Come abbassare l’ittero nei neonati? Ora c’è una nuova cura

Elisa Carcano A cura di Elisa Carcano Pubblicato il 15/03/2022 Aggiornato il 15/03/2022

Grazie al progetto pilota del Policlinico Abano Terme, saranno possibili le cure a casa. Ecco come abbassare l’ittero nei neonati

Come abbassare l’ittero nei neonati?  Ora c’è una nuova cura

Al Policlinico Abano Terme i neonati che sviluppano l’ittero possono essere curati a casa ed evitare il ricovero in pediatria. L’Unità Operativa di Ostetricia e la Neonatologia della struttura che ha sede nella città veneta hanno messo a punto un progetto pilota che prevede l’impiego al domicilio di una lampada per fototerapia a fibre ottiche di ultima generazione donata dal Lions Club Abano – Terme Euganee. Ecco dunque come abbassare l’ittero nei neonati a casa.

Perché viene l’ittero ai neonati?

 “Nei primi giorni dopo la nascita – spiega il professor Vincenzo Zanardo, responsabile della Neonatologia – una quota significativa di neonati può diventare itterico, ossia presentare una colorazione gialla della cute. L’ittero è per lo più una condizione fisiologica a risoluzione spontanea nella fase di adattamento alla vita extrauterina. Attualmente, si fa uno screening dopo la nascita in tutti i neonati e una percentuale non irrilevante di questi con ittero più importante, ma per il resto sani, necessita di trattamento, con lampade che sfruttano particolari lunghezze d’onda della luce solare”.

L’ittero è dovuto a un eccesso di bilirubina (una sostanza di scarto derivante per lo più dalla distruzione dei globuli rossi) nel sangue. In condizioni normali, la bilirubina passa nel fegato e viene espulsa nell’intestino. Ma, per effetto dell’immaturità caratteristica dei primi mesi di vita, nei neonati il suo smaltimento tende a essere più difficoltoso. L’accumulo che ciò determina dà origine alla colorazione giallastra della pelle del neonato, all’inizio soprattutto in corrispondenza della testa, e poi del torace, della pancia e delle gambe.

La produzione di bilirubina è molto rapida nel neonato, a causa dell’alto numero di globuli rossi presente alla nascita.

Quando preoccuparsi per l’ittero?

Quasi sempre si tratta di una forma fisiologica di ittero, interessa il 60% dei bambini nati a termine e l’80% dei prematuri (nati cioè prima della 37a settimana) e scompare in modo spontaneo nel giro di un paio di settimane. In determinati casi, però, l’ittero neonatale viene definito patologico e necessita di una terapia.
“La fototerapia neonatale – spiega Gianluca Straface, direttore dell’U.O. di Ostetricia – può rappresentare un momento di stress psico-emozionale per la neomamma, che magari vede sfumare la dimissione con il suo bambino. La fototerapia in molti centri viene, infatti, effettuata con il ricovero del neonato in Reparto Pediatrico, lontano dalla madre. Una condizione, questa, che rende precario il contatto madre-neonato e affievolisce il bonding, quel legame innato e istintivo che porta il neonato a un bisogno immediato di contatto con la sua mamma”.

Da qui l’importanza di poter disporre di una lampada speciale per abbassare l’ittero nei neonati a casa.

Cosa può causare l’ittero?

Oltre che da una scarsa efficienza del fegato a smaltire la bilirubina in eccesso, l’ittero del neonato può avere altre cause e può dipendere anche dal latte materno. In questo caso l’ittero compare più tardivamente, può durare fino a 10 settimane ed è dovuto a  una sostanza contenuta nel latte materno (il pregnandiolo) che va a interferire con il lavoro delle cellule del fegato, rallentando l’eliminazione della birilubina. Regredisce spontaneamente e non occorre sospendere le poppate al seno.

Altra causa dell’ittero del neonato è  l’incompatibilità AB0, che si verifica quando il gruppo sanguigno della madre è O e quello del piccolo è A o B. Questa incompatibilità sanguigna induce, infatti, l’organismo materno a produrre durante la gravidanza anticorpi che danneggiano i globuli rossi del bambino, provocando ittero o anemia (un disturbo del sangue). Anche questa forma di ittero si risolve spontaneamente via via che l’organismo del neonato smaltisce gli anticorpi materni.

Infine, anche l’incompatibilità del fattore Rh (madre negativa, bimbo positivo) può causare l’ittero del neonato. Ciò accade perché l’organismo materno produce anticorpi in grado di oltrepassare la placenta ed entrare in circolo nel corpo del neonato, provocando una distruzione di globuli rossi (emolisi), con conseguente ittero e malattia emolitica del neonato. 

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa comporta la bilirubina alta nei neonati?

Di norma l’ittero regredisce spontaneamente senza arrecare danni al neonato. Tuttavia, oltre il valore di 12 mg per cento, i neonati vanno osservati con più attenzione ed eventualmente sottoposti ad apposite terapie.

Come far andar via l’ittero?

La cura principale è rappresentata dalla fototerapia. Il neonato viene posto sotto una lampada all’interno di un’incubatrice, con indosso solo in pannolino e con gli occhi ben coperti da bende. Le onde irradiate dalla lampada colpiscono la pelle provocando il degradarsi della bilirubina in una forma non tossica. Una volta distrutta, la bilirubina viene facilmente eliminata dal fegato.

La fototerapia non ha controindicazioni. L’unico aspetto negativo della fototerapia consiste nel fatto che il neonato deve essere separato dalla mamma. Ecco perché la possibilità di abbassare l’ittero a casa è così importante.

In rari casi può essere invece necessario ricorrere a trasfusioni di sangue per abbassare in tempi brevi i livelli di bilirubina e prevenire così eventuali serie conseguenze.

 

Fonti / Bibliografia

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