Puntini rossi sulla pelle dei bambini: che fare?

Sono più frequenti in estate, quando la delicata pelle del piccolo si irrita più facilmente a causa del caldo e del sudore. Ma possono dipendere da tanti motivi diversi. Ecco come intervenire caso per caso

Irritazioni da sudore, punture d’insetto, eritema solare: sono tante le cause all’origine dei puntini rossi sulla pelle dei bambini. Dietro ai puntini rossi possono nascondersi tante problematiche differenti, alcune molto banali e altre che invece richiedono qualche attenzione in più. Escludendo le malattie esantematiche, spesso accompagnate da febbre o altri disturbi, vediamo le cause più comuni di questo problema.

La colpa può essere dalla sudamina

Uno dei disturbi che più frequentemente si manifesta con la comparsa di puntini rossi è la sudamina. Si tratta di un arrossamento che si caratterizza per la presenza di lesioni puntiformi, che spesso si nota quando il bimbo si alza dopo la nanna. Alla base di tutto c’è un’infiammazione dei pori della pelle: a causa del calore, la cute non riesce a traspirare correttamente. “Il fatto è che le mamme italiane tendono a coprire troppo il piccolo, anche di notte. Un errore da evitare, ma con il caldo l’ideale non è il condizionatore: meglio un deumidificatore che lo aiuterà a riposare bene senza sudare” ha spiegato Andrea Diociaiuti, responsabile Uos Dermatosi complesse e genodermatosi dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La sudamina si risolve lavando spesso il piccolo, coprendolo meno, evitando le creme grasse e applicando quelle antinfiammatorie e con sostanze lenitive. No anche a talco e pomate all’ossido di zinco, che rischiano di peggiorare la situazione. 

Sotto accusa anche le punture di insetto

I puntini rossi possono essere provocati poi dalle punture di insetto. Addirittura, in alcuni casi possono comparire delle reazioni molto estese e dure, specie nei bambini atopici. Ecco perché è importante prevenire, proteggendo i bambini con repellenti naturali e prodotti a base di sostanze naturali, indicati per la fascia d’età cui sono destinati. Nei neonati e bebè, meglio applicare i repellenti sui vestiti o lettini, invece che direttamente sulla pelle. Per trattare le manifestazioni più estese, può essere necessario ricorrere a cortisonici e antistaminici locali.

Pro e contro del sole

Infine, i puntini rossi possono derivare dall’esposizione al sole: i raggi solari, infatti, hanno un’azione irritante, sebbene siano preziosi per la sintesi della vitamina D. Per questo, vanno adottate le giuste precauzioni.  “Anche i bimbi vanno protetti, persino sotto l’ombrellone, perché la sabbia ha un effetto riflettente. È importante usare schermi 50+ da applicare più volte al giorno, formulati specificamente per i bambini. E questo fino a sviluppo avvenuto” raccomanda l’esperto. Troppo spesso, da grandicelli, si evita di proteggerli ma è un errore, spiega sempre il dottor Diociaiuti: “La pelle dei bambini va sempre protetta, anche dopo i 10 anni quando sembrano più grandicelli ma in realtà rischiano di sfuggire al controllo dei genitori e ‘dimenticano’ la protezione”. Se possibile, meglio utilizzare i solari per i bambini, che hanno filtri fisici e non chimici e non danno luogo ad alcuna interazione ormonale.

 

 

 
 
 

UN CONSIGLIO

Per proteggere la pelle dei bambini è bene utilizzare prodotti specifici, sia per l’igiene quotidiana sia per l’esposizione al sole.