Tosse e catarro nel bebè

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 13/01/2015 Aggiornato il 26/02/2018

La tosse è una difesa naturale del corpo. Serve per liberare le vie respiratorie da qualcosa che le ostruisce. Consiste nell’emettere rumorosamente aria dalla bocca

Tosse e catarro nel bebè

Si tratta di un sintomo fastidioso che può disturbare il sonno del bambino e a volte provocargli il vomito. Normalmente la tosse compare quando un qualsiasi ostacolo impedisce la normale respirazione: dal muco che si forma lungo l’apparato respiratorio a qualche corpo estraneo che si introduce con l’aria inspirata (polveri, particelle di cibo, liquidi); la tosse ha comunque lo scopo di liberare le vie respiratorie e quindi proteggere i polmoni da infezioni o infiammazioni. La maggior parte delle volte la tosse è causata da infezioni virali che colpiscono le vie respiratorie, determinando faringite, laringite, tracheite o bronchite. I bambini che frequentano le comunità (asili nido e scuole materne) ne sono maggiormente colpiti.

Perché compare

Nel naso, nella faringe, nella trachea, nei bronchi, nella pleura (membrana trasparente che riveste i polmoni) e nel diaframma (muscolo responsabile della respirazione) sono localizzati i recettori (strutture nervose) della tosse. Una volta che un recettore della tosse è stimolato, i nervi trasmettono l’impulso alla laringe e ai muscoli intercostali e addominali. Alla profonda inspirazione segue la chiusura della glottide, la cavità posta nella parte superiore della laringe dove si trovano le corde vocali, così che l’aria rimanga intrappolata nei polmoni. A questo punto la pressione dei polmoni sale, quindi i muscoli addominali e intercostali premono, la glottide si apre e l’aria viene liberata forzatamente, in modo rumoroso (la tosse).

Può essere di diversi tipi

Secca

In questo caso la tosse è dovuta all’espulsione rumorosa dell’aria senza il bisogno di espellere catarro. Questo tipo di tosse compare soprattutto di notte e rende difficile il sonno del bambino, che può, di conseguenza, diventare irrequieto e nervoso. Se permane per qualche giorno, questa forma può innescare un circolo vizioso: se, infatti, non è presente muco da espellere, il violento passaggio dell’aria a ogni colpo di tosse finisce per irritare le pareti delle vie respiratorie, mettendo allo scoperto i recettori nervosi, che diventano sensibili anche a stimoli minimi. In questo caso la tosse può risultare dannosa, interferire con il respiro e con il riposo del piccolo.

Le cause

La tosse secca può essere scatenata da infezioni virali, che, a seconda del tratto interessato, possono dare origine a faringite (infiammazione della faringe, il primo tratto della gola); laringite (infiammazione della laringe, il tratto sottostante la faringe) o tracheite (infiammazione del tratto tra laringe e bronchi). Una tosse secca persistente può essere causata anche dall’ipertrofia (ingrossamento) delle adenoidi e delle tonsille, da rino-sinusite o da reflusso gastroesofageo (il ritorno del cibo ingerito dallo stomaco all’esofago). Curando il disturbo (con rimedi diversi a seconda dei casi) scompare anche la tosse. Questa forma di tosse è favorita, inoltre, dall’inalazione di sostanze irritanti (come fumo o smog) e da fattori ambientali (come umidità inadeguata o calore eccessivo che causano la secchezza delle mucose). Se compare prevalentemente di notte può essere dovuta ad allergia agli acari della polvere (minuscoli animaletti simili a ragnetti) presenti in casa.

I rimedi

  • Non portare il piccolo in ambienti in cui è costretto a respirare aria troppo fredda o troppo calda e asciutta o a inspirare fumo. In tutti questi casi, infatti, le vie aeree vengono ulteriormente irritate, peggiorando l’infiammazione e quindi la tosse.
  • Umidificare l’aria di casa (soprattutto la cameretta del piccolo) se è troppo secca, in particolare durante la notte. Si può porre una bacinella d’acqua sul termosifone oppure utilizzare gli appositi umidificatori.
  • Arieggiare gli ambienti al mattino e alla sera, prima di mettere a letto il piccolo.
  • Rimuovere i potenziali ricettacoli di polvere (tappeti, peluches, tende pesanti, in caso di tosse allergica. È bene procurarsi anche coprimaterasso e copricuscino anti-acaro (non è necessario cambiare il materasso e il cuscino, ma è sufficiente ricoprirli con queste fodere di speciali tessuti impermeabili agli acari); infine occorre evitare l’umidificazione eccessiva e il surriscaldamento dell’ambiente che creano un habitat favorevole agli acari.

I farmaci

  • Per calmare la tosse secca, soprattutto se impedisce di dormire, il pediatra può prescrivere uno sciroppo a base destrometorfano, che placa la tosse, da prendere per alcuni giorni.
  • Possono essere utili i farmaci sedativi della tosse ma è sempre il pediatra, a valutare volta per volta la necessità di ricorrere a queste medicine.

Grassa

Chiamata anche tosse produttiva è caratterizzata dalla risalita del catarro verso la gola. Serve all’organismo per eliminare dalle vie respiratorie le secrezioni accumulate. Normalmente il muco (carico di impurità) scende verso la gola, dove viene inghiottito e successivamente demolito dall’apparato digerente. Ma in presenza di malattie che interessano le vie aeree, le cellule mucipare, producono una maggior quantità di secrezioni. La quantità di muco, di conseguenza, è piuttosto elevata e può accumularsi nell’apparato respiratorio: per liberare le via aeree serve, quindi, la tosse che indirizza il catarro all’esterno. In molti casi, poi, la tosse grassa può comparire successivamente a quella secca, insieme a febbre alta e talvolta vomito. È il caso, per esempio, di un’infezione virale cui ne segue una batterica.

Le cause

In genere, la tosse catarrale, insistente, prevalentemente notturna o al risveglio è molto frequente nei bambini ed è la conseguenza di un’infezione batterica delle vie aeree superiori (come la bronchite o la broncopolmonite): quando il bambino è disteso le secrezioni si accumulano e la tosse peggiora. In questo caso il catarro espulso con la tosse è denso e giallastro. Anche le infezioni virali (per esempio, la tracheite) possono causare tosse, ma in questo caso il catarro è solitamente biancastro. Il contatto con altri bambini aumenta moltissimo l’esposizione ai germi che causano la tosse. Per questo è un fenomeno così frequente nei bambini che frequentano l’asilo nido.

I rimedi

  • Far bere molta acqua (o altri liquidi) al piccolo per rendere il muco fluido e quindi più facilmente eliminabile. Un apporto elevato di liquidi è importante anche per evitare la disidratazione che può verificarsi nei bambini, in particolare quando hanno anche la febbre.
  • Dopo l’anno di età sciogliere nel latte o nella camomilla un cucchiaino di miele: aiuta a fluidificare il catarro facilitandone l’eliminazione e, inoltre, allevia il bruciore in gola che spesso accompagna la tosse.
  • Umidificare l’ambiente è un altro rimedio utile per inumidire le vie aeree e “sciogliere” il catarro.
  • In alternativa, ai bambini più grandicelli è possibile far inalare il vapore: è sufficiente scaldare l’acqua, versarla in una bacinella e far respirare il vapore al bambino (che non deve essere troppo vicino all’acqua). L’aggiunta di sostanze balsamiche può essere dannosa al bambino perché alcune possono aumentare l’irritazione delle vie aeree e causare peggioramento dei sintomi se il piccolo è allergico.
  • Fare gli aerosol con soluzione fisiologica per facilitare la fluidificazione delle secrezioni.
  • Se il piccolo ha il nasino chiuso, effettuare un lavaggio delle narici con una soluzione fisiologica oppure utilizzando gli appositi spray in modo da rimuovere il muco che le ostruisce.

I farmaci

  • La tosse produttiva, o grassa, consente di espellere catarro, perciò non bisogna reprimerla con farmaci sedativi che possono causare la ritenzione delle secrezioni che hanno intrappolato i germi.
  • La tosse non va, quindi, eliminata, ma solo “ammorbidita”. A questo scopo vanno bene i farmaci mucolitici ed espettoranti, che sciolgono il muco e ne facilitano l’espulsione. Si trovano sottoforma di sciroppi, supposte e aerosol.
  • In caso di febbre alta il pediatra può prescrivere un antipiretico a base di paracetamolo o, se necessario, una cura di antibiotici.

Abbaiante

È una tosse sonora, metallica e aspra. Questo tipo di tosse indica edema (presenza eccessiva di liquido) della laringe e dei tessuti circostanti. Poiché le vie aeree nei bambini ha un diametro minore di quello degli adulti, l’edema può portare all’occlusione (chiusura, strozzamento) della via respiratoria. Occorre quindi intervenire con tempestività, per evitare che il bambino corra un pericolo.

Le cause

Può essere la conseguenza di una infiammazione della laringe (laringotracheobronchite), provocata in genere da virus, un’infezione assai frequente nei bambini fra i 9 e i 18 mesi. In genere, si manifesta durante la stagione autunnale e invernale. All’inizio il bambino ha una leggera febbre, naso gocciolante, scarso appetito, tosse non frequente. Quando l’infezione scende nell’area laringotracheale compare la tosse abbaiante accompagnata a raucedine. Altre volte può essere il segnale della sindrome del “crup spastico” o “laringospasmo”. Si tratta di attacchi che compaiono improvvisamente e generalmente di notte che si manifestano con tosse abbaiante e svegliano il bambino che appare agitato e ansioso. A volte ha narici dilatate, tachicardia (battito del cuore accelerato) e un aspetto cianotico (colorito bluastro).

I rimedi

  • Aprire al massimo i rubinetti dell’acqua calda del bagno, in modo che il vapore inondi l’ambiente e lasciare che il bimbo respiri profondamente.
  • Far riposare il bambino in un ambiente ben umidificato, calmo e silenzioso e offrigli rassicurazioni, facendogli compagnia per aiutarlo ad alleviare lo stress.

I farmaci

  • Se il problema è causato da un’infezione delle vie respiratorie la cura è a base di aerosol, prescritti dal pediatra.
  • Per il laringospasmo il trattamento è con aerosol con budesonide (molecola con indicazione specifica per questa malattia), dall’effetto calmante.
  • Nei casi più seri, a seconda dell’età del bambino e del grado di difficoltà respiratoria, occorre il ricovero in ospedale dove al bimbo viene fatto respirare ossigeno puro.
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