Pediatri: la dermatite atopica è scritta nei geni

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/07/2014 Aggiornato il 17/07/2014

Dermatite atopica: inversione di tendenza nella diagnosi di questo problema della pelle che colpisce circa 1 milione di bambini in tutta Italia

Pediatri: la dermatite atopica è scritta nei geni

Una novità nel campo della dermatite atopica è stata presentata all’International pediatric workshop svoltosi a San Pietroburgo, da Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio Paidoss sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza.
 

Non è un’allergia

La dermatite atopica è sempre stata considerata un disturbo cutaneo di natura allergica e come tale è stata curata: pomate a base di cortisone, evitando l’esposizione agli allergeni. Si tratterebbe, in realtà, esclusivamente di un problema cutaneo, scatenato da agenti irritativi: va quindi affrontata con i prodotti giusti ed evitando le situazioni che possono scatenare il prurito e la secchezza.

Riesaminati gli studi

Gli esperti hanno passato in rassegna tutto quello che è stato scritto sulla dermatite atopica dal 2008 al 2014, arrivando alla conclusione che, al contrario di quanto si è ritenuto finora, non è l’allergia al centro del processo ezio-patogenetico, ma la pelle. Da ora in avanti bisognerà, quindi, parlare di eczema costituzionale, un tipo di pelle che costituzionalmente risponde ad agenti fisici infettivi o irritativi in modo diverso rispetto ad altri.

Quali cure

Fino a oggi i bimbi che soffrivano di dermatite atopica erano sottoposti a controlli di tipo allergologico e le pomate a base di cortisone erano il trattamento più frequente. Il problema è che il cortisone rende la pelle ancora più sensibile. In base ai dati analizzati, la dermatite atopica costituisce, invece, un problema  ereditario e il fulcro del processo infiammatorio è la cute. La nuova definizione, eczema costituzionale, che sarà presto seguita dalle nuove linee guida, presuppone un approccio terapeutico completamente diverso: si cura la cute, non le possibili fonti di allergia. 

In breve

UN NUOVO APPROCCIO PER LE CURE

Per curare la dermatite non bisognerà trattare le allergie, per esempio eliminando il latte, ma curare la pelle con prodotti non sistemici, ma topici, emollienti non cortisonici, che finora erano considerati solo complementari alla terapia.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Problemi con un piercing: ci sono rischi per la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza.   »

Possono arrivare le mestruazioni a tre mesi dal parto mentre si allatta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali).  »

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Olive e lupini sono sicuri in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

La sicurezza degli alimenti dipende dalla loro provenienza, dalla loro qualità e dal modo in cui vengono conservati. In generale, meglio evitare i cibi venduti sfusi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti