Disidratazione bebè: attenzione al pannolino asciutto

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 27/07/2018 Aggiornato il 02/08/2018

Nel bebè il sistema che regola la temperatura corporea non è ancora ben sviluppato e quindi il piccolo è più esposto ai rischi legati al calore, come la disidratazione. Ecco che cosa fare quando il termometro sale

Disidratazione bebè: attenzione al pannolino asciutto

I bambini piccoli soffrono particolarmente il caldo, in quanto il loro sistema di termoregolazione interno non è ancora perfettamente in grado di adattare velocemente la temperatura del corpo in base a quella esterna. Il bebè va, perciò, protetto accuratamente del caldo, ma anche dai bruschi sbalzi di temperatura e dalle correnti d’aria. Occorre, poi, dargli spesso da bere per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi con il sudore. Ci sono alcuni campanelli di allarme che mamma e papà non dovrebbero mai ignorare. Il primo è rappresentato dal pannolino bagnato. Ma non è il solo.

I neonati sono particolarmente a rischio

Quando la temperatura esterna è particolarmente elevata tutti corrono un rischio concreto di disidratazione, a causa dei liquidi persi con il sudore. Ci sono, però, alcune categorie particolarmente vulnerabili. Fra questi i bambini, specialmente nei primissimi mesi di vita. Infatti, i neonati sono meno protetti. Innanzitutto hanno un sistema di termoregolazione ancora immaturo, per cui il loro corpo riesce ad adattarsi in maniera meno efficace alle variazioni climatiche. Anche la produzione di sudore, che serve a raffreddare la superficie corporea e a disperdere il calore in eccesso, è ancora insufficiente. Non bisogna dimenticare, poi, il ruolo negativo giocato dalla pelle più sottile e dalla maggiore estensione della testa rispetto al resto del corpo (che è quello che disperde la maggior parte del calore). Infine, occorre considerare che il bimbo piccolo non è in grado di esprimere la sensazione di sete, se non con il pianto () o un generale senso di irrequietezza. Di conseguenza, mamma e papà non sempre sono in grado di rispondere prontamente alle sue richieste.

I campanelli di allarme

Per capire se il bimbo è idratato a sufficienza è bene fare attenzione ad alcuni segnali. In genere, si può sospettare una disidratazione quando il bebè non bagna per lungo tempo il pannolino, richiede meno spesso il pasto, fa fatica a mangiare, non cresce e ha le mucose secche.  “Nei casi gravi vediamo sintomi come avvallamento della fontanella anteriore, sonnolenza o un leggero aumento di temperatura corporea che nel bambino più grande può diventare anche febbre” spiega Marcello Lanari, consigliere della Società italiana di neonatologia (Sin).

L’importanza della prevenzione

Contro la disidratazione la migliore arma è rappresentata dalla prevenzione. Se il piccolo è allattato al seno, basta attaccarlo più spesso: non serve dargli acqua perché il latte materno è in grado di soddisfare il fabbisogno idrico del bebè. È importante però che la mamma assuma più liquidi del solito, per non rischiare di disidratarsi a sua volta. Se il bimbo è nutrito con il biberon, assicurarsi che termini i pasti. Non serve modificare il numero delle poppate e nemmeno aggiungere più acqua del solito. Dai cinque mesi, invece, soprattutto se è già iniziato lo svezzamento, occorre dargli spesso l’acqua, che deve essere a temperatura ambiente.

 

 

In breve

3 CONSIGLI UTILI

Per prevenire la disidratazione è importante anche seguire tre accorgimenti: non esporre il piccolo a temperature elevate, non metterlo mai al sole diretto e proteggergli il capo quando si esce.

 

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