Stagione di nascita: quanto incide sulla salute?

Silvia Finazzi Pubblicato il Aggiornato il 06/11/2018

Dal periodo di concepimento e dalla stagione di nascita si possono già intuire i punti deboli del bimbo per quanto riguarda la salute. E puntare sulla prevenzione

Non serve fare l’analisi del Dna di tutta la famiglia. Per scoprire i punti deboli del proprio bimbo, conoscendo in anticipo a quali malattie è più esposto così da agire di conseguenza con la prevenzione, potrebbe bastare analizzare la sua stagione di nascita. Secondo un’indagine statunitense, infatti, il periodo in cui si viene concepiti e quello in cui si viene al mondo influiscono moltissimo sulla salute, determinando la predisposizione o meno a determinate malattie.

Tre anni fa il primo studio

La ricerca che ha messo in correlazione la stagione di nascita con il rischio di ammalarsi di certe problematiche è stata condotta da un team di ricercatori americani della Columbia University di New York (Usa) ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica American Medical Informatics Association. In realtà, gli autori avevano già realizzato un’indagine analoga nel 2015, prendendo in considerazione i principali dati sanitari di 1,7 milioni di persone di New York. Ebbene, avevano scoperto che fra il mese di nascita e il rischio di andare incontro a certi disturbi nel lungo termine c’era un collegamento. Per esempio, dall’analisi era emerso che i bambini nati a luglio e ottobre erano più soggetti all’asma rispetto agli altri. Tuttavia, quello studio non aveva evidenziato i fattori cui le future mamme erano state esposte durante la gravidanza e che potevano aver influito sul rischio di ammalarsi dei figli. 

Coinvolti oltre 10 milioni di volontari

In questo nuovo lavoro, gli studiosi hanno perciò analizzato i dati sanitari di 10,5 milioni di persone provenienti da Paesi diversi: Stati Uniti, Taiwan e Corea del Sud. Innanzitutto, hanno notato che i bambini nati da mamme che nel corso del terzo trimestre di gravidanza erano state esposte a bassi livelli di luce presentavano un rischio più elevato di sviluppare diabete nel corso della vita. Inoltre, hanno visto che se le mamme nei primi tre mesi di gestazione avevano respirato alti livelli di particolato atmosferico, i loro bimbi avevano maggiori probabilità di andare incontro a fibrillazione atriale. Infine, è emerso che i figli nati da donne che nel primo trimestre erano state esposte ad alte dosi di monossido di carbonio avevano dato alla luce bambini predisposti a sviluppare ansia e depressione.

Le polveri sottili aumentano il rischio di problemi cardiaci

Gli esperti non si sono limitati a queste scoperte, ma hanno cercato di trovare delle spiegazioni a queste connessioni. Hanno così scoperto, per esempio, che il pericolo di fibrillazione è più elevato per i figli nati da donne newyorchesi che avevano partorito durante l’inverno, perché il primo trimestre di gravidanza era caduto durante l’estate quando l’inquinamento è più elevato nella città americana. Non solo: l’esposizione della madre al particolato fine dell’aria aumenta nella donna il rischio d’ipertensione che risulta associato alla pressione alta anche nella prole. L’alta pressione sanguigna, a sua volta, è associata a un aumento del rischio di fibrillazione atriale.

 

 

 
 
 

UN SUGGERIMENTO

UN AIUTO DAGLI INTEGRATORI?

Capire le influenze della stagione di nascita sulla salute potrebbe aiutare a trovare nuovi metodi per prevenire certe patologie, come raccomandare la somministrazione stagionale di alcuni integratori prenatali.

 

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