Mal d’orecchio (otite) nel neonato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 26/01/2015

L’otite può colpire un solo orecchio (monolaterale) oppure entrambe le orecchie (bilaterale): succede più facilmente nel caso dell'otite media. Sintomi e cure per il bambino

Mal d’orecchio (otite) nel neonato

L’otite, in genere, è una manifestazione infiammatoria dell’orecchio. A seconda della parte dell’orecchio interessata si parla di:

  • otite esterna: diffusa soprattutto nel periodo estivo, poiché si contrae soprattutto nei luoghi caldo-umidi come la piscina;
  • otite media: è sicuramente l’otite tipica dell’infanzia, definita anche Omar (otite media acuta ricorrente) perché arriva a ripresentarsi anche più volte nello stesso anno;
  • otite interna: è la forma più seria, ma fortunatamente anche la più rara, generalmente frutto di complicanze.

Esterna

Questa forma di otite colpisce il condotto uditivo esterno e il padiglione auricolare, molto più frequente nei mesi estivi. Questo tipo di infezione colpisce facilmente i bambini, in quanto hanno un condotto uditivo ricoperto da uno strato di pelle più sottile di quello degli adulti e, quindi, più delicato.

Le cause

Generalmente, questa infiammazione si sviluppa quando il condotto uditivo è mantenuto a lungo umido. Il canale auricolare si irrita per una serie di concause: dall’introduzione di germi, portati dall’acqua, al ristagno di acqua e umidità al suo interno. Perché i germi portati dall’esterno abbiano modo di creare danno, però, è necessario che lo strato di pelle all’interno del condotto uditivo esterno presenti piccole ferite, dovute, per esempio, a un errato utilizzo dei bastoncini cotonati, o conseguenza di una dermatite. Sono proprio le escoriazioni a dare libero accesso ai batteri, prevalentemente stafilococchi. Anche la sola umidità può bastare a scatenare un’otite, a volte complicata da un’otomicosi, cioè un’infiammazione dell’orecchio dovuta alla presenza di funghi che, proprio nell’umidità, trovano il loro ambiente ideale per proliferare.

I sintomi

In caso di otite esterna, prima compare un forte prurito (soprattutto nelle otiti micotiche) seguito poi da un dolore acuto (perché la pelle del condotto uditivo esterno non ha uno strato intermedio che la separa dall’osso, ma è direttamente appoggiata ad esso quindi, in presenza di gonfiore, la pelle non ha grandi possibilità di espandersi) e, a volte, dalla comparsa di pus. Nelle infiammazioni più serie può comparire anche qualche linea di febbre. Questo si traduce, nel piccolo, in un pianto acuto, che aumenta se si tocca l’orecchio. Il dolore aumenta muovendo la bocca, per cui il bimbo smette di succhiare e piange. Per via del rigonfiamento cutaneo, il condotto uditivo va incontro a un restringimento del proprio calibro: per questo e a causa della presenza di secrezioni il bambino può andare incontro a un calo provvisorio dell’udito, per cui può non sentire bene i richiami della mamma. Se la causa è fungina, le secrezioni all’interno dell’orecchio sono “cotonose” e a volte ricoperte di pallini neri, e determinano un maggiore calo dell’udito. La pelle del padiglione e del condotto uditivo si mostra, infine, generalmente ricoperta da piccoli taglietti.

Gli esami

Al pediatra basta visitare l’orecchio con l’otoscopio per appurare se si tratta o meno di otite esterna. Se necessario, sarà lui a inviare il piccolo dall’otorinolaringoiatra. Per accertare le cause (cioè se è di origine batterica o fungina) è necessario aspirare le secrezioni presenti nell’orecchio e esaminarle in laboratorio d’analisi (esame colturale previo tampone auricolare).

Le cure

Un primo intervento, per attenuare il dolore, consiste nell’appoggiare all’orecchio un panno imbevuto di acqua tiepida.

Se è batterica

Per eliminare l’infiammazione il medico prescriverà degli antibiotici da applicare localmente. In genere, si inserisce all’interno del condotto uditivo una garza imbevuta di gocce di antibiotico e cortisonico, da rimuovere dopo 24 ore, dopo di che si mettono nel condotto, per 15 giorni circa, 3-4 gocce dello stesso prodotto (antibiotico+steroide) prescritto dal medico. In alternativa, quando non attuabile la medicazione con garza, si può riempire di medicinale completamente il condotto più volte al giorno per almeno 10 giorni. La cura dura a lungo e va mantenuta anche dopo la scomparsa dei sintomi, sia perché l’orecchio è poco irrorato dal sangue, per cui i farmaci impiegano più tempo per fare effetto, sia perché questa forma di otite tende a ricomparire a distanza di tempo se non viene curata adeguatamente. Anche per questo può essere necessario che l’otorino liberi completamente il condotto uditivo esterno da tutte le secrezioni infette e dai detriti di pelle infetta ricorrendo all’aspirazione sotto controllo microscopico.

