Emangioma infantile o angioma nel neonato: cause e cure

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/07/2026 Aggiornato il 10/07/2026

Questo tumore benigno dei vasi sanguigni si forma probabilmente in età fetale e ci sono fattori predisponenti. Si tratta solitamente con un farmaco, il propanololo, oppure con il laser.

Alcuni neonati nascono con un angioma a causa di una mlaformazione nel processo di angiogenesi

Un emangioma infantile o angioma nel neonato è un tumore vascolare benigno dei vasi sanguigni, di dimensioni variabili, che si può presentare nella zona del viso oppure sul corpo. È abbastanza frequente, visto che si riscontra in circa il 3-10% dei bambini.

Solitamente compare nelle prime settimane di vita e alla nascita non c’è alcun segno oppure è visibile solo una macchia chiara.

L’emangioma infantile talvolta cresce rapidamente, raggiungendo anche dimensioni ragguardevoli. Questo preoccupa i genitori, ma in realtà raramente è pericoloso. Può però causare un disagio al piccolo e provocare problemi quando è posizionato in una zona come la palpebra o la bocca, dove può interferire con i movimenti e la funzionalità. Dopo una accurata diagnosi, è possibile intervenire in vari modi per rimuovere l’angioma.

Posizione e dimensione dell’angioma

L’angioma del neonato è una formazione di colore rosso vivo se è di tipo superficiale, quando cioè si presenta negli strati più esterni della pelle. È di colore bluastro quando è di tipo profondo, ossia si localizza più in profondità nel sottocute, oppure può presentare entrambe le caratteristiche cromatiche ed è allora una forma intermedia definita di tipo “misto”.

Oltre che in diversi punti di profondità negli strati della pelle, l’emangioma può localizzarsi in varie zone del corpo e del viso.

Il tipo focale compare in un unico punto, per esempio vicino a un occhio, a un lato della bocca, oppure comparire nella zona dell’orecchio o, ancora, si può manifestare sulla punta del naso. A volte l’angioma si localizza nella zona dell’areola mammaria.

L’aspetto dell’angioma è quello di una tumefazione tondeggiante, le dimensione ridotte (uno o due centimetri) e, in questi casi, il danno è soprattutto di tipo estetico e funzionale.

Il tipo segmentale ha dimensioni più ampie, anche di diversi centimetri. È di forma irregolare e si localizza su un lato del viso, spesso coinvolgendo l’occhio e l’orecchio da quel lato. Può comparire anche sulla nuca, tra le natiche, su una gamba.

L’emangioma “a barba” si localizza nella zona del mento, allungandosi verso il collo o lateralmente verso un orecchio. Merita approfondimento diagnostico perché a volte si accompagna al cosiddetto “emangioma subglottide”, ossia alla comparsa di un emangioma nelle alte vie respiratorie, su laringe e trachea e, quindi, possono interferire con la corretta respirazione del bambino.

Si parla di emangiomi multifocali quando questo tumore dei vasi sanguigni ha più localizzazioni e compare, per esempio, su un piedino del bimbo, sulla coscia su un braccio. Nel caso il bambino sia di età inferiore a 5 mesi e gli angiomi multifocali siano in numero superiore a 5, è opportuno effettuare approfondimenti con l’ecografia addominale, per escludere formazioni anche a livello dei visceri, per esempio sul fegato.

Le cause

Non si conoscono ancora con precisione le cause che portano alla comparsa dell’emangioma infantile o angioma nel neonato. Spesso si forma per un “errore” nel processo di neoangiogenesi, ossia nella formazione di nuovi vasi sanguigni nel bambino.

Solitamente, quando il neonato viene al mondo ha già tutti i vasi sanguigni che avrà anche in età adulta e il processo si interrompe alla nascita. In alcuni casi, invece, questo processo continua anche dopo la nascita.

Compare, quindi, di solito entro le prime due settimane di vita, una chiazza piccola e poco evidente, che va incontro a una rapida crescita di volume, destinata solitamente a concludersi entro il nono mese di età. A volte, a questa fase segue una lenta involuzione, durante la quale l’emangioma regredisce fino a diventare quasi invisibile oppure a sparire del tutto.

I fattori di rischio dell’angioma del neonato

Esistono anche alcuni fattori di rischio che predispongono alla comparsa dell’emangioma infantile o angioma del neonato, ovvero

  • sesso femminile, perché è più frequente nelle bambine
  • razza caucasica, più esposta rispetto ad altre etnie
  • prematurità, dal momento che i bambini che nascono con parto prematuro mostrano mediamente di essere più soggetti alla comparsa di angioma del neonato
  • placenta previa, un’anomalia della placenta che si presenza posizionata in modo da ostruire del tutto o parzialmente il canale del parto
  • pre eclampsia o gestosi, una complicanza della gravidanza caratterizzata da pressione arteriosa elevata, proteine nelle urine e gonfiore agli arti.

Anche l’età materna avanzata sembra essere un fattore predisponente alla comparsa di questi tumori benigni.

Come si fa la diagnosi 

Fortunatamente la diagnosi degli angiomi nel neonato non è difficile e quasi sempre è sufficiente una visita dal dermatologo. Le formazioni si tengono sotto controllo con visite ogni 7-14 giorni per valutare se la formazione si riduce di dimensione oppure va incontro a trasformazione o addirittura ulcerazione. Nel caso compaiano emangiomi grandi o in rilievo, è necessaria una valutazione più approfondita, anche per capire fino che profondità la formazione si estende negli strati della pelle. In questi casi si effettuano alcuni esami di approfondimento:

  • Per valutare le caratteristiche dell’emangioma, si può effettuare una ecografia con color doppler, un esame che utilizza le onde sonore, innocuo e indolore e che riesce a valutare l’angiogenesi, ossia l’attività di formazione dei vasi sanguigni
  • È anche utile effettuare una risonanza magnetica nucleare per capire se l’emangioma coinvolge strutture contigue, provocando anomalie funzionali
  • Si eseguono poi controlli specifici di funzionalità dell’organo, per capire se la formazione impedisce i movimenti della bocca o delle palpebre. È importante eseguire una visita oculistica con tonometria, nel caso l’emangioma si localizzi in corrispondenza dell’occhio, per capire se si estende in profondità causando danni alle strutture oculari e alla vista
  • Infine, il bambino è sottoposto a una visita otorinolaringoiatrica con ABR, ossia Potenziali evocati uditivi del tronco encefalico, per valutare se un emangioma posizionato nella zona dell’orecchio può aver raggiunto le strutture più interne e aver danneggiato i delicati organi che regolano il meccanismo della percezione uditiva.

Quando è pericoloso

Non sempre gli angiomi nel neonato rimpiccioliscono e scompaiono. A volte persistono e possono creare disturbi di vario genere.

Gli emangiomi di grandi dimensioni, per esempio, spesso causano un disagio psicologico, quando il bambino cresce. La lesione può provocare complicanze funzionali a seconda di dove è localizzata: per esempio, se si trova a livello della gola può ostacolare la respirazione.

Le formazioni più voluminose possono anche andare incontro a ulcerazione, sanguinamento e infezione.

A volte, possono accompagnarsi a situazioni complesse che vanno trattate in modo adeguato. Succede nel caso degli emangiomi multifocali, che possono essere accompagnati dalla presenza di angiomi anche sul fegato, i quali possono essere interferire con la funzionalità dell’organo.

Un caso particolare e molto serio che si associa ad alcuni emangiomi infantili  è quello di una sindrome chiamata Phaces, che comprende anomalie della fossa posteriore, ossia malformazioni strutturali del cervello, emangiomi segmentali facciali di dimensione estesa (superiore ai 5 centimetri), anomalie delle arterie cerebrali, difetti del cuore, problemi alla vista e malformazioni nella zona del torace.

È una sindrome rara, che si diagnostica con risonanza magnetica del cuore e dell’encefalo e che si affronta con un approccio da parte di diversi specialisti, dal dermatologo al cardiologo al neurologo.

Cosa fare

Nel 90% dei casi l’emangioma infantile o angioma neonato non richiede alcun tipo di trattamento perché scompare spontaneamente oppure non causa disagio o disturbi e, quindi, si può rimandare un’eventuale cura a quando il bambino è più grandicello.

In circa il 10% dei casi si interviene con un farmaco oppure con il laser. In una percentuale molto piccola, l’angioma si accompagna a sindromi serie come, appunto la Phaces, che possono mettere a rischio la vita e che richiedono un intervento da parte di diversi specialisti, che curano sia l’angioma in sé, sia gli altri disturbi a questo associati.

Propanololo

Si cerca di trattare prima di tutto l’emangioma infantile o angioma neonato con un farmaco da assumere per bocca, il propanololo, che rappresenta il trattamento di prima linea per questo problema.

Questo ha l’effetto di indurre vasocostrizione e di bloccare l’angiogenesi, ossia la creazione dei nuovi vasi sanguigni che vanno a costituire l’angioma stesso. Il bambino lo assume tra le cinque settimane e i cinque mesi di vita, due volte al giorno e le prime volte viene somministrato in day hospital per effettuare controlli come la misurazione della glicemia e della pressione arteriosa, ripetuti ogni volte che si aumenta il dosaggio. Il trattamento ha una durata di almeno sei mesi.

Laser

Se la cura farmacologica non sortisce i risultati sperati, oppure il bambino manifesta effetti collaterali (per esempio disturbi respiratori o gastrointestinali), si può ricorrere alla cura con il laser, che colpisce selettivamente l’emoglobina che costituisce i vasi sanguigni. Quanto prima si inizia il trattamento con il laser, tanto più sarà efficace, permettendo una rapida eliminazione delle lesioni. Il trattamento è un po’ fastidioso e doloroso e, quindi, andrebbe eseguito previa una leggera sedazione.

Si effettuano un paio di trattamenti all’anno, anche per ragioni di sicurezza anestesiologica. Il trattamento senza sedazione nelle prime fasi di vita darebbe risultati migliori ma al momento la maggior parte dei centri di riferimento europei preferisce procedere in sicurezza senza traumatizzare il bambino. La macchia schiarisce lentamente e non sempre nello stesso modo: la malformazione capillare delle zone più laterali del viso risponde meglio rispetto a quelle centrali.

Le malformazioni capillari nel neonato

Diverse dagli emangiomi, si tratta di chiazze piatte presenti dalla nascita, che crescono proporzionalmente con il bambino pur rimanendo piane. Del tutto benigne, vengono trattate con il dye laser, un laser che produce un impulso di luce selettiva in grado di “riconoscere” l’emoglobina presente nella pelle che costituisce queste malformazioni. Il laser agisce “chiudendo” i capillari che alimentano la malformazione.

Le sedute con il laser possono essere circa 5 o 6, a distanza di uno-due mesi l’una dall’altra. I trattamenti vanno eseguiti nel periodo invernale, perché la pelle per alcune settimane dopo la fine della cura non può essere esposta al sole. Il laser garantisce la scomparsa delle lesioni più superficiali e circoscritte e porta ad una notevole riduzione di quelle più evidenti e complesse.

 
 
 

In breve

Gli emangiomi infantili, o angiomi del neonato, sono tumori benigni dei vasi sanguigni che non sempre scompaiono spontaneamente. Qualche volta richiedono un trattamento con un farmaco oppure con il laser per risolvere il rischio di infezioni, oppure disturbi funzionali o problemi estetici.

 

Fonti / Bibliografia

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