospedale così da controllare il suo stato di idratazione. Nei neonati sotto i tre mesi con febbre e disidratazione significativa meglio rivolgersi al Pronto Soccorso ed è bene fare lo stesso qualora il bambino presenti segni neurologici come apatia o al contrario irritabilità oppure convulsioni.

Come si previene

Nella maggior parte dei casi, la gastroenterite acuta è altamente contagiosa. La malattia si trasmette per ingestione di acqua o alimenti contaminati, oppure per trasmissione orofecale (dalle feci alla bocca per mezzo delle mani). È possibile quindi prevenire l’insorgenza di una gastroenterite acuta con una corretta igiene delle mani. Attenzione in modo particolare quando ci sono fratelli più grandi che possono trasmettere l’infezione al neonato semplicemente toccandolo e giocando con lui: lavare con cura le mani è più che mai opportuno per evitare che il piccolo si ammali.

Per quanto riguarda l’infezione da Rotavirus esiste la vaccinazione fortemente consigliata nel primo anno di vita, la fascia di età più colpita. Si somministra in due dosi tra i due e i quattro mesi di vita: sicura e priva di effetti collaterali, la vaccinazione protegge al 90-100% dalle malattie gravi da Rotavirus e al 74/85% dalle diarree di Rotavirus di qualsiasi intensità esse siano. Per informazioni sul vaccino è possibile rivolgersi al pediatra di famiglia o alla Asl (Azienda Sanitaria locale) di zona.

 
 
 

In breve

La diarrea acuta nel neonato è dovuta in genere ad agenti esterni come virus e batteri. Tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni ma occorre fare attenzione che non porti a disidratazione. In presenza di altri sintomi come vomito, febbre, apatia o irritabilità meglio rivolgersi al pediatra o direttamente al Pronto Soccorso.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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