Coinvolgere il bambino nella preparazione dei pasti
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 14/01/2015Aggiornato il 26/01/2015
È già ora di farsi aiutare in cucina, così da stimolare il bimbo a conoscere nuovi sapori e consistenze diverse
Il bambino è naturalmente animato da una spiccata curiosità. Tale caratteristica può essere “sfruttata” a proprio vantaggio durante lo svezzamento, e a maggior ragione se il piccolo mostra delle riluttanze. Coinvolgendolo nella preparazione dei pasti, si susciterà appunto la sua curiosità e sarà più facile fargli poi accettare quello che anche lui ha “preparato”.
Si può cominciare spiegando al bambino passo passo quello che si sta facendo, dicendogli per esempio “adesso prendiamo le verdure, le laviamo bene sotto l’acqua e poi le mettiamo a cuocere nella pentola”.
La mamma può anche farsi aiutare dal piccolo ad apparecchiare la tavola, facendogli portare, per esempio, la bavetta e la tazza magica o il biberon. Via via che il bambino cresce, può naturalmente aumentare il suo livello di coinvolgimento, affidandogli compiti sempre più “impegnativi”.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita. »
L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno. »
Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale. »
La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato. »
Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione. »