Puntini rossi sulla pelle dei bambini: che fare?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/06/2019 Aggiornato il 19/06/2019

Irritazioni da sudore, punture d'insetto, eritema solare: sono tante le cause all'origine dei puntini rossi sulla pelle dei bambini.  Ecco come intervenire caso per caso

Puntini rossi sulla pelle dei bambini: che fare?

Sono più frequenti in estate, quando la delicata pelle del piccolo si irrita più facilmente a causa del caldo e del sudore. Ma possono dipendere da tanti motivi diversi. Dietro ai puntini rossi possono nascondersi, infatti, tante problematiche differenti, alcune molto banali e altre che invece richiedono qualche attenzione in più. Escludendo le malattie esantematiche, spesso accompagnate da febbre o altri disturbi, vediamo le cause più comuni di questo problema.

La colpa può essere dalla sudamina

Uno dei disturbi che più frequentemente si manifesta con la comparsa di puntini rossi è la sudamina. Si tratta di un arrossamento che si caratterizza per la presenza di lesioni puntiformi, che spesso si nota quando il bimbo si alza dopo la nanna. Alla base di tutto c’è un’infiammazione dei pori della pelle: a causa del calore, la cute non riesce a traspirare correttamente. “Il fatto è che le mamme italiane tendono a coprire troppo il piccolo, anche di notte. Un errore da evitare, ma con il caldo l’ideale non è il condizionatore: meglio un deumidificatore che lo aiuterà a riposare bene senza sudare” ha spiegato Andrea Diociaiuti, responsabile Uos Dermatosi complesse e genodermatosi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La sudamina si risolve lavando spesso il piccolo, coprendolo meno, evitando le creme grasse e applicando quelle antinfiammatorie e con sostanze lenitive. No anche a talco e pomate all’ossido di zinco, che rischiano di peggiorare la situazione. 

Sotto accusa anche le punture di insetto

I puntini rossi possono essere provocati poi dalle punture di insetto. Addirittura, in alcuni casi possono comparire delle reazioni molto estese e dure, specie nei bambini atopici. Ecco perché è importante prevenire, proteggendo i bambini con repellenti naturali e prodotti a base di sostanze naturali, indicati per la fascia d’età cui sono destinati. Nei neonati e bebè, meglio applicare i repellenti sui vestiti o lettini, invece che direttamente sulla pelle. Per trattare le manifestazioni più estese, può essere necessario ricorrere a cortisonici e antistaminici locali.

Pro e contro del sole

Infine, i puntini rossi possono derivare dall’esposizione al sole: i raggi solari, infatti, hanno un’azione irritante, sebbene siano preziosi per la sintesi della vitamina D. Per questo, vanno adottate le giuste precauzioni.  “Anche i bimbi vanno protetti, persino sotto l’ombrellone, perché la sabbia ha un effetto riflettente. È importante usare schermi 50+ da applicare più volte al giorno, formulati specificamente per i bambini. E questo fino a sviluppo avvenuto” raccomanda l’esperto. Troppo spesso, da grandicelli, si evita di proteggerli ma è un errore, spiega sempre il dottor Diociaiuti: “La pelle dei bambini va sempre protetta, anche dopo i 10 anni quando sembrano più grandicelli ma in realtà rischiano di sfuggire al controllo dei genitori e ‘dimenticano’ la protezione”. Se possibile, meglio utilizzare i solari per i bambini, che hanno filtri fisici e non chimici e non danno luogo ad alcuna interazione ormonale.

 

 

 
 
 

UN CONSIGLIO

Per proteggere la pelle dei bambini è bene utilizzare prodotti specifici, sia per l’igiene quotidiana sia per l’esposizione al sole.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Bimba di due anni e mezzo che vuole stare con il papà (e non con la mamma)

29/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi.   »

Camera gestazionale grande: proseguirà la gravidanza?

29/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

La rilevazione dell'attività cardiaca del feto è un ottimo segno, tuttavia l'ecografia non permette di fare previsioni sul futuro della gravidanza, ma consente solo di valutare il "qui e ora".   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti