Ragadi anali nel neonato

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 13/01/2015

Che cosa sono le ragadi anali, le principali cause di questo problema e la soluzione per far star meglio il bambino

Ragadi anali nel neonato

Le ragadi anali

Nel piccolo si possono manifestare le ragadi anali, spaccature della mucosa (il tessuto di rivestimento interno) dell’ano: il loro aspetto è simile a taglietti, talvolta rigati di sangue. La causa principale è la stitichezza: la conseguenza è una sensazione di dolore che porta il piccolo a evitare di scaricarsi, aggravando la situazione.

Che cosa fare

Le ragadi devono essere affrontate con un duplice approccio: da un lato, con un’alimentazione adeguata o, in alternativa, con l’impiego di particolari fibre, come il lattulosio, che fanno trattenere più acqua nelle feci, ammorbidendole; dall’altro, con una crema da applicare localmente (vanno bene
i preparati all’ossido di zinco impiegati per il cambio del pannolino), per prevenire ulteriori irritazioni della mucosa anale.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Liquido amniotico: cosa succede se è poco?

10/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Prima di ipotizzare come procederà la gravidanza in caso di liquido amniotico scarso, bisogna appurare perché è di meno rispetto alla norma.   »

Fermenti lattici: si possono assumere in gravidanza?

10/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

I fermenti lattici non sono controindicati in gravidanza, ma l'ideale per il benessere del microbiota intestinale è seguire un'alimentazione sana.   »

Bimba di 3 anni morsa da una zecca (rimossa rapidamente)

08/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Quanto prima si rimuove la zecca dalla pelle tanto più diminuisce il rischio che possa trasmettere le infezioni di cui è veicolo: la TBE e la malattia di Lyme.   »

Fontanella centrale chiusa precocemente: c’è da preoccuparsi?

08/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La fontanella centrale anteriore si chiude in media tra i 10 e i 18 mesi di vita, se avviene molto prima è necessario tenere sotto controllo la misura della circonferenza cranica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti