Si può dare l’acqua al neonato?

Angela Bruno A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Angela Bruno Pubblicato il 15/07/2025 Aggiornato il 15/07/2025

Un elemento essenziale per la salute e la vita stessa, è l’alimento più naturale che esista. Non è però indicata per i neonati, soprattutto quando assumono ancora solo latte.

quando dare acqua al neonato

I genitori si pongono spesso questa domanda, soprattutto all’arrivo della stagione calda. In realtà, nei primi mesi di vita, quando i piccoli si nutrono di solo latte, l’acqua al neonato sarebbe da evitare.

Si può offrire a partire dallo svezzamento, nelle giuste tipologie e quantità, perché è un elemento importante per la crescita e il benessere.

Come regolarsi se il neonato ha sete

“Se il bambino viene allattato al seno, almeno nei primi mesi di vita non ha bisogno di assumere altri liquidi” esordisce la dottoressa Federica Mongelli, neonatologa della Uoc Patologia Neonatale dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. “Il latte materno, infatti, generalmente soddisfa tutti i fabbisogni nutrizionali dei bambini e secondo gli esperti nessun altro alimento, né solido, né liquido, è necessario in questo periodo”.

Naturalmente è essenziale che la mamma attacchi il piccolo ogni volta che manifesta l’esigenza di poppare. Infatti la richiesta del bambino non ha solo l’obiettivo di placare la fame, ma anche di soddisfare la sete con l’acqua che, nel latte materno, è presente nelle giuste proporzioni.

Quanto dovrebbe bere la donna in allattamento

La donna dovrebbe assumere almeno due litri e mezzo di acqua al giorno, gran parte dei quali sono utilizzati proprio per produrre il latte. L’Institute of Medicine consiglia addirittura un apporto di acqua di circa 3,3 litri al giorno per le donne in allattamento, mentre l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare EFSA raccomanda un introito di liquidi giornaliero di almeno 2,7 litri. 

Niente acqua al neonato allattato, perché?

“I genitori, anche nei primi mesi, possono sentire il bisogno di proporre dell’acqua al bambino perché temono che si disidrati. L’acqua non è dannosa ma, poiché non contiene nutrienti e aumenta il senso di sazietà, potrebbe teoricamente portare a un minore consumo di latte materno” aggiunge la dottoressa. “In questo modo si potrebbe ridurre l’apporto calorico influenzando negativamente la crescita e anche la durata dell’allattamento al seno potrebbe accorciarsi”.

Lo stesso discorso vale per il latte in formula, che contiene la giusta percentuale di acqua e quindi idrata l’organismo del piccolo. Di conseguenza è bene resistere alla tentazione di aggiungere acqua al latte in polvere quando viene ricostituito. Le dosi vanno rispettate scrupolosamente perché, intervenendo di propria iniziativa, si alterano le proporzioni dei componenti, con il rischio di non garantire al bambino la giusta quantità di nutrienti. Se si hanno dubbi in proposito, è bene chiedere il parere del pediatra prima di proporre l’acqua ai neonati.

A che mese si può dare l’acqua al neonato

In caso di allattamento esclusivo al seno, almeno fino ai primi sei mesi, non occorre acqua, né altro. A partire dai sei mesi si iniziano a introdurre altri alimenti, dando il via alla fase dello svezzamento, anche se la donna può continuare ad allattare il bambino al seno. Con lo svezzamento e l’introduzione dei cibi solidi, il piccolo può iniziare a bere acqua.

In caso di allattamento artificiale, lo svezzamento (e con esso l’acqua) può iniziare prima. Non esiste un consenso unanime da parte degli esperti sul momento ideale per avviare lo svezzamento dal latte artificiale, ma secondo le indicazioni della European Society for Pediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition l’introduzione dei cibi solidi può essere tollerata già a partire dal compimento del 4° mese di vita del bambino.

Quanta acqua occorre a un bambino

La dose consigliabile di acqua da proporre al bambino all’inizio dello svezzamento è di 1-2 tazzine da caffè al giorno (corrispondenti a circa 33-66 ml).

Dopo il sesto mese e fino ai tre anni si raccomandano dai 600 ai 900 ml di acqua al giorno. Tenendo conto che un bicchiere d’acqua di dimensioni standard può contenere circa 200 ml di acqua, un bambino di questa età dovrebbe assumere dai tre ai quattro bicchieri e mezzo di acqua al giorno.

Il fabbisogno di acqua potrebbe aumentare in determinate condizioni, come per esempio:

  • se ha la febbre o il raffreddore, per idratare le mucose
  • se ha diarrea, per ripristinare le riserve di acqua dell’organismo
  • se fa molto caldo e aumenta la traspirazione

Per essere sicuri che il bambino sia sempre ben idratato, i genitori possono controllare la regolarità dell’emissione di urine, controllando che il pannolino non sia asciutto: se il piccolo bagna 6-8 pannolini al giorno significa che ha assunto un quantitativo adeguato di liquidi nell’arco della giornata. È anche possibile controllare che il bambino non sia disidratato osservando che labbra e pelle non siano secche e che non appaia visibilmente depressa la “fontanella” sul capo. Questo però è già un segno tardivo di seria disidratazione.

Come capire se il bambino ha sete

È il bambino stesso, grazie al senso di sete, ad autoregolarsi sul quantitativo di acqua da assumere. È preferibile offrire acqua in tazzina o bicchiere per far sì che vengano acquisite le competenze necessarie per gestire in maniera corretta i liquidi e che il bambino impari a sorseggiare l’acqua coordinando respirazione e deglutizione.

L’acqua da offrire al bambino deve essere fresca, soprattutto in estate. Non va proposta eccessivamente fredda perché gli organi digestivi del piccolo sono delicati e le temperature molto basse possono causargli congestione con vomito e diarrea.

D’altra parte, l’acqua a temperatura ambiente non è gradevole, soprattutto d’estate e non aiuta a spegnere la sete: è quindi bene lasciarla dieci minuti in frigo prima di proporla al bambino.

Che tipo di acqua dare ai piccoli

È importante che al bambino venga offerta esclusivamente acqua come suggerisce anche la American Association of Pediatrics, evitando di aggiungervi zucchero, miele o altre sostanze. Sono da evitare anche i succhi di frutta con zuccheri aggiunti, per non abituare il piccolo a sapori dolci che sarà poi sempre più portato a ricercare, con il rischio di carie e di aumento di peso.

Per quanto riguarda la tipologia di acqua, si può proporre al bambino acqua del rubinetto in tutta sicurezza. Le acque del rubinetto provenienti dalla maggior parte degli acquedotti delle città italiane sono sicure e non comportano il rischio di contaminazioni batteriche.

Inoltre hanno caratteristiche organolettiche analoghe a quelle delle acque oligominerali in bottiglia. Possono avere un più elevato contenuto di calcio che tuttavia non rappresenta un problema perché il bambino lo elimina con le urine. Non occorre bollire l’acqua del rubinetto prima di proporla al piccolo, ma se si preferisce nulla vieta di farlo.

Se si sceglie l’acqua in bottiglia

Se si preferisce l’acqua in bottiglia, è importante leggere l’etichetta per scegliere il tipo giusto a seconda del contenuto di minerali. Vanno scelte acque naturali, non gassate, a modesto contenuto di minerali o oligominerali con un basso residuo fisso (inferiore a 500 mg/l) per evitare di sovraccaricare i reni ancora in fase di sviluppo.

È consigliato l’uso di acque con le seguenti caratteristiche:

  • Sodio e nitrati inferiori a 10 mg/l
  • Calcio inferiore a 100 mg/l
  • Cloro inferiore a 25 mg/l
  • Fluoro inferiore a 1,5 mg/l

Anche in questo caso il pediatra potrà fornire risposte ai dubbi dei genitori.

Il video tutorial con i consigli del pediatra Leo Venturelli

Guarda il nostro video tutorial con i consigli del pediatra Leo Venturelli su come regolarsi durante il periodo estivo e quando dare l’acqua ai neonati.

 
 
 

In breve

Se un neonato è allattato al seno o al biberon non ha bisogno di assumere acqua, almeno per i primi 6 mesi. Solo quando inizia lo svezzamento, con l’introduzione degli alimenti solidi, l’organismo richiede un maggiore apporto di liquidi. Si può allora proporre acqua fresca, naturale, di rubinetto o in bottiglia a basso contenuto di minerali.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Citomegalovirus e paura del contagio

26/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se, durante la gravidanza, si teme che il proprio partner sia stato contagiato dal citomegalovirus, che si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali, può essere opportuno verificarlo attraverso un dosaggio degli anticorpi specifici.   »

Regressione nel linguaggio in un bimbo di 18 mesi: c’è da preoccuparsi?

24/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il dubbio che il bambino sia interessato da un disturbo del neurosviluppo è opportuno richiedere il parere di uno specialista.   »

Streptococco: può dare febbre nonostante l’antibiotico?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.   »

Vitamina D: una sua carenza può influenzare la fertilità?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) sia sulla fertilità maschile e femminile.   »

Quale latte a 13 mesi se si smette di allattare al seno?

10/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Dopo l'anno di vita si può tranquillamente offrire il latte vaccino, meglio in tazza per evitare che il bambino ne assuma troppo.   »

Mutazione MTHFR: bisogna assumere eparina e cardioaspirina quando inizia una gravidanza?

04/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

La mutazione MTHFR non influisce in modo negativo sulla gravidanza e non richiede cure particolari a salvaguardia della gestazione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti