Bronchiolite: boom di casi, perché?

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 09/01/2019 Aggiornato il 10/01/2019

L’aumento dei casi di bronchiolite è legato al freddo intenso di questi giorni. Ecco come difendere i più piccoli

Bronchiolite: boom di casi, perché?

Fa molto freddo e la bronchiolite torna a presentarsi puntuale, mettendo a rischio soprattutto la salute dei più piccoli. Tra dicembre e questi primi giorni di gennaio, per esempio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha registrato  quasi 300 diagnosi di bronchiolite. E il picco non si è ancora raggiunto.

Colpa del VRS

Il colpevole numero uno della bronchiolite è il virus respiratorio sinciziale, che nei neonati provoca un’infiammazione dei bronchioli, le parti terminali dei bronchi, i tubicini che portano l’aria dalle prime vie respiratorie ai polmoni. In pratica, si verifica una vera e propria ostruzione, con i piccoli bronchi che si riempiono di secrezioni e causano difficoltà respiratorie.

In arrivo un vaccino

Contro questo virus, nei prossimi anni arriverà un vaccino, ora in fase di sperimentazione. A oggi l’unica possibilità di prevenzione è la vaccinazione antifluenzale in gravidanza, che consente alle future mamme di trasmettere l’immunità al bebè proteggendolo nei primi mesi di vita, quelli più delicati. L’influenza, infatti, indebolisce l’organismo e ne favorisce l’attacco da parte di altri batteri e virus, tra cui quello sinciziale.

Quando serve il ricovero

Le terapie possono essere somministrate a domicilio da parte del pediatra di famiglia nelle forme più lievi, mentre in caso di difficoltà nell’ossigenazione è necessario il ricovero: la bronchiolite è, infatti, la prima causa di ospedalizzazione sotto l’anno di vita. Tra le terapie ci sono l’ossigenoterapia, l’idratazione e la nutrizione, perché questi bambini così piccoli non ce la fanno a crescere e bisogna controllare costantemente il loro peso.

Pericolo conseguenze

Le conseguenze della bronchiolite non vanno sottovalutate: rende i bimbi più sensibili a infiammazioni delle alte vie aeree fino a tre anni dopo l’episodio ed è un fattore di rischio per l’asma, soprattutto se colpisce nei primi mesi di vita e se uno dei genitori è allergico. È importante perciò tenere a casa i bambini malati di bronchiolite, perché predisposti a ricadute, e approfittare dell’estate per portarli lontano dalle città. Via libera a spiagge e scogli nelle mezze stagioni e alla montagna nei mesi più caldi. Dentro casa, infine, sì ad ambienti puliti ma non asettici. Massima attenzione infine alla camera da letto, che deve essere priva di tutto ciò che raccoglie polvere.
 

 

 
 
 

da sapere!

Non fumare in presenza di neonati: il fumo di sigarette è uno dei fattori di rischio principali per l’insorgenza di bronchiolite.

 

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