Febbre a 4-6 mesi. Cause e rimedi

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 03/11/2017

La febbre nel lattante, le cause alla base dell'aumento di temperatura, come misurarla e i metodi per abbassarla

Febbre a 4-6 mesi. Cause e rimedi

La febbre è una risposta fisiologica (cioè naturale) dell’organismo agli attacchi degli agenti infettivi (virus e batteri), che vengono sconfitti tanto più rapidamente quanto maggiore è il calore corporeo. La febbre, quindi, non è una malattia, ma una normale reazione del corpo a una momentanea alterazione. Spesso, infatti, si risolve da sola nel giro di qualche giorno senza bisogno dei farmaci. Si parla di febbre quando la temperatura corporea interna (cioè quella misurata nel sederino) è superiore ai 38, 5 gradi, altrimenti si parla di alterazione febbrile o comunque di alterazione della temperatura corporea. Si parla di febbre bassa se la temperatura interna è di 38,5 gradi, di febbre media se la temperatura è compresa tra i 38,5 e i 39,5 gradi, di febbre alta se la temperatura corporea supera i 39, 5 gradi misurati nel sederino. La mamma si accorge, in genere, facilmente se il bebè ha la febbre. In questo caso, infatti, la fronte, le mani e i piedini del piccolo scottano, compaiono pallore e pianto insistente, gli occhi e la carnagione del viso sono arrossati. È bene controllare la temperatura se il piccolo piange, è particolarmente caldo, si lamenta, si comporta in maniera insolita o non dorme regolarmente. Una volta riscontrato l’aumento della temperatura, è necessaria una verifica ogni 4-6 ore nell’arco della giornata.

Da che cosa è provocata

La febbre può essere dovuta a virus o batteri che scatenano un’infezione come, per esempio, il mal di gola o il raffreddore. Un innalzamento della temperatura corporea si può verificare, però, anche in seguito a disturbi intestinali, anche associati a vomito o diarrea, o in reazione a una vaccinazione appena effettuata.

In questi casi, però, non deve protrarsi oltre le 24 ore e non deve essere accompagnata da altre manifestazioni come, per esempio, respirazione difficoltosa, tosse o mancanza di appetito. La presenza di questi sintomi può, infatti, segnalare un problema più serio, per cui occorre l’intervento del pediatra.

Nel lattante la febbre può avere anche altre cause, tra cui le più comuni sono:

  • una disidratazione che può verificarsi con il cosiddetto calo fisiologico nei primi giorni di vita. Viene anche definita “febbre da sete”;
  • la temperatura ambientale troppo elevata. Il neonato non possiede ancora un sistema di termoregolazione (cioè di adattamento della temperatura interna a quella esterna) perfetto e, di conseguenza, può surriscaldarsi facilmente. Occorre, quindi, mantenere la temperatura esterna intorno ai 20 grandi, alzandola di un paio di gradi al momento del bagnetto per evitare che il bebè si raffreddi.
I metodi per abbassarla

Praticargli spugnature

Le spugnature permettono di attenuare l’eccessivo calore coporeo causato dalla febbre. Possono essere effettuate in due modi:

  • immergendo il bambino in una vasca con poca acqua tiepida e passando una spugna sulla pelle per circa 5-10 minuti. Se il piccolo ha i brividi basta aumentare la temperatura dell’acqua;
  • lasciando il piccolo disteso nel lettino o sul fasciatoio e utilizzando una spugna imbevuta d’acqua tiepida e strizzata da passare sul viso, le braccia e le gambe. Se necessario, dopo averlo asciugato, si può ripetere l’operazione.

Fargli indossare abiti leggeri

Occorre vestire il bambino con indumenti leggeri (per esempio una tutina di cotone o una maglietta e le mutandine): in questo modo si consente al corpo del piccolo di disperdere il calore in eccesso. I capi devono essere in fibra naturale (lino o cotone) e vanno cambiati spesso per evitare che il sudore si asciughi sulla pelle. In caso di brividi, si può coprire il bimbo con una coperta leggera. Una volta scomparsi i brividi, però, o appena il bambino mostra di sentire caldo, va tolta per consentire al corpo di disperdere più facilmente il calore.

Dargli spesso da bere

Quando ha la febbre il bimbo tende a mangiare di meno. È una reazione naturale e non bisogna forzarlo a mangiare. Inoltre, è preferibile offrirgli piccoli pasti, facilmente digeribili. È necessario, invece, dargli da bere spesso per reintegrare i liquidi persi: gli si può offrire un biberon di acqua, latte, camomilla, tè deteinato o i succhi di frutta per l’infanzia (questi ultimi dopo i quattro mesi). Se non beve a sufficienza, il piccolo corre, infatti, il rischio di disidratarsi.

Arieggiare i locali

È importante arieggiare spesso la camera dove si trova il bambino e allontanare il lettino da eventuali fonti di calore (per esempio, il calorifero). Occorre, poi, tenere l’ambiente con il giusto grado di umidità (circa il 60%), servendosi degli appositi umidificatori oppure mettendo un asciugamano bagnato sul calorifero oppure sistemando al termosifone le apposite vaschette d’acqua. Non è necessario che il bambino rimanga a letto, se non ha voglia. È importante, però, che non si agiti troppo: un eccessivo sforzo fisico, oltre a far risalire la temperatura, lo indebolirebbe, sottraendo all’organismo l’energia necessaria per combattere l’infezione.

Quando chiamare il pediatra

Occorre far visitare il bimbo dal pediatra se la temperatura supera i 39 gradi misurati nel sederino e non tende a diminuire spontaneamente o se il bambino appare apatico e poco reattivo. In questo caso, il medico prescrive, in genere, un farmaco antifebbrile a base di paracetamolo disponibile in sciroppo, supposte o gocce.

Vi sono altri casi in cui è necessario chiamare subito il pediatra, per esempio se:

  • la febbre è superiore a 38,5 gradi misurati nel sederino e non si abbassa nemmeno dopo avere somministrato il farmaco;
  • il neonato ha meno di tre mesi;
  • il piccolo ha difficoltà a respirare o piange (potrebbe avere dolore alle orecchie a causa di un’otite, cioè un’infiammazione alle orecchie );
  • il bimbo ha le convulsioni.

Non occorre, invece, chiamare il medico se la febbre è inferiore ai 38.5-39 gradi misurati nel sederino, se il bambino è , comunque, vispo e non presenta altri sintomi. In questo caso basta tenerlo sotto controllo, senza ricorrere a medicine, per 24-48 ore, misurando la temperatura ogni 5-6 ore. Può essere consigliabile annotarne le variazioni su un’agenda, in modo da poterle comunicare al pediatra, in caso di necessità.

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