Se è micotica

In caso di otomicosi, invece, si ricorre all’acido borico in soluzione alcolica per almeno 7 giorni per detergere bene il condotto uditivo, favorendo l’eliminazione dei funghi e, contemporaneamente, si può riempire l’orecchio con una soluzione antimicotica, per più tempo rispetto alla cura dell’otite batterica, perché l’otomicosi è più facilmente soggetta a recidive. Soprattutto in caso di otite micotica, poi, è bene fare attenzione a un possibile contagio dell’altro orecchio sano: occorre eseguire lavaggi con acido borico anche nel condotto sano e evitare di usare lo stesso asciugamano per entrambe le orecchie (e comunque non quello di altre persone della famiglia).

Media

Questa forma di otite prende piede soprattutto in inverno, più facilmente dopo infiammazioni che interessano il naso e la faringe. I bambini sono più a rischio, in quanto hanno la tuba di Eustachio (il sottile canalino che mette in comunicazione l’orecchio con la gola) ancora molto corta e orizzontale rispetto agli adulti, nei quali è più allungata e inclinata di 45°. Ciò significa che basta un’infiammazione di naso e faringe (la gola) perché anche la tuba di Eustachio si infetti e i germi possano facilmente risalire fino all’orecchio. Inoltre i piccoli hanno un sistema immunitario (cioè di difesa naturale) ancora fragile, per cui sono più facilmente soggetti a infezioni alla gola e al naso. Nei bambini, poi, le adenoidi, formazioni di tessuto linfatico poste dietro il naso, hanno il compito di bloccare i germi ma, quando le stesse si ammalano e si ingrossano (ipertrofia adenoidea) diventano un vero e proprio serbatoio di germi che possono raggiungere facilmente l’orecchio.

Le cause

L’otite media è causata da batteri o virus che dal naso o dalla gola penetrano nella cavità dell’orecchio medio risalendo attraverso le tube di Eustachio. Questo succede quando la gola e il naso sono infetti (raffreddori, sinusiti, faringiti), oppure come complicazione di una forma allergica, che gonfia e infiamma le tube.

I sintomi

I germi, all’interno dell’orecchio medio, producono pus, che non può essere drenato dalle tube infiammate e quindi preme sulla membrana del timpano, provocando un dolore intenso, che si traduce in un pianto acuto del bambino, soprattutto di notte, quando, in posizione sdraiata, aumenta la pressione interna all’orecchio. Le secrezioni, inoltre, non permettono alla membrana del timpano di vibrare per cui il bambino avverte una sensazione di orecchio tappato, per cui è portato a sfregare e toccare continuamente l’orecchio. Spesso compare anche febbre. Nei bambini molto piccoli a questi sintomi si associano anche agitazione, calo dell’appetito, disturbi del sonno, irritabilità. Può succedere che la pressione delle secrezioni sulla membrana del timpano ne causi la rottura. Di conseguenza, una secrezione giallastra, più o meno densa, può fuoriuscire dal padiglione auricolare.

Gli esami

Il pediatra effettua una visita con l’otoscopio, per vedere all’interno dell’orecchio. Se necessario, invia il piccolo da un otorino che effettuerà alcuni controlli:

  • l’impedenzometria: si inserisce nel condotto uditivo una piccola sonda. Essa permette di conoscere, tra l’altro, lo stato della membrana del timpano;
  • l’esame audiometrico: oggi ne esistono tipi adatti anche ai bambini. Serve per verificare la presenza e il grado di un calo di udito;
  • la rinofibroscopia, un esame endoscopico che permette di verificare se le tube di Eustachio sono o meno libere.

Le cure

Per risolvere l’otite media è necessario assumere antibiotici per 15 giorni, anche se il dolore scompare prima, perché l’orecchio, irrorato da poco sangue, viene raggiunto da quantità minime di medicinale. Contro il dolore può essere prescritto paracetamolo. Se l’otite media si presenta frequentemente e all’origine c’è un eccessivo volume delle adenoidi, a sua volta dipendente da continue infezioni, può essere necessario ricorrere all’asportazione chirurgica delle adenoidi stesse (adenoidectomia). Oggi anche questo intervento si avvale delle moderne tecniche di controllo endoscopico e pertanto è possibile una chirurgia molto più precisa (adenoidectomia endoscopica), soprattutto utile se l’intervento viene effettuato in caso di otite ricorrente. In alcuni casi selezionati, infine, se le tube di Eustachio sono cronicamente ostruite da catarro, può essere utile applicare dei tubicini di ventilazione nella membrana timpanica per consentire l’aerazione dell’orecchio medio.

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