Rotavirus: cos’è, sintomi nei bambini e come prevenirlo

Angela Bruno A cura di Angela Bruno

Virus particolarmente aggressivo, capace di portare a conseguenze anche mortali. Richiede particolare attenzione, soprattutto nei più piccoli.

Il rotavirus è tra le più frequenti cause di gastroenterite nei bambini piccoli. È importante sottoporre i piccoli alla vaccinazione prevista perché, se contratto, può portare a conseguenze per la salute molto serie

Dissenteria, febbre, vomito e disidratazione. Se un neonato presenta questa sintomatologia è, con molta probabilità, entrato in contatto con il rotavirus. Rivolgersi al pediatra in modo tempestivo e assicurarsi di restituire la giusta dose di liquidi al piccolo è fondamentale per scongiurare il peggio ed evitare gravi conseguenze.

Cos’è il rotavirus

Si tratta di un virus a RNA, appartenente alla famiglia dei Reoviridae, resistente in quanto composto da un duplice strato di proteine che lo rende ancora più duraturo.

Tra le cause più comuni di gastroenterite virale nei primi anni di vita, il rotavirus  colpisce principalmente i piccolissimi e, spesso, richiede anche l’ospedalizzazione. Nei neonati dai 6 e i 24 mesi si manifesta con forti scariche di dissenteria, che portano facilmente a una disidratazione, in grado di causare conseguenze gravissime e mettere in pericolo la vita dei piccoli.

Diffusa in tutto il mondo, l’infezione può presentarsi in diverse forme (A, B e C), ma è realmente pericolosa solo quando è provocata da rotavirus A. Come riportato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, ogni anno l’infezione da rotavirus causa circa mezzo milione di decessi sotto i 5 anni, di cui ben l’80% si verifica nei paesi industrializzati.

I dati relativi agli Stati Uniti d’America e, quindi, paragonabili al contesto italiano, evidenziano come l’incidenza maggiore di morti premature si concentri prima dei due anni di vita, ovvero nella fascia tra i 4 e i 23 mesi.

I sintomi nei bambini

Una volta contratto, il rotavirus ha due giorni di incubazione prima di presentare i primi sintomi. Il decorso usuale della malattia si esaurisce mediamente tra i tre e gli otto giorni. Nella maggior parte dei casi i sintomi più eloquenti sono:

  • stato febbrile lieve o moderato (almeno un paio di giorni)
  • vomito
  • mal di stomaco
  • scariche di diarrea (estremamente liquida)

In caso di scariche non particolarmente intense, il rotavirus compie il proprio decorso in modo autonomo e non lascia conseguenze. Qualora, però, l’infezione dovesse presentarsi in forma più intensa, con diarrea a causare una grave disidratazione, il livello di attenzione deve essere massimo.

Specie nei neonati, infatti, senza le dovute cure mediche, il virus potrebbe condurre a conseguenze gravissime, mettendo a repentaglio la vita stessa dei piccoli. Se non trattato adeguatamente, il rotavirus, inoltre, dall’intestino può diffondersi nel corpo, andando a intaccare la funzionalità di reni, fegato e sistema nervoso.

Come si prende 

Il rotavirus si presenta soprattutto durante il periodo invernale, da novembre fino a marzo, e si trasmette per via ora-fecale. Rilasciato attraverso le feci, infatti, il virus si contrae, per esempio, mangiando cibo o bevendo acqua contaminati. Ma è possibile ammalarsi anche attraverso altre persone infette, tramite semplice contatto. Nei bambini, il virus può restare nell’organismo anche fino a due mesi dopo la comparsa dell’infezione. Per questo occorre prestare attenzione anche una volta debellato.

Pur non esistendo contromisure realmente efficaci, è possibile ridurre le possibilità di contrarre l’infezione lavandosi correttamente le mani e mantenendo buone condizioni igieniche in casa e negli ambienti “sensibili”, come l’asilo nido. Guarire dal virus non garantisce l’immunità, anche se le eventuali successive infezioni si presentano solitamente in forma più lieve.

Il vaccino: dosi e conseguenze

Non essendoci una terapia antivirale contro il rotavirus, il vaccinoprevisto gratuitamente dal SSN e raccomandato per tutti i neonati – è l’unica forma preventiva davvero efficace per prevenirlo e contenerne la diffusione. Somministrato per via orale in due o tre dosi, il vaccino protegge i più piccoli contro i ceppi più diffusi del virus.

La prima dose del vaccino può essere somministrata fin dalle sei settimane di vita, anche nei neonati pretermine, ma non oltre le dodici settimane. Per le successive dosi occorre attendere almeno un mese, con l’intero ciclo di vaccinazione che non dovrebbe andare oltre le prime 24 settimane per il vaccino a due dosi ed entro le 32 settimane per quello a tre dosi.

Pur indicato per tutti i bambini, la somministrazione del vaccino deve essere interrotta in caso di gravi manifestazioni allergiche. Gli effetti collaterali non si presentano quasi mai. Talvolta, il vaccino può provocare vomito o diarrea in forma lieve. In rarissimi casi, e solo in piccoli già predisposti, si può verificare invaginazione intestinale (ripiegamento di un tratto dell’intestino con conseguente rischio di ostruzione), un’eventualità che va affrontata con urgenza in ospedale.

Le cure

Non esiste una cura specifica per il rotavirus, ecco perché la prevenzione – ovvero il vaccino- è la soluzione migliore. Nella maggior parte dei casi, i bambini affetti da questo virus si riprendono bevendo un’adeguata quantità di liquidi e stando molto a riposo. Nei casi più gravi può essere necessario che i bambini ricevano liquidi per via endovenosa, in modo da non disidratarsi eccessivamente.

 

In breve

Tra le cause più frequenti di gastroenterite nei neonati, il rotavirus risulta particolarmente rischioso, portando a disidratazione anche mortale. La prevenzione con il vaccino è fondamentale per scongiurare il peggio.

 

Pubblicato il 24.7.2026 Aggiornato il 25.7.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Problemi con un piercing: ci sono rischi per la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza.   »

Possono arrivare le mestruazioni a tre mesi dal parto mentre si allatta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali).  »

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti