Microbioma intestinale in gravidanza condiziona la salute del bebè

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 03/12/2018 Aggiornato il 03/12/2018

Mantenere in equilibrio il microbioma intestinale della futura mamma è fondamentale per la salute del nascituro. Ecco perché

Microbioma intestinale in gravidanza condiziona la salute del bebè

Il microbioma intestinale materno, ossia l’insieme dei batteri buoni che popolano l’intestino, svolge un ruolo importante nella salute del bambino e nello sviluppo del suo sistema immunitario.

Fondamentale l’alimentazione

La sua composizione nel neonato è influenzata dalla dieta materna in gravidanza e nell’allattamento: infatti durante il parto naturale e l’allattamento al seno avviene il trasferimento verticale dei microrganismi materni al bebè. A oggi alcuni studi hanno evidenziato associazioni tra la dieta materna prenatale e il rischio di allergie nel bebè, tra l’elevato consumo di carne della madre e l’aumentato rischio di respiro sibilante nel primo anno di vita del bambino, ma non sono stati chiariti i meccanismi con cui la dieta materna influisca sulla salute del piccolo.

L’ultimo studio

Un team di ricercatori del Dartmouth-Hitchcock Medical Center (USA) ha esaminato il rapporto tra la dieta materna durante la gravidanza e il microbioma intestinale dei neonati di 6 settimane, correlandolo alle modalità del parto (naturale o cesareo). Lo studio ha rivelato che il microbioma intestinale dei neonati di 6 settimane era composto prevalentemente da Enterobacteriaceae, Bifidobacterium, Bacteroides, Streptococcus e Clostridium.

Differenze con parto naturale o cesareo

Analizzando l’influenza dell’alimentazione delle donne in gravidanza sul microbioma dei neonati, gli autori hanno osservato che nei bambini nati con parto naturale, le probabilità di appartenere al gruppo con alta predominanza di Streptococcus e Clostridium aumentavano di 2.73 volte per ogni porzione di frutta consumata giornalmente dalle madri durante la gravidanza. Nei bambini nati con cesareo, invece, le probabilità di appartenere al gruppo con prevalenza di Clostridium aumentavano di 2.36 volte per ogni porzione materna supplementare di latte al giorno. Il Bifidobacterium risultava meno presente nei neonati nati naturalmente se le madri mangiavano più frutta, ma la sua presenza aumentava nei nati da cesareo in relazione al maggiore consumo di carne rossa e lavorata da parte delle madri.

Strette correlazioni

Lo studio fornisce delle chiare indicazioni dell’esistenza di una relazione tra dieta materna in gravidanza, modalità del parto e composizione del microbioma intestinale del neonato. Ulteriori studi sono necessari per approfondire come questo possa influenzare la salute del bambino e identificare i meccanismi alla base di questa relazione.

 

 

Lo sapevi che?

Diversi studi hanno dimostrato associazioni tra la dieta materna e il rischio di allergie, infezioni e malattie respiratorie nei bebè, ma poco si sa sui meccanismi con cui l’alimentazione di mamma eserciti questi effetti.

 

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