Canali lacrimali chiusi nel neonato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/12/2019 Aggiornato il 19/12/2019

È un problema molto diffuso nei neonati ma che, molto spesso, si risolve da solo con una corretta igiene degli occhi e del nasino. Ecco come fare

Canali lacrimali chiusi nel neonato

Quando il neonato “versa troppe lacrime” potrebbe essersi verificata un’ostruzione del dotto vaso-lacrimale, un problema piuttosto comune nei neonati che tende, nella quasi totalità dei casi, a risolversi in modo spontaneo con la crescita. Il dotto naso-lacrimale è un sottile canale che, partendo dal bordo della palpebra inferiore (in corrispondenza del’angolo interno dell’occhio), raggiunge l’interno del naso per fare rifluire le lacrime nella gola.

Spesso alla nascita questo canale risulta ostruito in modo parziale per effetto della presenza di una valvola (costituita da sostanza fibrosa) che di solito si apre durante le prime settimane di vita o, più di rado, intorno ai 6-9 mesi. Proprio per questo motivo lo scarico delle lacrime del bebè in molti casi si blocca determinando una lacrimazione eccessiva (non rifluendo attraverso il canale, le lacrime strabordano dalla palpebra), oltre che il ristagno di liquido lacrimale nell’occhio, la presenza di materiale mucoso e purulento (lo “sporco” presente sulla superficie dell’occhio che di norma viene fatto scorrere via dalle lacrime tende, infatti, ad accumularsi) e l’irritazione e l’arrossamento della palpebra inferiore.

Che fare

Per ridurre gli effetti fastidiosi provocati dall’ostruzione del dotto naso-lacrimale e prevenire la comparsa di infezioni (per esempio, la congiuntivite) è bene seguire alcuni specifici accorgimenti:

  • lava con cura gli occhietti del bebè utilizzando compresse di garza imbevute di soluzione fisiologica (puoi acquistarla in farmacia) o acqua bollita lasciata raffreddare, almeno 3 volte al giorno allo scopo di rimuovere l’accumulo di secrezioni;
  • cerca di mantenere sempre libero il nasino del piccolo, soprattutto quando è raffreddato, anche in questo caso effettuando lavaggi con soluzione fisiologica: il muco presente nel naso, infatti, tende a risalire verso l’occhio finendo per aumentare l’ostruzione del canale vaso-lacrimale;
  • massaggia attraverso la palpebra l’angolo interno dell’occhio del bambino facendo pressione con la punta dell’indice dall’alto verso il basso e dall’esterno verso l’interno al fine di favorire lo sblocco dell’ostruzione.

Se i sintomi caratteristici del disturbo dovessero persistere oltre i 10 mesi di vita è necessario, invece, consultare un’oculista che valuterà l’opportunità di ricorrere a un intervento chirurgico che consiste nell’aprire il dotto tramite un lavaggio delle vie lacrimali da eseguirsi in anestesia grazie all’utilizzo di una piccola sonda.

Le lacrime puliscono e nutrono l’occhio

Le lacrime, prodotte dalle ghiandole lacrimali in modo continuativo (circa 2-3 al minuto), formano il velo lacrimale che consiste in una pellicola liquida, composta per lo più da acqua ma anche da sostanze nutritive e di difesa (antibatterici naturali), che riveste la superficie dell’occhio. Questo film ha lo scopo di idratare e ripulire la superficie oculare asportando le sostanze di rifiuto e di nutrire la cornea (la parte anteriore dell’occhio) che, proprio dalle lacrime, assorbe gli elementi nutritivi e l’ossigeno necessari al suo mantenimento. Un’importante funzione, infine, è quella svolta dall’”ammiccamento” (lo sbattere periodico delle palpebre) che permette alle lacrime di distribuirsi in modo uniforme sulla superficie dell’occhio oltre che convogliarle verso il dotto naso-lacrimale da dove poi rifluiscono nella gola. Accanto alla produzione “basale” delle lacrime appena descritta, esiste però anche quella “riflessa” provocata cioè da cause esterne quali una forte emozione o un’irritazione dell’occhio.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti